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Disegno di Legge per la regolamentazione dei rapporti

tra INPS e Medici di Controllo.

 

Articolo segnalato dal collega Giorgio Fiorito, in data 5 sett. 2005.

Viene precisato che l'articolo era presente sul sito ilbisturi.it, 

all'indirizzo  www.ilbis turi.it/index.php?action=read&id=1894

 

 

27 LUG – Presentato un Disegno di legge per la regolamentazione dei rapporti tra Inps e medici. 

Il provvedimento mira una riforma che “permetta ai medici Inps di svolgere la loro professione 

con una retribuzione adeguata e con criteri pensionistici propri della loro attività”.

 

Il Disegno di legge è stato presentato ieri dal segretario della commissione Finanze e Tesoro 

del Senato, Antonio Gentile.

Così “si vuole risolvere definitivamente un problema che si trascina ormai dal 1986 – 

ha spiegato il segretario -. 

A oggi in Italia sono circa 1.600 i medici che non hanno un rapporto con l’Inps 

regolato da presupposti giuridici reali che permetta loro di poter svolgere la loro professione 

con una retribuzione adeguata e con criteri pensionistici propri della loro attività. 

Il rapporto con l’Inps non permette, infatti, ai medici di svolgere qualsiasi altra attività lavorativa

anche di collaborazione coordinata e continuativa con altro datore di lavoro pubblico o privato”.

“Di contro – ha continuato Gentile - il medico retribuito ‘a prestazione’, 

e ha l’obbligo di reperibilità e di disponibilità nei giorni feriali e festivi senza alcuna retribuzione.

Inoltre il medico non ha alcun trattamento integrativo 

e deve sopportare una serie di costi aggiuntivi, quali 

l’assicurazione per infortuni sul lavoro, l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi 

lesi durante l’espletamento della prestazione e la contribuzione pensionistica. 

Nella presente proposta di legge, si è scelto come punto di riferimento il contratto di lavoro 

in convenzione che i medici del Servizio sanitario nazionale stipulano 

con le aziende sanitarie locali, perché per alcuni aspetti risulta simile 

al rapporto di lavoro previsto per i medici dell’Inps”.

“Infatti - ha concluso Gentile - una serie di requisiti, quali 

il collegamento dell’attività svolta con i fini istituzionali dell’ente, 

l’esclusività del rapporto di lavoro, il carattere continuativo e non episodico della prestazione 

e la collocazione in subordine nell’organizzazione dell’ente, 

nonché il controllo che l’Istituto esercita sui medici, 

rendono il rapporto di lavoro dei medici convenzionati con il Ssn 

assimilabile a quello dei medici fiscali dell’Inps”.