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Roma, 16 gennaio 2018. Comunicato n°:  180

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico

ed alle Associazioni e Sindacati di categoria.

 

 

A seguito di confuse comunicazioni da parte dei media

si pubblicano le seguenti precisazioni.

 

 

 

Con l’entrata in vigore, il 13 gennaio, del decreto interministeriale 17 ottobre 2017, n.206,

“Regolamento recante modalita' per lo svolgimento delle visite fiscali e per l'accertamento delle assenze dal servizio per malattia,

nonche' l'individuazione delle fasce orarie di reperibilita', ai sensi dell'articolo 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.”,  

si è scatenata sulla stampa e un po' attraverso tutti i media, una campagna di demonizzazione nei confronti anche dei medici fiscali.

 

Investigatori, snidatori di chissà chi, predatori spinti dalla bramosia del guadagno a causa di incentivi ottenuti con riduzioni di prognosi.

 

Nulla di più falso e improprio nei confronti di una categoria che sulla stampa sarebbe dovuta finire per lo stato di precariato in cui è tenuta

ed in cui sopravvive da circa 30 anni.

 

Dal 1 settembre 2017, data dell'entrata in vigore del Polo Unico, le visite mediche di controllo sono richieste dai datori di lavoro, dalla pubblica amministrazione e dall'INPS.

Il medico di controllo, con una disponibilità oraria di 8 ore o 4 , se lavora part time, garantisce l'esecuzione delle stesse su tutto il territorio nazionale.

Il medico di controllo, full time, attualmente è disponibile 8 ore al giorno per 7 giorni a settimana.

 

In realtà il suo lavoro comincia prima dell'orario di esecuzione delle visite poichè deve controllare la ricezione delle visite sul pc dedicato,

che attraverso un sistema di assegnazione gestito dall’applicativo SAVIO gli consente di sapere se lavorerà o meno nella fascia oraria di disponibilità.

 

Il medico che lavora in doppia fascia deve eseguire questa operazione 2 volte al giorno e non sono rari i giorni in cui si verificano delle criticità

che rallentano tutto il meccanismo, fino a renderlo del tutto inefficace, con perdita di tempo

e la conseguente necessità di contattare la Sede o il servizio di help desk per via telefonica, anche con telefoni cellulari

che non sono certo quelli aziendali.

 

Il medico deve recarsi sul luogo di lavoro, spesso lontano dalla propria abitazione,

per cui l'attività inizia prima dell'orario previsto per le visite di controllo

e con conseguente rientro, alla propria abitazione, certamente oltre il termine degli orari previsti per le visite.

 

Il medico può non ricevere visite da eseguire e questo avviene senza preavviso,

e per questo non è prevista alcuna indennità,

perdendo così anche la possibilità di praticare altre attività.

 

Il medico di controllo INPS viene pagato a prestazione, non ha tutele di nessun tipo;

usufruisce solo di un rimborso spese per i km effettuati al di fuori della cinta urbana.

Il medico di controllo non ha ferie pagate, contributi previdenziali pagati dal Committente,

o assicurazioni che lo tutelino in caso di infortunio sul lavoro o malattie.

 

Il medico di controllo non riceve e non ha mai ricevuto alcun tipo di incentivo.

 

Il medico di controllo deve osservare attualmente tutte le incompatibilità professionali previste dalle vigenti norme di legge,

regolamenti o contratti di lavoro.

 

A nostro avviso sono questi i motivi che avrebbero dovuto spingere i media ad occuparsi di questa categoria,

anche visto che in 30 anni questi lavoratori," senza tutele", hanno consentito

il contenimento dell'assenteismo nel comparto privato e un recupero economico non indifferente.

 

Non sono stati necessari incentivi, ma solo professionalità e serietà.

 

Per tutte le altre informazioni consigliamo di documentarsi più a fondo su una materia che a tutt'oggi è poco conosciuta

e di cui non si prevede una seria analisi nè tanto meno un serio riconoscimento.

 

 

 

Coordinamento Sinmevico