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Roma, 7 aprile 2019. Comunicato n°:  219

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico

ed alle Associazioni e Sindacati di categoria.

 

 

 

trattativa medici fiscali (MF) - INPS. situazione al 7 aprile.

 

 

 

 

aggiornamento della situazione al 7 aprile

negli elementi e possibilità.

 

 

elementi fondamentali in corso:

 

_ INPS segnala la sua necessità di aumentare i medici che operano per la medicina delle invalidità (valutazione della inabilità lavorativa)

   e di riorganizzare il settore;

 

_ la necessità INPS sopra esposta non ha alcuna connessione con la medicina fiscale, che si occupa di altro,

   ovvero del controllo di congruità nelle assenze dal lavoro per malattia

   e dell'aggiornamento delle prognosi;

 

_ è stato prodotto un "atto di indirizzo" governativo, errato nel titolo

   (il titolo riportava riferimenti alla medicina generale, invece che alla medicina fiscale, oggetto del contenuto),

   e per questo l'atto è sotto una nuova interpretazione, più specifica),

   che prevede una riorganizzazione del settore della medicina fiscale;

 

_ INPS tende a volere unificare le due differenti funzioni sopra riportate

   (medicina di valutazione delle invalidità e medicina di controllo delle assenze per malattia)

   in un gruppo unico di medici che possa essere utilizzato in entrambi i settori;

 

_ INPS dimostra voler operare per questa convergenza attraverso 2 possibilità:

 

  1, un concorso, per un numero di "posti" molto inferiore a quello della somma degli attuali medici esterni + i medici fiscali,

      che comporterebbe:

      A, organici insufficienti (dato che INPS indica la necessità di 1400 medici per la sola medicina delle invalidità)

      B, la esclusione certa di almeno i 4/5 degli attuali MF, che resterebbero privi di lavoro

      (volendo trascurare la bizzarria di un concorso per medici vicino anche ai 65 anni di età);

      

   2, una nuova normativa, verosimilmente condivisa con i medici esterni, che, date le attuali possibilità di legge

       (gli incarichi connessi alle PPAA sono possibili solo in modo temporaneo (articolo 7, comma 6, decreto legislativo 30 marzo 2001, n.16))

       sarebbe al ribasso in tutti i 5 elementi che attualmente caratterizzano il rapporto MF-INPS,

       e che sono

      A, stabilità (la nuova normativa prevederebbe una conferma periodica, contro il rapporto attuale "ad esaurimento" e sarebbe quindi anche a termine)

      B, carico di lavoro (il rapporto attuale prevede un carico di riferimento stabilito e ottimale, che potrebbe essere sostituito da un carico aumentato e con riduzione di compenso)

      C, compensi (la nuova normativa prevederebbe verosimilmente un rapporto ad ore, per poter essere connessa con quella dei medici delle commissioni,

           come da segnali INPS.

           l'attività della medicina fiscale, verrebbe così ad essere ricalcolata a 1 visita / 1 ora, ovvero a circa 30 euro/visita, contro i 50 attuali.

           inoltre la prossima probabile unificazione degli orari pubblico-privato porterebbe ad un massimo di 3 ore per fascia, ovvero a 3 visite ad uscita

          con una riduzione prevedibile del compenso fino a ca il 50%.

          il rapporto, poi, se non più libero professionale, perderebbe anche l' attuale possibilità di tassazione al 15%

      D, flessibilità (il rapporto attuale prevede elementi di flessibilità, che consistono nella possibilità di scelta tra una o due fasce orarie o combinazioni di queste.

           prevede inoltre 90 giorni l'anno di indisponibilità per i MF.

           queste possibilità sono finalizzate a ferie, impegni di formazione, mantenimento di capacità nelle rispettive specialità

           e pause a compenso di turni lavorativi che, data la tipologia dell' incarico (anche 300 km/giorno di percorrenza), possono arrivare ad essere usuranti

           (vedi successiva analisi dedicata).

           l'attuale flessibilità verrebbe verosimilmente ad essere quindi ridotta portando in condizioni critiche tutti gli elementi che hanno comportato la sua presenza.

       E, incompatibilità (sarebbero aumentate, potendo prevedere una verosimile intenzione INPS per una attività unica)

 

_ alcuni ritengono che sia necessario affrettarsi a rimodulare le norme che attualmente regolano il rapporto MF-INPS

   perchè queste presenterebbero rischi di variazione in ogni momento a causa di possibili nuove leggi

   e perchè sarebbe presente, al contrario, attraverso il sopra menzionato atto di indirizzo, la possibilità di una "stabilizzazione" con caratteristiche superiori

   a quelle in corso;

 

_ alcuni ritengono indispensabile assicurare un carico di lavoro adeguato ai colleghi MF che operano in zone a bassa richiesta di controlli,

   al fine di rendere possibile una attività professionale dignitosa.

 

 

di fronte a tutto questo come operare ?

 

certamente è necessario considerare le necessità INPS,

ma è necessario considerare anche tutti gli elementi sopra riportati che coinvolgerebbero in modo grave i MF.

 

più precisamente:

 

1, non è ammissibile che si possa escludere dal lavoro (attraverso un concorso con posti limitati) una categoria che,

    tralasciando di menzionare i decenni di rapporto continuativo con lNPS e l'insensatezza di privare del lavoro parti sociali,

    è garantita da una norma "ad esaurimento", prevista in modo specifico

    e che ha operato scelte professionali condizionate da questa.

 

2, le possibilità di rimodulazione della normativa non solo sarebbe al ribasso rispetto a quella in corso

    ma determinerebbe anche un aumento del rischio di variazione a causa delle norme presenti,

    come l'impossibilità di rinnovo dall'anno in corso

    (si perderebbe la protezione di una norma - ad esaurimento - di ordine superiore a quella che la sostituirebbe)

 

3, il decremento dei compensi e della flessibilità necessaria per la particolarità di questo tipo di lavoro

    porterebbe le condizioni lavorative in una criticità, dannosa sia per gli operatori che per gli obiettivi

    (vedi successiva analisi dedicata).

 

 

date queste premesse

 

questa Organizzazione Sindacale, costituita al fine di tutelare i medici fiscali,

considera unica possibilità proponibile quanto segue:

 

1, avviare la riorganizzazione del settore medicina delle invalidità

    indipendentemente dal settore, differente ed indipendente, della medicina fiscale

    (attraverso concorso o meno);

 

2, nella assenza di una convenzone di tipo specialistica ambulatoriale,

    mantenere l'attuale normativa che regola la medicina fiscale,

    fino all'esaurimento delle liste specialI,

    o, in subordine,

    un rapporto "convenzionale"

    in continuità e integrazione con quanto attualmente in vigore,

    per rango normativo, compensi e tutele specifiche di rapporto libero professionale

    tra le quali quelle riguardanti le incompatibilità;

 

3, assicurare ai MF che operano in aree disagiate la corretta applicazione di un carico di lavoro

    non inferiore a quello normativamente previsto di 21 VMCD settimanali.

 

4, procedere alla progressiva integrazione che si renderà necessaria nell'area MF

    con nuovi medici,

    che saranno normati secondo quanto previsto dal DM 1996,

    ovvero anche attraverso gli incarichi rinnovabili che sono possibili attraverso la attuale normativa.

 

5, riconoscere la facoltà, al medico inserito nelle liste ad esaurimento, che ne faccia richiesta,

    anche se non in possesso del diploma di specializzazione, del passaggio ad eventuali rapporti convenzionali

    stabiliti dall’Istituto con i medici convenzionati esterni.

 

 

 

da ultimo una nota:

ogni intervento finalizzato alla riduzione della spesa e alla riorganizzazione al ribasso dei rapporti lavorativi determina,

ormai oltre ogni ragionevole dubbio, solo recessione e incremento della crisi sociale in corso.

per questo ogni riorganizzazione al ribasso deve essere considerata intervento irrazionale e dannoso per la collettività

e quindi espressione di inefficienza gestionale.

 

 

 

 

Il Direttivo Sinmevico