Sin.Me.Vi.Co

Sindacato Medici Visite di Controllo     							

      

torna all'  indice del sito

  torna alla sezione  informazioni

 

 

 

 

Roma, 6 luglio 2019. Comunicato n°:  230

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico

ed alle Associazioni e Sindacati di categoria.

 

 

 

trattativa medici fiscali (MF) - INPS.

 

4a convocazione:

verso la perdita delle caratteristiche avanzate della MF:

zero compatibilità, sovraccarico lavorativo, dubbia flessibilità,

limiti pensionistici, perdita della contribuzione ridotta,

suggestione di ACN, ma stessi soldi globali (o meno)

e non certo maggiore stabilità.

unico elemento positivo (forse), il rinvio a fra tre anni

del rischio di perdita lavoro.

e tutto proposto dalle OOSS MF ??!

(parte 2)

 

 

 

indice del comunicato

 

parte 1   relazione sull'incontro del 3 luglio

 

parte 2   analisi della "proposta unitaria" e dei punti di divergenza

 

parte 3   gli accadimenti in sintesi

 

parte 4   in concreto: le correzioni proposte

 

 

 

 

al fine che le OOSS possano pervenire,  nel rispetto delle inevitabili differenti visioni e valutazioni,

ad un compromesso, utile per raggiungere i due obiettivi fondamentali che restano

_ evitare l'assenza dell'aggiornamento della normativa, per i rischi conosciuti

_ la tutela delle condizioni di lavoro dei medici fiscali,

ma anche per evitare i rischi, rilevati e segnalati nell'incontro, di reazioni legali da parte dei MF,

che, diversamente da quanto alcuni hanno indicato, potrebbero congelare i risultati della trattativa,

come determinare anche ulteriori peggiori conseguenze,

si riportano di seguito quelli sembrano essere i punti fondamentali di divergenza,

perchè possano essere identificati, ridimensionati ed ottimizzati.

 

 

 

Sinmevico, relativamente alla "proposta unitaria", presenta le seguenti osservazioni:

 

globalmente :

 

_ peggioramento delle condizioni lavorative globali

   (incompatibilità assoluta, ostacoli dell'uso delle fasce, retribuzione invariata (o ridotta) ed in parte postposta,

   probabile annullamento della norma "ad esaurimento")

_ aggravio del carico di lavoro

   in una tipologia di lavoro dove il carico lavorativo deve essere considerato,

   trattandosi di lavoro differente da lavoro in sede fissa, fatto che può portare a criticità già nel medio termine

   (160 visite mese o oltre, quasi inevitabili, per l'intero anno, date le variazioni proposte nella gestione delle fasce)

 

 

nel dettaglio :

 

1

relativamente alla previsione di una   incompatibilità   totale,

molti elementi ne segnalano l 'incongruenza e l'improduttività,

quando applicata ad un settore professionale di questo tipo.

i principali sono:

 

1.1, si tratta di una richiesta incongrua in presenza di una condizione di rapporto lavorativo non sufficientemente garantito.

siamo infatti in presenza di "convenzione" comunque da rinnovare, e comunque esposta a ogni possibile variazione normativa,

come i fatti immediatamente passati e le variazioni prodotte dalla riorganizzazione radicale attuale dimostrano,

che non può essere considerata una condizione lavorativa stabile.

 

per questo motivo

la limitazione della professionalità, determinato dalla impossibilità di mantenere e sviluppare le competenze allargate,

deve essere inquadrata come immissione di rischio lavorativo ed economico.

 

1.2, è un elemento tecnicamente immotivato.

la presenza di incompatibilità non è necessaria per la funzionalità del servizio.

la attività di MF si è svolta per 30 anni adeguatamente in assenza di incompatibilità.

 

1.3, non può considerarsi una norma a tutela della equa distribuzione del lavoro,

dato che, non essendo presente negli altri comparti medici,

lascia libero lo scambio di professionalità a parità di impegno orario settimanale.

 

1.4, è un elemento non presente nelle convenzioni di tipo ACN, come, ad esempio, nella med gen.

 

1.5, l'idea della "fidelizzazione" di INPS, dovrebbe essere modificata in "servizio affidabile per INPS".

non si tratta infatti di creare sette, si spera, ma servizi efficienti.

la presenza di elementi insoddisfacenti produrrebbe il contrario della "fidelizzazione"

e l'abbandono del servizio. per condizioni insoddisfacenti.

 

1.6, la limitazione totale della attività medica in un settore ristretto

è quanto di più incongruo si possa escogitare per il settore medico.

il sistema degli ECM, ad esempio, è stato concepito proprio per provvedere a che i medici mantengano costantemente

una visione allargata, che è la base della medicina,

all'opposto di una cristallizzazione in settori specifici.

la presenza di limitazione professionale può spingere potentemente, di conseguneza, all'abbandono del servizio.

questa carenza sarebbe fortemente sentita, specialmente dalle nuove generazioni.

 

1.7, l'introduzione della incompatibilità è un elemento rilevante, attualmente assente nella normativa ancora in corso,

che prevede anche un rapporto ad esaurimento.

si tratta quindi di una variazione che può di fatto impedire ai medici fiscali la continuazione della attività,

andando in contrasto con la norma "ad esaurimento"

e variando i termini fondamentali dell'accordo.

 

1.8, è un variazione radicale che viene operata dalle rappresentanze sindacali del medici fiscali,

contro le condizioni lavorative di molti dei medici iscritti,

che sono rappresentati e che debbono tutelare.

 

1.9, per quanto sopra potrebbe essere attivata una azione legale per atteggiamento antisindacale delle OOSS di rappresentanza,

dalle conseguenze imprevedibili.

 

1.10, la variazione di elementi di questa incidenza

(tra i quali la variazione radicale di un sistema ad esaurimento, o la non previsione di età pensionabile)

può non essere effettuabile da rappresentanze che hanno come iscritti solo una percentuale ridotta dei MF,

e potrebbe dover essere validabile solo con referendum.

 

1.11, la presenza della possibilità di operare su una fascia oraria

è in contrasto con l'eventuale divieto di operare in altra attività,

fatto rilevato anche all'interno delle stesse OOSS proponenti, dal Dr. Lodolini (SUMAI)

 

 

2

relativamente alle   fasce  

(seconda pagina dell'art12, e seconda pagina dell'art20)

 

2.1, premessa necessaria è che la presenza del sistema delle fasce

non ha mai ostacolato l'attività nei passati 30 anni di servizio.

e che non può essere individuato alcun elemento tecnico che indichi che questa presenza

possa ostacolare la funzione.

 

2.2, la presenza delle fasce di disponibilità, nella bozza in oggetto, è mantenuta ma fortemente ostacolata,

col risultato della possibilità concreta che questa disponibilità non possa essere utilizzata.

 

l'attività di medicina fiscale è differente da quelle che si svolgono in ambulatorio.

si svolge sul territorio, con possibilità di percorrenza anche di centinaia di km al giorno,

anche con maltempo o buio, e spesso in luoghi disagiati o con difficoltà di localizzazione;

il conseguente impegno reale risultante si estende facilmente alle ore 9 - 20.

questo porta ad un carico di lavoro maggiore a parità di orario impegnato,

a cui si aggiunge la necessità di servizio, a rotazione, nei fine settimana e le attività per l'obbligo ECM.

 

se gli ultimi due punti sono stati forse considerati in qualche modo nella bozza OOSS,

attraverso una previsione oraria massima settimanale,

resta comunque presente la condizione di carico (e rischio) lavorativo superiore a parità di ore impegnate.

quanto riportato è stato verosimilmente previsto e trattato dal legislatore attraverso il sistema delle fasce,

che, se però ostacolato, diventa inefficace.

 

l'Istituto, nell'incontro del 3 luglio, ha segnalato incertezze sulla modalità di applicazione del sistema fasce,

per una ipotizzata possibilità di carenza imprevedibile nella operatività.

questa è certamente solo una prima impressione,

dato che questo sistema è applicato da 30 anni e non ha mai determinato criticità.

ad ogni modo possono essere studiare modalità di applicazione,  

oltre al mantenimento della modalità da sempre utilizzata, che prevede

la delega della organizzazione ai medici di sede, pena, in caso di possibilità di carenze nel servizio,

la non applicazione del sistema (a valutazione della dirigenza di sede).

 

2.3, uno degli ostacoli alla applicazione del sistema delle fasce (finalizzato alla modulazione dello stress lavorativo)

presenti nella bozza attuale presentata dalle OOSS collegate,

 

(si presti attenzione al fatto che la considerazione dello stress lavorativo

fa parte dell'approccio più avanzato alle condizioni di lavoro,

perchè agisce su efficienza, rischi e mantenimento della collaborazione,

volendo trascurare l'innalzamento generale delle condizioni delle persone,

che dovrebbe essere obiettivo primario delle dirigenze di una società avanzata)

 

è che la possibilità di scelta debba essere comunicata annualmente.

 

(trascurando la presenza di una contraddizione nella bozza, riguardo alle fasce,

dato che riporta che la comunicazione dei medici

debba essere mensile e successivamente che debba essere annuale

(pagina seconda dell' art12 e pagina seconda dell'art20))

 

la presenza in bozza di questo elemento annulla la funzionalità del sistema fasce,

concepito per modulare il carico di lavoro in funzione degli accadimenti,

che si presentano con frequenza certamente non annuale.

 

 

3

 carico di lavoro  

 

altro elemento critico che deve essere segnalato è la programmazione di carichi prossimi alle 160-170 visite mese.

questo determinerebbe con frequenza criticità in tempi brevi, anche possibili durante lo stesso mese,

basti pensare a chi dovesse lavorare in luoghi disagiati con lunghe percorrenze.

 

per questo motivo si propone ancora di prevedere che sistema di modulazione affidato al sistema delle fasce

preveda anche la combinazioni tra le stesse,

come è stato de sempre utilizzato nei passati 30 anni.

questo permetterebbe di portare l'operatività al massimo senza superare i limiti possibili.

non prevedere questi elementi sarebbe difetto di programmazione tecnica.

 

 

4

 permessi non retribuiti

 

art18, assenze non retribuite

 

prevede permessi non retribuiti

per motivi di studio giustificati e motivi personali documentati e gravi,

con preavviso di almeno 15gg.

 

si osserva l'incongruenza tra motivi gravi e preavviso di 15 gg.

 

 

5

 ECM

 

art19, ECM

 

sembra riportare (articolo poco chiaro) che:

_ INPS possa organizzare ECM anche senza conseguimento di crediti

_ ECM esterni sono riconosciuti come permessi retribuiti solo su autorizzazione INPS

_ ECM possano essere organizzati dalle OOSS firmatarie della eventuale nuova normativa

 

si segnala

che INPS non avrebbe alcun interesse a compensare ECM esterni,

che art19 non riporta alcun obbligo per INPS a farlo, come invece presente nella normativa in corso.

inoltre, dato che l'art19 non riporta vincoli per INPS per propri eventuali eventi formativi,

su i quali non risulta peraltro tenuta a fornire crediti,

di fatto il medico dovrebbe, molto probabilmente, utilizzare i permessi di studio non retribuiti per gli aggiornamenti obbligatori,

col risultato di avere gli ECM a suo carico totale, sia per i costi che per la perdita lavorativa.

e con effetti anche sulla "13a" (vedi punto 6).

 

si segnala il CONFLITTO DI INTERESSE nella previsione di gestione di ECM da parte delle OOSS firmatarie

 

si segnala l'incongruenza degli obiettivi riportati nell'art19

relativi alla crescita culturale e professionale

ed alle competenze aggiuntive previste istituzionalmente,

con la previsione nella bozza in oggetto della incompatibilità totale con altre attività sanitarie

 

 

6

 "13a" e "TFR"

 

art22, "premio di collaborazione" (tredicesima)

 

_ nella bozza si prevede che venga erogata solo in caso di effettuazione di almeno 80% del monte ore assegnato.

 

si segnala che i medici possono aver avuto la necessità di assentarsi per ECM non retribuiti (vedi punto 5)

oppure per gravi necessità personali o altro.

sembra irrazionale penalizzare col limite previsto dell'80%.

non si capisce se chi scrive sia una OOSS di categoria o la controparte.

 

la considerazione più importante che deve essere fatta è che

questa "tredicesima" (come anche il trattamento di fine rapporto, previsto nella bozza)

non costituisce un elemento che si aggiunge ai compensi attuali,

ma viene prodotto dal semplice spostamento dei compensi.

i compensi dei MF provengano infatti da un fondo dedicato

che può essere erogato direttamente, come in corso,

o scomposto in elementi diversi, tra i quali questa "13a" (e il "TFR").

dunque i compensi in totale resterebbero gli stessi

ma nella bozza si preferisce forse  la suggestione prodotta dalla presenza di questi elementi (13a e TFR),

nonostante produca anche l'aggravante di erogare parte di compensi in secondo tempo

rispetto all'attuale (a fine anno e a fine rapporto),

e con la possibilità di perdita della "13a" per necessità di assenza superiore al 20%.

 

 

7

  malattia e infortuni 

 

art17, malattia

 

_ prevede un onere per INPS dello 0,72% dei compensi previsti.

la copertura per la malattia è assente ? errore di scrittura ?

 

 

art24, infortuni

_ al momento non sono presenti massimali.

il punto non è conseguentemente valutabile nella relativa incidenza.

inoltre una copertura assicurativa di questo tipo ha costi modesti

per questo, in qualsiasi caso, non inciderebbe in modo significativo sulla condizione lavorativa.

 

 

8

  contributo ENPAM 

 

art25, ENPAM

_ al  momento non sono presenti indicazioni relative alle eventuali percentuali di contributo a carico INPS,

o se il contributo sarà da fonte diversa dallo stanziamento previsto per la MF.

il punto non è conseguentemente valutabile nella sua incidenza.

 

 

9

relativamente alle   età pensionabile  

 

attualmente la normativa non prevede età pensionabile.

questo punto, nella proposta unitaria, viene annullato

e viene previsto il limite di età.

 

il problema è che molti medici fiscali, a seguito della mancata applicazione delle indicazioni presenti nella normativa attuale,

hanno prodotto un livello pensionistico minimo o critico.

la possibilità (necessità) in molti casi di poter continuare l'attività oltre i limiti usuali

verrebbe persa con danni rilevanti.

 

si segnala quindi la necessità di considerare questo punto critico

e, solo in subordine, la necessità di elevare, almeno, il limite pensionabile previsto

 

 

10

relativamente alle   commissioni  

 

analisi Sinmevico in preparazione

 

 

 

 

 

 

indice del comunicato

 

parte 1   relazione sull'incontro del 3 luglio

 

parte 2   analisi della "proposta unitaria" e dei punti di divergenza

 

vai alla parte 3  (gli accadimenti in sintesi)

 

 

parte 4   in concreto: le correzioni proposte