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Roma, 11 dicembre 2017. Comunicato n░:  178

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico

ed alle Associazioni e Sindacati di categoria.

 

 

Situazione e probabili prossimi sviluppi

 

 

 

la bozza di "convenzione" proposta dall'Istituto a fine ottobre

non Ŕ stato un inizio di trattativa, che partiva da posizioni "basse", per arrivare ad un punto di incontro,

ma, con la massima evidenza, Ŕ stato un atto di guerra,

contro i medici di controllo.

 

questa bozza dimostra infatti un impianto definito, uno schema generale,

che non ha niente a che vedere con una trattativa.

imposta il peggioramento strutturale della condizione lavorativa dei medici di controllo su tutti i fronti,

con la possibilitÓ che stia impiegando in questa strategia di guerra anche una definizione impropria nel titolo del Decreto che ci riguarda,

al fine di spezzare a proprio favore il fronte sindacale.

 

i compensi vengono ridotti intorno al 30%, la stabilitÓ dell' incarico subisce rischi perchŔ viene collegata a continue revisioni,

il carico di lavoro non viene garantito, i rimborsi vengono tolti, ECM compresi,

l'etÓ pensionabile viene definita e di fatto abbassata, con grave danno per quei colleghi che, tenuti in una condizione di sotto occupazione per anni, non hanno potuto raggiungere un livello pensionistico sufficiente e avrebbero al necessitÓ di continuare

per qualche anno la condizione di lavoro attivo, e la condizione lavorativa dei medici delle aree con scarso carico lavorativo

viene conseguentemente non solo non risolta, ma peggiorata.

a tutto questo si associa una incompatibilitÓ totale che impedirÓ anche la possibilitÓ di qualche supporto al disastro.

 

del resto la (poco comprensibile) mancanza di attenzione alle condizioni dei medici di controllo da parte dell'Istituto non Ŕ una novitÓ.

si Ŕ giÓ dimostrata nell' interruzione dei controlli d'ufficio, che hanno determinato non solo una mancata funzione pubblica, ma anche, per quello che ci riguarda, seri problemi per molti medici di controllo e relative famiglie,

e si Ŕ dimostrata al suo meglio nella evidente distorsione, operata attraverso la circolare 86, del Decreto 8 maggio 2008,

che indicava chiaramente (e logicamente) il carico lavorativo congruo, ma che l'Istituto ha voluto invece interpretare con "carico massimo", stravolgendo la disposizione, azzerando cosi la garanzia di lavoro

e creando i conosciuti storici problemi delle aree disagiate, che non sarebbero mai esistiti se fosse stata applicata la razionale norma originaria.

http://www.sinmevico.it/infoeart_081230_68_posizione%20Sinmevico%20sulla%20Circolare%20INPS86.htm

 

dunque, mettendo insieme i pezzi , la situazione Ŕ evidente.

un atto di guerra. un attacco alle condizione presenti, determinato e preordinato.

 

e come stanno rispondendo i vari gruppi sindacali ?

 

i pi¨ stanno cercando di proporre una convenzione con elementi ampiamente migliorativi rispetto alla condizione attuale.

 

Ŕ ragionevole questa azione ?

oppure Ŕ come andare a proporre a Gengis Khan di costruire asili per i bambini ?

 

dato lo scenario operare su questo tipo di proposta sembra illogico.

Ŕ altamente improbabile, date le premesse, che l' Istituto accolga una proposta di miglioramento.

le proposte nella direzione di un miglioramento saranno rigettate in blocco, perchŔ le evidenze portano alla determinazione

dell' Istituto a riorganizzare in basso la situazione, rispetto alla giÓ precaria situazione corrente.

 

non tralasciare di proporre una riorganizzazione in alto, in senso migliorativo, potrebbe anche essere cosa da non mancare,

se non altro per confermare la situazione reale, ma

Sinmevico ha sempre segnalato questo scenario ed ha quindi sempre indicato la necessitÓ di una seconda linea di risposta.

 

la seconda linea, mai considerata, sarebbe stata quella di ibernare l' azione n corso e di difendere la condizione attuale,

che resta un buon accordo, se fosse applicato cosý come previsto dal Legislatore, che prevedeva un carico di lavoro sostanzialmente garantito (carico congruo), e che avrebbe risolto (e potrebbe ancora risolvere) le difficoltÓ dei colleghi delle aree disagiate.

 

tutto questo non Ŕ stato fatto o non Ŕ stato compreso a sufficienza,

col risultato che ora la possibilitÓ del un peggioramento su tutti i fronti di una situazione giÓ precaria Ŕ sempre pi¨ concreto

e sempre meno evitabile.

 

staremo a vedere.

qualcuno ha detto che nessun gruppo sindacale firmerÓ una accordo peggiorativo.

 

lo speriamo veramente

ma temiamo che l'eccesso di ottimismo possa determinare disastri annunciati.

 

deve essere ancora sottolineato che

l'attuale tendenza sta portando al peggioramento della condizione, per i medici di controllo, su tutti i fronti,

dopo molti anni di sostanziale precariato.

sta portando alla riduzione dei compensi, all' aumento della instabilitÓ, alla diminuzione della garanzia di carico di lavoro,

all' aumento delle incompatibilitÓ, che potrÓ portare all' immissione di specialisti che, avvantaggiati dal maggiore punteggio

sostituiranno i medici storici,

e perfino al peggioramento della situazione per le zone disagiate.

 

tutto questo a nostro avviso manifesta non rispetto per le persone

ma soprattutto una logica errata, di tipo recessivo, che andrebbe assolutamente evitata, negli interventi sociali.

 

l' Istituto ha ritenuto perfino di escludere dalle trattative il Sinmevico, il primo sindacato, storico, di categoria,

che ha trattato per i medici di controllo in passato, con i risultati significativi conosciuti,

a favore di rappresentanze sostanzialmente estranee alle attivitÓ di controllo per le assenze dal lavoro a causa malattia.

 

complimenti a chi firmerÓ questo pessimo accordo al ribasso.

 

 

 

Sinmevico, il CD