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Roma, 19 giugno 2017. Comunicato n°:  162

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico

ed alle Associazioni e Sindacati di categoria.

 

Oggetto: proposta per l'atto di indirizzo.

 

 

 

 

Sinmevico e AIMPAF, a seguito della riunione tenuta presso la FNOMCEO il 7 giugno 2017,

hanno chiesto alla Federazione di presentare una proposta ai Ministeri competenti per l'atto di indirizzo

relativo al decreto legislativo pubblicato in GU il 25 maggio 2017, n74, riguardante il Polo Unico della medicina  medicina fiscale,

nel quale siano contenute le seguenti norme a tutela di tutta la categoria:

 

 

1, Viene riconosciuto, ope legis, ai medici inseriti nelle liste

di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni”,

in attività alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 27 maggio 2017, n.75,

un rapporto convenzionale a tempo indeterminato, del tutto conforme agli Accordi Collettivi Nazionali previsti nel SSN,

con un trattamento normativo ed economico non inferiore a quello stabilito per i medici  specialisti ambulatoriali interni;

 

2, Nel caso in cui il rapporto convenzionale a tempo indeterminato, conforme agli AACCNN del SSN, non venisse sottoscritto entro il 31 agosto 2017,

viene confermata, fino al riconoscimento dell’Accordo, la vigente disciplina

integrata con il carico di lavoro certo, uniforme su tutto il territorio nazionale,

previsto dall’articolo 7, comma 1, DM 12 aprile 1996 e dall’articolo 5, comma 1, lettera a), del DM 12 ottobre 2000,

a compensazione con la disponibilità oraria effettivamente garantita dal medico nel caso in cui il suddetto carico di lavoro,

per qualsiasi ragione, non venisse assegnato;

 

3, I compensi previsti dalle convenzioni

di cui all’articolo 18, comma 1, lettera c, dello schema di decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75,

recante modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego,

da riconoscere ai medici iscritti nelle liste

di cui all'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 Ottobre 2013, n. 125,

non potranno essere inferiori a quelli vigenti alla data di entrata in vigore del decreto legislativo

ed integrati con il riconoscimento della disponibilità oraria

di cui alla tabella A del DPR 17 febbraio 1992, recepito dal DM 12 ottobre 2000, aggiornata in base agli indici ISTAT;

 

4, Al fine di preservare il ruolo di terzietà del medico fiscale e di tutelare il proseguimento senza soluzione di continuità degli incarichi in essere,

restano in vigore:

le liste speciali, di cui all’articolo 5, comma 12, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463,

convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n.638,

l’articolo 1 del DM  12 ottobre 2000,

le liste e le graduatorie provinciali e sub-provinciali e le articolazioni territoriali, di cui agli articoli 2-3-4 del DM 18 aprile 1996,

le procedure di reintegrazione delle liste, di cui all’articolo 11 del DM 18 aprile 1996 ed articoli 3-4 del DM 12 ottobre 2000,

le commissioni miste, di cui all’articolo 12 del DM 18 aprile 1996  e s.m.i

e le incompatibilità di cui all’articolo  5 del DM 12 ottobre 2000.

 

 


 

RIFERIMENTI LEGISLATIVI

 

 

ECCESSO DI DELEGA

E RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE E DEI DIRITTI ACQUISITI.

 

La legge delega n.124 del 7 agosto 2015 sulla riforma della PA, prevede la riorganizzazione della medicina fiscale di controllo

sulle assenze per malattia dei lavoratori pubblici:

Articolo 17,comma1, lettera l) riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento medico-legale

sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici,

al fine di garantire l'effettività del controllo, con attribuzione all'Istituto nazionale della previdenza sociale della relativa competenza

e delle risorse attualmente impiegate dalle amministrazioni pubbliche per l'effettuazione degli accertamenti,

previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano

per la quantificazione delle predette risorse finanziarie e per la definizione delle modalità d'impiego del personale medico

attualmente adibito alle predette funzioni,

senza maggiori oneri per la finanza pubblica e con la previsione del prioritario ricorso alle liste

di cui all'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni”.

La delega prevede quindi solo il passaggio all’INPS delle competenze e delle relative risorse e la priorità,

per tutte le funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici, dei medici fiscali delle liste speciali

trasformate in liste ad esaurimento dall’art.4, comma 10bis, legge 125 del 30 ottobre 2013.

 

Nello schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al Testo Unico del Pubblico Impiego

di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 7 agosto 2015, n. 124,

in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche,

all’articolo 18, lettere c e d, benché non previste dalla legge delega,

sono state inserite la stipula di nuove convenzioni per i medici delle liste ad esaurimento e la rimodulazione della disciplina delle visite fiscali

e delle incompatibilità.

 

Analogamente, nelle disposizioni transitorie

di cui all’articolo 22 dello stesso schema di decreto legislativo, si parla di stipula di convenzioni e di disciplina transitoria

benché il Governo non abbia ricevuto dal Parlamento alcun mandato su queste specifiche materie,

per le quali lo stesso DM 8 maggio 2008 prevedeva l’adeguamento del quadro normativo da attuarsi attraverso iniziative legislative,

quindi in Parlamento.

 

La disciplina del rapporto dei medici di lista è stabilita dall’articolo 5, comma 12 e 13, legge 11 novembre 1983, n. 638,

e quindi non rientra nei cd contratti flessibili regolamentati dal vigente Testo Unico sul pubblico impiego

(articolo 7, comma 6, decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) sul quale è stato dato il mandato al Governo, con la legge delega del 7 agosto 2015,

di legiferare per apportare modifiche ed integrazioni.

 

Con il DM 18 aprile 1996, emanato ai sensi dell’articolo 5, comma 13 della legge 638/83,

l’INPS ha riorganizzato le liste speciali (art. 5, comma 12, legge 638/83)

stabilendo i criteri di formazione delle stesse, graduatorie, punteggi, conferimento dell’incarico e la durata dello stesso

da intendersi conferito fino alla durata della disciplina emanata a seguito del presente decreto” (articolo 5, comma 5, DM 18 aprile 1996).

 

Successivamente, l’articolo 1 del DM 12 ottobre 2000 ha confermato gli incarichi precedentemente conferiti,

ed il DM 8 maggio 2008 ha reiterato la disciplina.

Infine per colmare il vuoto normativo e la mancata stabilizzazione dei medici di lista prevista nelle premesse del DM 8 maggio 2008,

con l’articolo 4 comma 10-bis, decreto legge n.101 del 31 agosto 2013, convertito dalla legge n.125 del 30 ottobre 2013, e successive modificazioni,

le liste speciali sono trasformate in liste speciali ad esaurimento, nelle quali vengono confermati i medici inseriti nelle suddette liste

alla data di entrata in vigore della legge per i quali è prevista, da parte dell’INPS, l’assegnazione in via prioritaria delle visite di controllo domiciliari

ai lavoratori assenti dal servizio per malattia.

 

Al fine di uniformare il servizio ispettivo di controllo sulle assenze per malattia dei lavoratori del settore pubblico e privato,

con la legge delega del 7 agosto 2015 ed il successivo schema di decreto legislativo

è previsto il ricorso prioritario ai medici delle suddette liste per tutte le funzioni di accertamento medico-legali sulle assenze dal servizio per malattia

dei dipendenti pubblici, ivi comprese le attività ambulatoriali inerenti la medicina fiscale.

 

Per la normativa vigente, i medici fiscali delle liste speciali, trasformate in liste ad esaurimento (legge 125 del 30 ottobre 2013)

e con incarico confermato dai decreti che ne regolano la specifica disciplina (DM 18 aprile 1996, DM 12 ottobre 2000 e DM 8 maggio 2008),

sono gli unici collaboratori esterni alla Pubblica Amministrazione, parasubordinati,

per i quali  l’incarico è inteso a tempo indeterminato e come tale deve essere considerato fino all’esaurimento delle liste stesse.

 

                                                          

 

DECRETO LEGISLATIVO

 

Il decreto legislativo in corso di pubblicazione non presenta i requisiti di costituzionalità

in quanto non rispetta i criteri ed i principi dettati dalla legge delega.

Una convenzione generica a tempo determinato, lo stravolgimento della disciplina che regolamenta la materia

e la previsione di una disciplina transitoria

nel caso le convenzioni non vengano sottoscritte entro il 1 settembre 2017, determinerebbero la perdita da parte dei medici fiscali delle tutele acquisite

a garanzia del proprio ruolo di terzietà (graduatorie provinciali specifiche per i medici fiscali di cui agli articoli 2-3-4 del DM 18 aprile 1996

ed articolo 11 del medesimo DM 1996 per la reintegrazione nelle liste, istituzione delle commissioni miste di cui all’articolo 12 del DM 18 aprile 1996

ed articolo 11 del DM 12 ottobre 2000,

incompatibilità di cui all’articolo 6 del DM 18 aprile 1996 e articolo 5 del DM 12 ottobre 2000) e dei diritti  acquisiti a garanzia del futuro professionale

della categoria (bloccaliste e priorità di cui alla legge 125 del 30 ottobre 2013 e successive modificazioni).

 

La legge delega prevede inoltre i soli medici fiscali come una figura professionale da adibire agli accertamenti (“… personale medico

attualmente adibito alle predette funzioni”...)

e l’eliminazione delle graduatorie provinciali specifiche per i medici delle liste e la costituzione di generiche graduatorie,

permetterebbe all’’INPS di utilizzare medici che già svolgono altre attività per l’ente (es. invalidità civile),

anche per la medicina fiscale, con il rischio di un utilizzo improprio da parte dell’Istituto delle risorse che il decreto prevede

siano vincolate alla medicina fiscale.

 

Il mancato rispetto dei criteri della legge delega ed un atto di indirizzo che non preveda le tutele ed i diritti acquisiti dai medici fiscali

e previsti dalla normativa vigente, comporterebbero l’inevitabile ricorso al Giudice del Lavoro.

 

 

 

ll Governo ha accolto, l’ODG 9/3098-A81 presentato alla Camera nel corso della votazione sul disegno di legge delega A.C.3098

recante “DELEGHE AL GOVERNO IN MATERIA DI RIORGANIZZAZIONE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE“, nella seduta del 17 luglio,

che recita: la Camera, premesso che: i compensi riconosciuti ai medici addetti alle visite mediche di controllo domiciliare sui lavoratori

assenti dal servizio per malattia,

convenzionati con l'INPS, inseriti nelle liste ad esaurimento, costituite ai sensi dell'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013,

n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 e successive modificazioni e integrazioni,

sono stati determinati con l'articolo 12, del decreto ministeriale 12 ottobre 2000, che ha recepito la Tabella A del decreto

del Presidente della Repubblica 17 febbraio 1992; gli stessi sono stati aggiornati, per l'unica volta, sulla base degli indici ISTAT,

sentiti l'INPS, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri e le Organizzazioni Sindacali di categoria,

con l'articolo 3 del decreto ministeriale 8 maggio 2008, tutt'ora in vigore,

impegna il Governo, in fase di attuazione della delega di cui all'articolo 13, e successiva emanazione della normativa di dettaglio,

a riconoscere ai medici addetti alle visite mediche di controllo domiciliare sui lavoratori assenti dal servizio per malattia, convenzionati con l'INPS,

un trattamento economico complessivamente non inferiore a quello stabilito dall'articolo 3, del decreto ministeriale 8 maggio 2008.


9/3098-A/81. Mognato, Murer, Moretto, Bruno Bossio.

 

 

 

 

il Coordinamento Sinmevico.