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Roma, 25 novembre 2019.   comunicato 242

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico

ed alle Associazioni e Sindacati di categoria.

 

 

 

cosa fare - cosa proporre.

 


riteniamo che l'immagine che Sinmevico ha della situazione

sia stata esposta in modo chiaro e franco.

riteniamo questa sia la premessa migliore nelle trattative,

al contrario di comportamenti che non manifestano altrettanta chiarezza

determinando conseguenti tortuosità nei confronti.

 

 

nostra intenzione è segnalare all 'Istituto

gli elementi ritenuti per noi necessari al fine di

_ raggiungere al meglio possibile gli obiettivi e necessità dell'Istituto

_ rispettare le necessità fondamentali dei medici fiscali di lista

_ chiudere rapidamente la trattativa

 

 

 

elementi fondamentali secondo Sinmevico:

 

 

1, priorità (e mantenimento dell'incarico)

 

_ in linea con quanto presente nell'Atto di indirizzo:

 

Atto di indirizzo, punto 2.2, lettera j):

 

prevede espressamente che l'attività

di accertamento medico legale dei medici convenzionati

è …. …. da svolgersi da parte dei medici iscritti nelle liste

di cui all'art. 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125,

 

nonche' dai medici che saranno iscritti nelle liste

che si formeranno all'esito delle procedure previste dal numero 2.1,

lettera b), del presente Atto.

 

Tale attività viene svolta per l'intera durata di permanenza degli stessi medici nelle rispettive liste ….

 

atto di indirizzo, punto 2.1, lettera a:

occorre garantire il prioritario ricorso

ai medici iscritti nelle liste di cui all'art. 4 .. “

 

atto di indirizzo, punto 3:

. fino a successiva convenzione …. fermo restando il prioritario ricorso ai medici iscritti nelle liste di cui all'art 4,

comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, ai sensi dell'art. 55-septies

del decreto legislativo 65 del 2001.”

 

 

priorità nella medicina fiscale ai medici di lista ad esaurimento,

che deve essere mantenuta anche negli accordi successivi.

l'inserimento successivo di altre figure professionali sarà regolato dagli accordi convenuti.

 

 

 

2, incompatibilità

 

_ in linea con quanto presente nell'Atto di indirizzo

 

Atto di indirizzo, punto 2.2, lettera j):

 

la Convenzione

prevede espressamente

che l'attivita' di accertamento medico legale dei medici convenzionati

e' attivita' libero professionale, …

.. in nessun caso potrà configurarsi

come rapporto di lavoro alle dipendenze dell' INPS.”

 

trattandosi di rapporto libero professionale

non sono ammissibili incompatibilità che non siano indispensabili nella funzione,

come la sovrapposizione di certificazione e controllo.

 

dalle osservazioni del nostro Direttivo si riporta:

L’incompatibilità totale o l’incompatibilità provinciale che in pratica determina una incompatibilità totale,

non possono essere inserite nella convenzione in quando manca un criterio logico.

Va rimarcato che il DM 12 ottobre 2000 non prevede l’incompatibilità totale, ma solo parziale, e limitata all’ambito

ASL provinciale di competenza,

per i medici fiscali che svolgono anche l’attività di certificatori nell’ambito della medicina generale

e cioè assistenza primaria e continuità assistenziale (medico di base e guardia medica) come previsto dall’ACN della medicina generale

e come specificato dalla circolare INPS n.4 dell’8 gennaio 2001 (a seguito della sentenza 13026/2001 della Corte Suprema di Cassazione)

e dall’indagine conoscitiva sulla medicina fiscale del 27 maggio 2014 della XII Commissione Permanente, Affari Sociali,

che indica solo la necessità che non vi sia sovrapponibilità tra l’attività di certificatore e controllore.

Da tutto quanto sopra esposto, essendo l’attività libero professionale,  non essendo stato introdotto alcun elemento nuovo nel D.Lgs 75/2017

che giustifichi l’introduzione di nuove incompatibilità ed essendo il Polo unico della medicina fiscale istituito dallo stesso

D.Lgs già attivo dal 1 settembre 2017,

appare logico che devono essere mantenute le attuali incompatibilità per i medici iscritti nelle liste ad esaurimento

con priorità di cui all’art. 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,

dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.

 

 

 

3, modulabilità

 

l' Istituto auspica la "fidelizzazione".

per ottenere questo è necessaria una condizione lavorativa soddisfacente.

in caso contrario si otterrebbe certamente solo disponibilità transitoria ed abbandono.

è improbabile che alto carico lavorativo e impedimento allo sviluppo professionale, fondamentale in ambito medico,

(compreso l'impedimento all'attività libero professionale per i medici legali)

possano produrre "fidelizzazione".

 

l'attività MF determina alto coinvolgimento lavorativo,

essendo attività itinerante, con impegni di percorrenza, rischi stradali e relazionali

 

l'Atto di indirizzo prevede razionalmente, per questo,

una modulabilità nella MF, attraverso un sistema di disponibilità per "fasce".

 

questo sistema se bene applicato permette di ottenere la massima disponibilità possibile

in associazione alla migliore soddisfazione professionale,

oltre che, conseguentemente, al minor numero di MF necessario.

 

 

per il suo corretto funzionamento, essendo l'attività MF svolta in ambito urbano ed extraurbano,

il sistema di disponibilità per fasce deve essere previsto per le due differenti aree di attività,

che determinano evidentemente condizioni molto differenti

e conseguenti differenti necessità di modulazione.

 

inoltre, non essendo prevedibile la soglia di criticità, date le particolarità del servizio,

il sistema di modulabilità deve essere attivabile se non mensilmente, come avvenuto nei passati 30 anni,

almeno trimestralmente.

 

il sistema delle fasce è previsto dalla norma di riferimento tra un minimo ed un massimo;

prevede quindi una disponibiità per combinazioni delle fasce.

questo permette di raggiungere la massima disponibiltà del medico

che verrebbe invece ridotta, con conseguente aumento d i medici operanti, in caso di scelta solo tra due opzioni.

 

atto di indirizzo, punto 2.2, lettera a:

.. e individua il monte ore

di impegno settimanale,

tra un minimo ed un massimo,

ricadente nelle fasce di reperibilita' stabilite per l'effettuazione di visite mediche di controllo;

 

 

dalle osservazioni del nostro Direttivo si riporta inoltre:

La fidelizzazione addotta dall’INPS come giustificazione dell’incompatibilità totale,

non solo non è prevista dal decreto legislativo e dall’atto di indirizzo ed è in contrasto con la normativa vigente 

e le sentenze del TAR del Lazio

che prevedono per i medici fiscali un rapporto libero professionale con piena autonomia professionale e senza vincoli gerarchici,

ma farebbe anche venir meno il ruolo di terzietà del medico fiscale,

condizione indispensabile per l’autonomia professionale del medico anche nei confronti dell’Istituto per le visite fiscali richieste d’Ufficio,

ma soprattutto per la tutela della salute del lavoratore (Statuto dei lavoratori, legge 20 maggio 1970, n. 300).

Il medico fiscale è un pubblico ufficiale, che svolge una funzione di controllo per conto dello Stato,

per il quale il legislatore ha inteso definire un ruolo di terzietà e di indipendenza professionale dall’INPS,

a tutela dell’autonomia professionale del medico e della salute dei lavoratori, dal momento che la disciplina della medicina fiscale

è normata dal 1983 ad oggi da leggi e decreti ministeriali che affidano all’INPS esclusivamente l’organizzazione del servizio e le risorse.

 

 

 

 

4, differenziazione dell'attività itinerante da quella ambulatoriale

 

l'attività MF itinerante è condizione radicalmente differente dalle attività ambulatoriali

(costi di gestione auto, rischi di percorrenza, rischi relazionali e ambientali, tempi di servizio)

e deve essere conseguentemente diversamente normata e compensata,

mantenendo, almeno, le addizioni per visita attualmente previste, di 6 o 15 euro.

 

 

 

5, attività libero professionale

 

Atto di indirizzo, punto 2.2, lettera j):

 

la Convenzione

prevede espressamente

che l'attivita' di accertamento medico legale dei medici convenzionati

e' attivita' libero professionale, …

.. in nessun caso potrà configurarsi

come rapporto di lavoro alle dipendenze dell' INPS.”

 

Sinmevico deve segnalare ancora che la normativa di riferimento

riporta attività libero professionale.

 

questo comporta vincoli precisi in

_ incompatibilità (deve essere la minima tecnicamente necessaria)

_ pensionistica (il fondo previsto è il fondo B)

_ ECM (sono verificabili solo dagli Organismi previsti)

 

 

 

6, periodo di transizione

 

in accordo con quanto segnalato anche da altre rappresentanze MF,

Sinmevico ritiene necessaria la applicazione non immediata

di eventuali variazioni significative della normativa di riferimento,

al fine di evitare le numerose condizioni critiche conseguenti possibili.

 

 

 

7, note sulla possibilità di interruzione del servizio

 

dalle osservazioni del nostro Direttivo si riporta:

L’incompatibilità totale o provinciale determinerebbe l’eliminazione di oltre il 60% dei medici delle liste ad esaurimento

che sono quindi la maggioranza dei medici fiscali.

Questo determinerebbe inevitabili ricorsi con probabile annullamento della convenzione

non solo per la mancanza di criterio logico dell’incompatibilità totale

ma anche perché la convenzione risulterebbe firmata da sindacati che non rappresentano il 51 del totale dei medici fiscali (sindacalizzati e non)

e, con la richiesta di un legittimo referendum tra tutti i medici fiscali, si dilaterebbero enormemente i tempi di attuazione della nuova convenzione.

Va aggiunto poi che i ricorsi richiamerebbero anche la sentenza del TAR del Lazio di annullamento dell’atto di indirizzo

che richiederebbe un nuovo decreto ministeriale

a cui si aggiunge la mancanza del decreto ministeriale di unificazione delle fasce previsto dal decreto legislativo 7572017

e richiesto dal Consiglio di Stato nel parere numero affare 01441/2017, vista la nota del 1 agosto 2017,

prot. n.1526 del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione (che prevede anche il mantenimento dell’attuale disciplina).

 

 

L’irrazionale imposizione di una incompatibilità totale o provinciale

come il porre un limite di età eliminando i pensionati,

determinerebbero l’impossibilità da parte dell’INPS di svolgere il servizio di controllo in tutta Italia

con conseguente ulteriore illegittimità (interruzione di pubblico servizio).

Come si evince dai dati riportati (e non adeguatamente interpretati) dai dirigenti INPS nella riunione del 14/11/2019

l’età media dei medici fiscali è elevata e la maggior parte dei medici fiscali svolge un’altra attività (soprattutto medicina di base e guarda medica).

Ciò e facilmente spiegabile con il fatto che l’attività di medico fiscale non è per nulla ambita dalla categoria medica per innumerevoli motivi. 

Compensi scarsi e senza adeguamento ISTAT dal 2008, la tassazione determinata dalla Partita Iva, l’alto costo di gestione (usura macchina

che deve essere cambiata ogni 2 massimo 3 anni),

rimborsi inseriti in fattura che incrementano l’imponibile e la tassazione, alto rischio di incidenti stradali a causa della tipologia del lavoro

e delle problematiche logistico-territoriali

e soprattutto dai disservizi dell’INPS (scriteriata distribuzione delle visite sul territorio a causa della insensata selezione operata dal sistema

e dagli operatori,

doppia selezione giornaliera delle visite e obbligo di fascia, non prevista della normativa, per le visite datoriali),

le gravose coperture assicurative a carico del medico necessarie per tutelarsi dai rischi della strada e per malattia,

l’insostenibile disponibilità richiesta dal lunedì alla domenica e giorni festivi (proporre l’obbligo della doppia fascia vorrebbe dire

non avere la minima consapevolezza di come si svolge il servizio)

sono solo una parte delle motivazioni che allontanano i medici giovani che preferiscono orientarsi verso sostituzioni di medicina di base

o servizio di guardia medica che garantiscono guadagni maggiori, minore disponibilità richiesta e minori rischi,

nessun costo di gestione a carico del medico.

Basterebbe verificare la partecipazione ai bandi istituiti in molte sedi d’Italia soprattutto al nord (Lombardia) per rendersi conto che i medici giovani

non partecipano (quelli che si iscrivono, ignari delle condizioni lavorative ed economiche, dopo un mese di attività fuggono disperati)

e che il servizio e sorretto esclusivamente da medici di base con pochi mutuati, guardie mediche non titolari di servizio

e pensionati costretti ad integrare la scarsa pensione maturata. 

 

 

La nuova convenzione proposta sia dall’INPS che da alcuni sindacati prevede riduzione dei compensi e dei rimborsi,

perdita dei diritti acquisiti, peggioramento delle condizioni lavorative, promiscuità della tipologia di rapporto lavorativo,

imposizione di corsi ECM e illegale modifica del fondo ENPAM,

condizioni queste che diventeranno inevitabilmente insostenibili per i medici e comporteranno la perdita di efficacia del servizio ispettivo

con conseguente incremento di spesa di indennità di malattia e danno erariale.

Dopo la delibera n. 662 del 18 luglio 2018 del presidente dell’autorità nazionale anticorruzione (ANAC), Raffaele Cantone,

a seguito dell’indagine ispettiva ISP 3/2016 presso l’INPS relativa all’attività contrattuale nel triennio 2012-2014,

una nuova convenzione dei medici fiscali, peggiorativa rispetto alla convenzione attuale e che distrugge scriteriatamente la struttura

del servizio della medicina fiscale che si basa su norme specifiche di settore dal 1983 ad oggi,

renderebbe inevitabile la richiesta dei medici fiscali alle autorità competenti

di una verifica di possibili conflitti di interessi da parte dei firmatari della convenzione,

come del possibile disservizio  e del possibile danno erariale che potrebbero derivare dall’applicazione della stessa.


 

 

 

 

 

il Direttivo Sinmevico