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Roma, 28 marzo 2018. Comunicato n°:  186

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico

ed alle Associazioni e Sindacati di categoria.

 

 

 

situazione al 28 marzo

(relativa ai soli aspetti economici)

aggiornato 15 aprile.

 

 

la prima cosa che dovrebbe essere notata

è la particolarità di una proposta di compenso più alta per le visite iniziali

e progressivamente più bassa.

 

ogni cosa ha una motivazione.

quale può essere la motivazione per questa particolare proposta per i compensi ?

 

verrebbe in mente il gioco dei numeri utilizzato dal commercio

per far apparire un'offerta meglio di come in realtà è.

 

spostare parte dei compensi da una parte non cambia il totale

ma, se si propone la parte dove questi sono stati spostati, li farebbe apparire maggiori del reale.

 

senza considerare che ormai INPS parla di compensi "tutto compreso",

altro modo per fare comparire i compensi maggiori di quello che in realtà sono.

 

ma analizziamo tutto con metodo:

 

 

la proposta INPS accennata nelle convocazioni separate

sembra voler presentare ca 3.500 euro per 88 visite mensili,

che verrebbero garantite,

e che corrisponderebbero a 2 visite per fascia

 

attenzione: la garanzia sarebbe subordinata alle risorse,

quindi non sarebbe realmente presente.

 

ipotizzando comunque che ci fosse

ad una prima impressione potrebbe sembrare una proposta interessante.

 

ma le impressioni non sono analisi né valutazioni corrette.

 

 

3500 euro per 88 visite significa poco meno di 40 euro a visita.

che è già meno del compenso in corso, previsto per 41,67 euro.

(il compenso per la prime 88 resterebbe poi invariato in caso di festivi e accessi ?).

 

si tratta anche di un compenso che comprenderebbe tutto quello che attualmente è previsto in aggiunta agli attuali 41,67,

ovvero, solo per accennarne uno, i costi chilometrici, che possono arrivare, in un mese, anche a 1000 euro,

(squilibrando così, tra l'altro, i compensi a sfavore di chi deve effettuare lunghi tragitti)

o i rimborsi forfettari urbani ed extraurbani.

 

il compenso, con queste inclusioni, scende dunque molto di più rispetto all'attuale

di quanto può sembrare ad una prima impressione.

 

 

ma ancora:

l'ultima proposta INPS sembra prevedere che le visite successive alle prime 88,

che si può calcolare possano essere altre 88 (in riferimento ad un carico di lavoro prevedibile di 4 visite per fascia),

sarebbero pagate intorno a meno della metà delle prime 88,

ovvero circa 16 euro l' una, sempre tutto compreso.

 

ora, dato che INPS, nella condizione del Polo unico, dovrà effettuare certamente più di 2 visite per fascia

e dato che vorrà sfruttare la convenienza del costo ridotto del secondo gruppo di 88,

si deve prevedere un carico di lavoro certamente superiore alle 88 visite mese,

ovvero ad un carico di lavoro di 4 visite ad uscita, ovvero 176 visite mese.

 

il reale compenso per visita deve essere quindi calcolato facendo la media dei due gruppi,

le prime 88 e le successive 88,

e risulterebbe essere quindi di circa 28 euro a visita, sempre tutto compreso.

 

ci si allontana così ancora di più dalla situazione attuale.

 

il compenso totale, per un probabile carico, massivo, di 176 visite mese,

che questo sistema di compenso indurrebbe certamente,

sarebbe di 4928 euro.

 

anche questo può sembrare un dato suggestivo, come prima impressione,

ma

non si deve trascurare che

questo compenso comprenderebbe tutto,

trasporto (costi auto), rimborso carburante, rimborsi addizionali urbani ed extraurbani,

ferie, malattia, pensionistica ENPAM, IRPEF, aggiornamento obbligatorio,

un tutto che può essere stimato incidere per il 50%;

ovvero la metà della cifra menzionata dovrà essere restituita.

 

il compenso precedente deve essere quindi considerato un effettivo netto di 2464 euro

 

ma ancora,

questo compenso sarebbe per un carico massivo di 176 visite mese,

un carico di lavoro che non sarebbe facilmente sostenibile per lungo tempo,

in particolar modo nelle visite extraurbane.

 

questo carico di lavoro comporterebbe infatti non solo un impegno dalla mattina alla sera,

per 5 giorni alla settimana;

a questo dovranno essere aggiunti i turni dei fine settimana

e gli impegni per l'esecuzione degli ECM,

che impegnano anche questi aggiornamenti diversi fine settimana l'anno.

 

tutto questo deve far prevedere la difficoltà di poter sostenere un carico di lavoro di 176 visite,

soprattutto nel servizio extraurbano,

e la necessità di doverlo ridurlo ad una sola fascia,

con il conseguente dimezzamento del compenso netto effettivo sopra riportato,

che diventerebbe così di 1232 euro.

 

per un carico di lavoro sostenibile si avrebbe quindi un compenso insufficiente per le necessità,

che comporterebbe la necessità di utilizzare le possibilità libero professionali per la sua integrazione.

 

l'Istituto però, ancora, se dal versante economico pretende un rapporto libero professionale,

dimentica questo nella regolamentazione del rapporto,

dato che concederebbe soli 50 giorni l'anno per le necessità del medico,

ovvero, sottratti 30 giorni l anno per le indispensabili ferie,

riconoscerebbe ca 1,5 giorni mese per le necessità libero professionali

(o per le possibilità di armonizzare in qualche modo i compensi descritti)

 

 

in sintesi,

quello che si verificherà se diventasse operativa questa seconda proposta INPS è quanto segue:

 

un manicomio di 176 visite mese

(che possono raggiungere anche un numero maggiore)

con impegno dell'intera giornata fino a sera,

con un percorso anche di centinaia di chilometri extraurbani,

più turni nei fine settimana,

più obblighi ECM, sempre evidentemente nei fine settimana,

da cui non si può sfuggire

se non per 1,5 giorni al mese, escluso il mese di ferie, ovvero mai,

per un netto reale di 2500 euro,

ovvero, nel caso questo modo di impegnare totalmente la propria esistenza non fosse ritenuto accettabile o sostenibile,

impegno totale di mezza giornata, mai evitabile durante tutto l'anno, salvo il mese di ferie,

per un netto reale di 1250 euro.

 

(si tratta di compensi ridotti rispetto all'attuale di circa il 40%,

aumento del carico di lavoro, rispetto all'effettivo storico, di circa il 50%

riduzione della possibile indisponibilità attuale a ca 1,5 giorni mese)

 

PS, a questo si aggiunge una proposta di indisponibilità per malattia limitata a 180 giorni l anno,

totalmente insufficiente in molte situazioni, basti pensare che la frattura di una articolazione o di una vertebra,

richiederebbe ben più di 6 mesi di trattamento e convalescenza;

così che questa norma aggiungerebbe all'impegno fisico che queste patologie comportano

e all'assenza di protezione economica tipica del rapporto libero professionale,

la beffa, peraltro insensata, della perdita del lavoro.

 

 

Sinmevico,

deve segnalare ai medici fiscali gli elementi economici descritti

e deve (relativamente a compensi e disponibilità) richiedere almeno:

 

_ la rimozione dei due gruppi di compenso in favore di una unica retribuzione per tutte le visite,

   che non può essere diminuita in quanto invariata da 10 anni

_ garanzia di 2 visite per uscita

_ la possibilità di disponibilità per una, due o combinazioni delle due fasce, con minimo di 5 uscite settimanali (cosa che garantirebbe, tra l'altro,

   una disponibilità effettiva del medico superiore a quella che si otterrebbe con la possibilità di scelta solo tra una o due fasce),

   da comunicare alla fine di ogni mese per il successivo

_ un numero di giorni di indisponibilità, escluso il periodo di ferie, non inferiore a 60 l'anno (attualmente totale di 90),

   al fine di rispettare le caratteristiche libero professionali che si intende dare all'accordo, che non può valere solo per i compensi e le tutele

   e al fine di compensare gli effettivi introiti netti, che risultano essere insufficienti alle necessità

_ disposizione delle visite da effettuare nel fine settimana entro il venerdì precedente

_ possibilità, a richiesta, di recupero della disponibilità nel fine settimana

_ un periodo di malattia non inferiore a 365 giorni nel triennio.

 

 

gli elementi economici che sembrano voler essere offerti dall'Istituto, se valutati solo sulle impressioni iniziali,

porterebbero, con certezza, in breve tempo, ad situazione lavorativa di reale insostenibilità fisica ed economica,

con reali effetti anche sull'esecuzione del servizio.

 

 

nella impostazione di un rapporto di lavoro è essenziale che sia presente

sia una efficace organizzazione del servizio

sia una seria attenzione alle condizioni dei collaboratori.

 

nella impostazione di un rapporto di lavoro

deve essere valutato il REALE carico di lavoro richiesto o possibile

in rapporto al REALE compenso

e la congruenza di questi due elementi.

 


 

 

 

Il Presidente Sinmevico

Dr. Cesidio Di Luzio