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Roma, 31 ottobre 2019. 234

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico

ed alle Associazioni e Sindacati di categoria.

 

 

 

siamo a fine ottobre

ed a breve riprenderanno  le problematiche trattative in corso,

relative alla riorganizzazione della medicina fiscale.

 

consideriamo queste trattative problematiche

perchè non si tratta di una usuale riorganizzazione del rapporto tra due parti,

nella direzione di un miglioramento tecnico del rapporto,

ma - a nostro avviso - di un  VIOLENTO ATTACCO ALLA CATEGORIA,

FINALIZZATO AD UNA RIORGANIZZAZIONE AL RIBASSO,

ED A UN COLLEGAMENTO CON LA MEDICINA LEGALE,

IN ATTESA DELLA SOSTITUZIONE RADICALE CON QUESTA.

 

 

ma vediamo cosa ci porta a questa valutazione.

riteniamo ormai necessario riflettere con la massima franchezza sulla situazione.

 

il punto della situazione (6), aggiornato ad oggi, 31 ottobre,

è il seguente:

 

 

 

1,  le intenzioni dell'Istituto.

 

l'Istituto si dimostra ostile ai medici fiscali da sempre.

 

questo viene dimostrato da numerosi fatti trascorsi.

tra i tanti si possono menzionare:

_ il tentativo di esclusione dalla trattativa di rappresentanze sindacali (scomode ?)

_ le operazioni in atto a livello governativo per condizionare la rappresentanza al numero degli iscritti (e favorire le rappresentanze compiacenti ?)

_ le operazioni a livello governativo per attivare norme che sospendano l'intera medicina fiscale ("decreto killer")

_ le interruzioni del servizio operate in passato

_ la disposizione reiterata di un numero di visite incongruo per una dignitosa condizione economica e dannosa per la pensionistica dei MF

_ la circolare 86, che distorce il carico di lavoro, responsabilmente previsto dal legislatore, e lo sostituisce con la possibilità anche di carico zero

("circolare 86": http://www.sinmevico.it/infoeart_080912_60_circolareINPS86suDponte.htm

http://www.sinmevico.it/infoeart_081230_68_posizione%20Sinmevico%20sulla%20Circolare%20INPS86.htm ).

_ e da ultimo le attuali operazioni per la riorganizzazione in basso dell' intero impianto della convenzione,

associate alla manovre di connessione con la ML (a nostro parere fase iniziale del processo di sostituzione).

 

 

due, a nostro avviso, sono gli elementi che sembrano portare l'Istituto a questa ostiltà nei riguardi dei medici fiscali

_ la preferenza dei colleghi medico legali

_ il possibile interesse all'utilizzo delle risorse attualmente stanziate per la MF

(determinato da una carenza economica, indotta dalle insensate e strategiche teorie neoliberiste recessive

di contenimento della spesa)

 

tutto questo evidentemente nella sorprendente assenza della responsabilità sociale,

che dovrebbe essere il primo elemento caratterizzante un Istituto fondamentale come INPS.

 

 

 

tutto questo viene premesso perchè indica che

la trattativa in corso non può che essere indirizzata a danno dei MF

e non al suo contrario,

ovvero che non si è di fronte ad una possibilità di ottimizzazione dei rapporti lavorativi (della convenzione),

ad una opportunità storica, come alcuni, non si sa come, ancora riescono ad  immaginare,

ma ad un ulteriore attacco alla categoria, molto più determinato che in passato, da cui è indispensabile cercare di difendersi.

in assenza di questo la trattativa si sarebbe già conclusa in tempi rapidi.

 

 

attualmente, con al Direzione Tridico, apparentemete, si offrirebbe una maggiore attenzione alla categoria,

ma ad una minima attenta osservazione delle dichiarazioni della Presidenza, risulta evidente

che la proposta è associata ad un "avvicinamento" con la medicina legale, cosa non certamente casuale,

perchè tecnicamente non necessaria, nè congrua, e quindi evidentemente motivata da altro,

una motivazione che può essere solo un progetto di collegamento con la medicina legale,

come primo passo per la sostituzione della MF con questa.

 

 

 

2,  le azioni delle OOSS di categoria.

 

secondo elemento da considerare è cosa stia facendo nella trattativa la controparte,

ovvero le rappresentanze sindacali.

 

questo risulta essere, purtroppo, diciamolo ormai senza mezzi termini,

un punto non migliore dell'operato dell'Istituto.

 

le rappresentanze sindacali non stanno operando infatti - a nostro parere - efficacemente ed unitariamente,

come sarebbe indispensabile e cosa che porterebbe a buoni risultati,

ma disgiuntamente e seguendo operazioni - sempre evidentemente a nostro parere - fortemente lesive per la nostra categoria,

anche se, ce lo vogliamo augurare, parte di queste restano ispirate a migliori intenzioni.

 

ma vediamo in dettaglio perchè queste operazioni sono da noi ritenute incongrue e lesive:

 

 

2.1

 

alcune sigle hanno rappresentanza sia di MF che di medici legali.

questo determina evidentemente un problema, perchè, allo stato attuale,

gli interessi delle due categoria, date le intenzioni dell' Istituto, sono conflittuali.

 

le rappresentanze sindacali che difendono gli interessi di entrambe le categorie quindi,

in questa situazione, non possono tutelare gli interessi dell'una senza danneggiare quelli dell'altra.

 

inoltre (soprattutto se il numero dei medici legali rappresentati fosse superiore a quello dei MF)

si potrebbe determinare la preferenza ad andare incontro agli interessi dei colleghi medici legali,

perchè questa sarebbe una strada più facilmente percorribile,

dato che produrrebbe una facile convergenza di interessi con l'Istituto

(il quale ci sembra già preferire alcune OOSS rispetto ad altre).

 

 

2.2

 

altro fattore che rende  inefficace l'azione sindacale in corso

è quello sopra menzionato,

cioè che alcune sigle - sempre a nostro parere -

continuano ad illudersi di essere di fronte ad una occasione storica di convenzionamento,

all'opposto di come viene da noi considerata la situazione attuale.

 

questa convinzione, per noi illusione, starebbe portando alcune sigle ad essere disponibili allo smantellamento senza dubbi 

della normativa esistente (che costituisce l'unica protezione per i MF attualmente presente),

nella direzione della sua sostituzione con una nuova normativa che, sempre a nostro avviso, date tutte le premesse,

non potrà che essere al ribasso su tutti i punti, rispetto all'attuale,

ma soprattutto che non potrà che essere il primo passo per la sostituzione della MF.

 

 

2.3

 

alcuni elementi che sono emersi tra le bozze di una nuova normativa relativa ai rapporti tra MF e INPS

di proposta sindacale riportano molti elementi fondamentali peggiorativi rispetto all'attuale.

questo ci risulta incomprensibile,

dato che non è proposto dalla controparte, nè è il risultato di un evitabile compromesso.

 

tra questi elementi riportiamo:

 

 

2.3.1,  incompatibilità (aumento drastico)

 

volendo trascurare il motivo per cui rappresentanze dei MF vadano contro opportunità in corso dei loro rappresentati,

 

per quale motivo si dovrebbe introdurre una incompatibilità se questa non è in conflitto di funzione ?

per quale motivo si dovrebbe introdurre incompatibilità se sono previste fasce di disponibilità ?

per quale motivo si dovrebbe introdurre incompatibilità se si è in presenza di una convenzione da rinnovare periodicamente

che non ha per questo caratteristiche di sufficiente stabilità ?

 

si propone l'idea della "fidelizzazione", tecnicamente disfunzionale e genericamente obsoleta;

ma la medicina si impianta centralmente sull'interazione tra le diverse specialità,

sul contatto con ogni tipo di novità, in ogni settore della ricerca medica.

la conseguente tendenza attuale è quella del continuo aggiornamento delle attività professionali

seguendo un percorso collegato alle proprie capacità ed interessi.

programmare una attività medica al di fuori di queste necessità e tendenze attuali depotenzia professionalmente il gruppo dei medici INPS,

e non può che demotivare a questo tipo di collaborazione, portare a possibili successivi abbandoni

determinando, alla fine, l'esatto contrario della auspicata "fidelizzazione".

 

dato che queste riflessioni ci sembrano perfino banali,

si può ipotizzare che l'introduzione di incompatibilità estese (e di ostacoli alla modulabilità - vedi punto successivo delle "fasce")

possa venire operato per ostacolare e demotivare molti MF, al fine di ridurne il numero totale

a tutto vantaggio del progetto di affiancamento e successiva sostituzione con la ML.

 

tutto questo viene proposto dalle OOSS di categoria ??

 

 

2.3.2,   carico di lavoro.

 

nelle varie bozze di proposta di origine sindacale risulterebbe un aumento del carico di lavoro,

fino a limiti da noi considerati non a lungo sostenibili,

ovvero fino a 170 VMCD mese, in una attività itinerante che richiede percorrenze anche notevoli, anche in  territori disastrati,

anche per l'intera giornata.

 

è il caso di precisare che questo carico di lavoro sarebbe anche associato ad una riduzione del compenso per visita.

 

a nostro parere, un alto carico di lavoro può anche essere previsto, ma risulta necessario

che sia associarlo ad una flessibilità della disponibilità del medico,

che lo renda adattabile e quindi sostenibile.

 

al contrario, a questo possibile alto carico di lavoro non verrebbe associata la possibilità di modulazione (attualmente esistente)

attraverso il congruo uso del sistema delle "fasce",

verrebbe infatti associata la marcata riduzione della possibilità di uso del sistema delle fasce, e quindi della modulabilità,

perchè la possibilità di scelta diventerebbe annuale, ovvero mal applicabile a condizioni che variano ciclicamente tra l'urbano e l'extraurbano,

a discrezione INPS, solo per fatti eccezionali, e addirittura, sembrerebbe, con una penalizzazione economica per chi operasse in una sola fascia

 

 

2.3.3,   "fasce" (modulabilità della disponibilità).

 

le proposte in corso da parte dei alcune rappresentanze sindacali si dimostrano andare nella direzione di una

inibizione marcata della modulabilità del lavoro, che è attualmente attiva attraverso il sistema delle "fasce".

 

le proposte in corso vanno infatti, come accennato nel punto precedente, verso la possibilità di opzione tra una o due fasce solo una volta l'anno,

solo con l'accettazione da parte INPS e solo per casi particolari.

 

questo non solamente è un grave peggioramento delle possibilità di modulabilità lavorativa attualmente presente,

che attualmente permette una opzione mensile e senza necessità di valutazione INPS,

con la sola ovvia limitazione della garanzia delle necessità di servizio presentate dalle singole sedi,

questo peggioramento ha anche due importanti conseguenze tecniche:

 

_ non prevede che il lavoro viene svolto ciclicamente in area urbana ed extraurbana,

fatto che determina differenti condizioni e differenti conseguenti possibili disponibilità,

cosa non applicabile con una comunicazione unica annua di disponibilità

_ inibisce totalmente la flessibilità necessaria che viene facilmente prodotta da un eccesso di carico lavorativo,

come quello a cui si accenna da tempo (170 visite/mese (con riduzione dei compensi)),

che, specialmente quando effettuate in area extraurbana, possono portare facilmente a limiti

che debbono essere previsti

e per i quali deve essere prevista la possibilità di modulabilità attraverso il sistema delle fasce

che, invece, seguendo la tendenza delle proposte di diverse OOSS, sarebbe sostanzialmente azzerato.

 

se deve sempre avere bene presente che il lavoro del MF è itinerante, che può avvenire su territori estesi e disagiati,

anche per migliaia di km al mese, con un impegno che può andare dalle 9 di mattina alle 20, di tutti i giorni.

 

infine vogliamo riportare che non è prevista la possibilità di combinazione tra le due fasce, da noi ripetutamente indicata.

escludere questo ulteriore tipo di disponibilità, che permetterebbe all'Istituto di ottenere disponibilità superiori alla sìngola fascia

in caso di riduzione della disponibilità, non ci sembra avere senso

(se non nel caso di voler costruire il menzionato medico "fidelizzato", senza collegamenti col resto delle attività mediche)

 

 

2.3.4,   compensi (1):

 

non abbiamo attualmente i dati definitivi proposti da varie OOSS, data l'esclusione informativa che queste hanno adottato nei nostri riguardi,

ma con estrema probabilità, considerando gli ultimi che si sono potute visionare, sono proposte al ribasso rispetto all'attuale.

 

a nostro parere non deve essere operata alcuna riduzione dei compensi attuali.

questo perchè nei compensi dei MF sono comprese molte componenti,

come la pensionistica, la malattia, i costi di trasporto, con "tredicesime" e simili assenti, in un rapporto convenzionale non stabile,

con rischi relazionali e collegati ad una continua percorrenza stradale.

anche ad una minima analisi (si rimanda ad analisi successiva dedicata) risulta evidente che si tratta di importi che non possono essere ridotti.

 

l'intenzione INPS, nella menzionata migliore attuale logica recessiva neoliberista, è, al contrario, quello della riduzione di compensi.

ci auguriamo che le OOSS non seguano questa strada,

ma alcuni elementi, tra i quello della probabile proposta di riduzione dei compensi per chi optasse per solo una fascia ci fanno moto preoccupare.

 

la suggestione che INPS possa offrire una convenzione dignitosa e stabile, migliore dell'attuale, ci risulta, lo ripetiamo, priva di ogni elemento di supporto.

 

 

2.3.5,   compensi (2):

 

equiparazione dei compensi tra eventuali attività ambulatoriali e quelle itineranti per le VMCD.

 

si tratterebbe di una norma tecnicamente errata, oltre che pericolosa per la categoria:

norma errata perchè in nessuna attività il compenso per attività in una sede è equiparato al compenso per una prestazione itinerante.

questo perchè le attività di tipo itinerante hanno caratteristiche differenti e maggiormente impegnative.

nel caso particolare l'attività sul territorio comporta, lo ricordiamo,

_ rischi relazionali, che il medico deve gestire da solo (si sono verificate condizioni di ostilità egli indirizzi, aggressioni stradali e da parte di cani)

_ rischi prodotti dalla percorrenza stradale, che arriva a migliaia di km l'anno

_ necessità di possesso e manutenzione del mezzo per poter effettuare il lavoro, del costo di migliaia di euro.

questi elementi diversificano totalmente le condizioni del lavoro del medico itinerante con quello di sede

e debbono quindi prevedere compenso differente.

 

inoltre,

se si considera la elevata possibilità sopra menzionata che INPS voglia affiancare per poi sostituire i MF con i ML,

ogni tipo di avvicinamento con la ML (almeno per il gruppo MF "ad esaurimento"),

come quella che avverrebbe equiparando i compensi a quelli delle prestazioni in sede (della ML),

dovrebbe essere accuratamente ostacolata da parte delle OOSS di categoria.

(mentre questo collegamento potrà facilmente essere cercato dall'Istituto, per i probabili obiettivi menzionati)

 

 

2.3.6,   "compenso orario"

 

altro fattore che penalizza a nostro avviso l'azione sindacale, è quella che ormai può essere definita ossessione per un compenso orario.

 

certamente un "compenso orario" è suggestivo di stabilità,

ma gli accadimenti dovrebbero essere analizzati con la logica e non attraverso le suggestioni.

 

il compenso orario non è necessario, non è l'unico mezzo, per garantire la stabilità nel carico di lavoro.

 

ma, trascurando questo punto, ci sono almeno tre altri elementi che dovrebbero non farlo considerare.

questi sono:

_ l'Istituto ha indicato chiaramente che riconoscerebbe come compenso orario solo una parte della visita.

in questo modo, in caso di mancata assegnazione delle visite, il medico fiscale risulterebbe essere economicamente garantito in modo inferiore

rispetto a quanto verrebbe prodotto dalla garanzia di un numero minimo di visite.

(se l' Istituto garantisse, come parte oraria, un terzo del compenso previsto per visita, in caso di mancanza di visite disposte,

il medico verrebbe compensato con un terzo per 4.

se la garanzia lavorativa fosse, al contrario, di 2 visite minime garantite, il medico economicamente, avrebbe assicurato il 50% in più (tre terzi per 2),

rispetto all'opzione precedente)

_ il compenso orario faciliterebbe la commistione tra MF e medici legali, facilitando i processi di fusione e sostituzione descritti)

_ il compenso orario porterebbe ad equiparare le possibili attività in sede a quelle itineranti, che invece per le loro caratteristiche

debbono essere diversamente compensate (vedi punto sopra)

 

 

2.3.7,   "giorni di permesso".

 

elementi vari indicano che si vogliano ridurre a 40 o 50

e non risulta alcuna presa di posizione dal parte della maggioranza delle OOSS.

 

i giorni di permesso attualmente previsti sono 90 all'anno.

e non si tratta di un numero previsto a caso dal legislatore.

con un semplice calcolo aritmetico degli elementi che debbono essere considerati

risulta evidente il suo razionale.

 

negli attuali 90 giorni di permesso sono evidentemente compresi:

_30 giorni di ferie anno

_22 giorni di recupero delle delle disponibilità mensili per il fine settimana

(generalmente il MF deve essere disponibile un fine settimana al mese. per recuperare il periodo di riposo settimanale che viene cosi perso

è necessario lasciare la disponibilità di ulteriori 22 giorni anno (2 giorni al mese x 11 mesi = 22)

_22 giorni di recupero per gli obbligatori aggiornamenti ECM

(si può calcolare che per l'assolvimento degli obblighi ECM sia necessario mediamente un fine settima al mese per 22 mesi,

quindi ancora 2 giorni al mese x 11 mesi =22)

 

siamo così già arrivati a 74 giorni anno

 

a questi debbono essere aggiunti alcuni giorni per un mantenimento minimo con l'attività professionale specialistica o meno, extra MF.

questo punto è molto importante.

nonostante l'istituto abbia infatti stia usando il termine "fidelizzazione",

deve essere detto chiaramente che una idea di questo tipo è da considerarsi  incongrua nella condizione specifica e generalmente obsoleta.

 

infatti la MF non è protetta da una condizione lavorativa garantita, ancora di più quando la si vuole spostare a condizione contrattuale rinnovabile.

non essendo attività con contratto a tempo indeterminato, lascia rischi che debbono essere sia pur minimamente bilanciati,

attraverso il mantenimento di un contatto con altre possibilità di introito economico, da utilizzare in caso di crisi.

 

inoltre, la medicina, e soprattutto l'attività medica moderna, si impianta centralmente sull'interazione tra le diverse specialità,

fatto che risulta facilmente evidente anche solo osservando la organizzazione degli ECM, finalizzati al fine di mantenere il contatto

con ogni tipo di novità, in ogni settore della medicina.

lo sviluppo attuale è quello dello spostamento delle attività professionali con il percorso di crescita delle proprie capacità.

 

ostacolare tutto questo, imbottigliare in un contesto non interconnesso, oltre che depotenziare professionalmente il gruppo dei medici INPS,

non può che demotivare questo tipo di collaborazione, lo ripetiamo, portare a possibili successivi abbandoni

determinando, alla fine, l'esatto contrario della auspicata "fidelizzazione"

 

per questi motivi, a nostro parere evidenti, e già considerati dal legislatore,

dovrebbero essere addizionati almeno altri 4 giorni al mese (1 alla settimana) per il mantenimento minimo, in caso di necessità,

delle attività finalizzate al mantenimento delle connessioni con le differenti specialità dei singoli MF,

per un totale di 4 giorni al mese x 11 mesi = 44.

 

il totale generale sarebbe quindi 118.

 

crediamo quindi che il numero di giorni attualmente previsto, pari a 90 anno, sia più che congruo e non debba essere in alcun modo modificato.

l'attuale numero di giorni di disponibilità, dal nostro calcolo, prevedrebbe quindi una possibilità, per il mantenimento delle competenze specialistiche,

di soli 16 giorni l'anno (1,3 al mese). si tratta di numeri ridottissimi. non ha per noi senso alcun tipo di ulteriore riduzione.

 

 

può essere il caso di menzionare

che solo un corretto equilibrio tra tempo lavorato, tempo richiesto dalle altre necessità professionali e di civile convivenza

e tempo per il necessario ripristino fisico e psichico

determina il livello di efficienza generalmente auspicato.

questo equilibrio è quello che ogni società civile dovrebbe ricercare.

 

 

2.3.8,   pensionistica. 

 

l'attuale normativa non prevede età pensionabile.

questo perchè il rapporto di lavoro è di tipo libero professionale.

 

l'assenza di un limite pensionistico, nella medicina fiscale, è di particolare importanza,

perchè i medici fiscali sono stati sottoposti a cicli di carico di lavoro minimo, fino a zero,

interruzioni del servizio (in presenza di disponibilità richiesta e dovuta)

(riduzioni lavorative accadute nel non rispetto, a nostro avviso, di quanto razionalmente previsto dai Decreti di riferimento),

con danni rilevanti sulla pensionistica.

 

l' assenza del limite pensionabile è quindi un importante elemento di compenso di questo serio problema,

che non deve essere eliminato, almeno per il gruppo di MF previsti "ad esaurimento".

gli eventuali MF successivi potrebbero beneficiare di una normativa di riferimento differente

e potrebbero quindi beneficiare positivamente della presenza di un limite pensionabile,

per una connessa auspicabile indennità pensionistica dignitosa

e auspicabile al termine lavorativo.

 

 

 

3,  cosa fare.

 

Sinmevico resta convinto della convenienza e necessità (per i medici fiscali delle liste speciali ad esaurimento)

di rimanere e proteggere l'attuale normativa che li riguarda, senza variazioni.

 

questo perchè la normativa attualmente presente è un sistema di regole costruite in modo razionale dal legislatore,

che, se diversamente da come accaduto, correttamente applicate,

garantisce funzionalità del servizio, carico di lavoro sostenibile, compenso dignitoso, la necessaria flessibilità professionale,

e produce quell'equilibrio ottimale descritto, che è la unica garanzia per la massima "fidelizzazzione", auspicata da INPS,

all'opposto di condizioni squilibrate che comporterebbero l'esatto contrario e facile abbandono.

 

Sinmevico considera logico e funzionale che non ci siano relazioni con i colleghi della medicina legale,

trattandosi di aree strutturalmente differenti, normativamente ed economicamente separate.

 

 

Sinmevico considera fondamentale che non si seguano le ormai evidentemente errate e persistenti operazioni recessive

programmate dalle strategie di economia neoliberista, e che queste siano disconfermate, soprattutto da istituzioni come INPS.

 

 

in subordine,

date le notevoli difficoltà presenti,

condividendo con le altre OOSS il punto che l'attuale situazione debba essere risolta al più presto,

anche per i rischi di manipolazione politica a cui è esposta,

Sinmevico intende anche analizzare quanto proposto dalle altre OOSS,

riservandosi di segnalare in modo efficace, attraverso tutti i mezzi disponibili,

tutti i punti che a suo avviso fossero ritenuti sfavorevoli e tecnicamente inefficienti,

o che si dimostrassero non rispettare le normative, nei riguardi degli interessi dei medici fiscali.

 

 

 

riteniamo che un sindacato dovrebbe operare per il miglioramento, o almeno per il mantenimento, delle condizioni lavorative raggiunte

e non per il peggioramento di queste. questo comportamento è comprensibile solo se proviene dalla controparte.

 

 

 

 

tutte le successive considerazioni e azioni Sinmevico

saranno regolarmente riportate sul sito

 

 

Il Direttivo Sinmevico