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Roma, 03 gennaio 2014. Comunicato n°:  132

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico.

Oggetto: risposta alle interrogazioni parlamentari 4- 00390, 4-00312, 4-00392, 4-00290 e 4-00262,

relative alla sospensione operata dall INPS delle VMC disposte d' ufficio

 

 

Il nostro Presidente Dr. Ignazio casciana comunica che

 

a seguito di ripetuti e costanti interventi e sollecitazioni verso il Presidente della FNOMCeo Dott. Amedeo Bianco, ultimo quello del 12 dicembre 2013,

per la richiesta di apertura un tavolo istituzionale per la ridefinizione dell’attuale tipologia di rapporto di lavoro tra l’INPS e i Medici di Controllo; 

l’intervento in tal senso da parte del Presidente della FNOMCeo Dott. Bianco verso il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale On. Le Giovannini

ha determinato la dettagliata risposta della Dirigenza INPS con utili chiarimenti sulla posizione assunta da questo Istituto il 19 maggio 2013

e successivamente sulla ridistribuzione delle visite di ufficio, che alleghiamo.

 

piu' precisamente, Il Presidente della FNOMCeo ha richiesto al Ministro del lavoro di sapere, fatte le dovute premesse,

se fosse in grado di smentire notizie circa la determinazione della dirigenza INPS di voler far decadere dagli incarichi attualmente in essere

i medici fiscali INPS

e se non ritenesse di dover attivare ogni possibile iniziativa nei confronti dell’Istituto affinché’ non proceda al depotenziamento dell’attività di verifica VMC d'ufficio,

con la conseguente determinazione delle pesanti ricadute sui livelli di occupazione dei medico incaricati

e soprattutto sull’attività di prevenzione dei fenomeni di assenteismo.

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Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00739 presentato da VARGIU Pierpaolo testo di Giovedì 6 giugno 2013, seduta n. 30 VARGIU .

— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:

 

la situazione dei circa 1300 medici fiscali INPS presenta criticità composite ed eterogenee,

alcune delle quali già affrontate dal sottoscritto nell'interrogazione n.4-00472 del 16 maggio 2013;

dal 30 aprile 2013 l'INPS, in modo unilaterale ed improvviso, ha significativamente ridotto il numero delle visite fiscali d'ufficio,

determinando una conseguente riduzione del novanta per cento del carico di lavoro dei medici fiscali;

 

i medici fiscali INPS prestano da anni la propria opera professionale per l'Istituto, spesso in modo esclusivo,

con rapporti di lavoro atipico (collaborazione fiduciaria);

il compenso dei medici fiscali INPS è corrisposto «a prestazione», con la conseguenza che ad una riduzione del numero delle visite

corrisponde una contrazione proporzionale della fonte di reddito dei medesimi;

 

molti dei sanitari INPS hanno un'età «critica», compresa tra i quaranta ed i cinquanta anni, sono difficilmente ricollocabili, lontani dall'età pensionabile,

con famiglie a carico e con onerose contribuzioni ENPAM da versare;

 

risulta all'interrogante che, nel corso del 2012, l'INPS avrebbe effettuato importanti investimenti per dotare ciascuno dei 1300 medici fiscali di presidi informatici portatili

e finanziato, per loro e per il personale amministrativo dell'Istituto, corsi di formazione e aggiornamento riconducibili al progetto di digitalizzazione

ed informatizzazione dei certificati e delle visite di controllo;

 

le visite medico-legali perseguono la duplice finalità di far emergere eventuali comportamenti illeciti da parte dei lavoratori,

ma soprattutto di agire come deterrente dell'assenteismo ingiustificato, fenomeno che lo Stato – specie nell'attuale sforzo di contenimento degli sprechi

– è impegnato a contrastare con ogni mezzo;

 

la dirigenza INPS, in un recente incontro con i rappresentanti della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurgici e degli odontoiatri,

avrebbe manifestato la propria determinazione di voler far decadere tutti gli incarichi dei medici fiscali attualmente in essere,

venendo meno, in tal modo, agli impegni contenuti nel decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 8 maggio 2008

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 luglio 2008, n.157 che cristallizza la consistenza numerica dei sanitari iscritti nelle liste alla data del 31 dicembre 2007,

in attesa di una generale rivisitazione del quadro normativo–

 

se sia in grado di smentire le notizie circa la determinazione della dirigenza INPS di voler far decadere gli incarichi attualmente in essere dei medici fiscali INPS;

se non ritenga di dover esercitare ogni possibile iniziativa nei confronti dell'INPS affinché non si proceda al depotenziamento dell'attività di verifica fiscale

cosa che determinerebbe pesanti ricadute sui livelli di occupazione dei medici incaricati,

ma soprattutto sull'attività di prevenzione di fenomeni inappropriati di assenteismo. (4-00739)

 

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Senato della Repubblica – 380 – XVII Legislatura

22 NOVEMBRE 2013

RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

FASCICOLO 19

RISPOSTA.(*)

 

- Si risponde congiuntamente alle interrogazioni 4- 00390, 4-00312, 4-00392, 4-00290 e 4-00262,

inerenti alla sospensione, disposta dall’Inps, delle visite fiscali d’ufficio per le assenze per malattia dei lavoratori del settore privato

e le conseguenze di tale scelta sull’attività lavorativa dei medici che finora hanno svolto la funzione di accertamento per conto dell’istituto,

sulla base delle informazioni dallo stesso fornite.

 

Preliminarmente è opportuno ricordare che le recenti disposizioni normative concernenti la riduzione della spesa pubblica

hanno comportato per l’Inps la necessità di conseguire, a partire dal 2013, risparmi aggiuntivi.

Da ultimo, l’art. 1, comma 108, della legge n. 228 del 2012 ha imposto all’Inps tagli alle proprie spese di funzionamento

tali da conseguire risparmi non inferiori a 300 milioni di euro annui.

 

L’istituto ha, pertanto, rideterminato le risorse finanziarie destinate alle visite mediche di controllo d’ufficio passando da un budget preventivo per il 2013

pari a circa 50 milioni di euro ad un budget aggiornato di 22.300.000 euro.

 

Sul piano gestionale, inoltre, è stato necessario procedere all’adeguamento delle procedure informatiche per consentire la distribuzione delle visite

nei limiti del budget disponibile che alla data del 29 maggio 2013 risultava essere di 4.190.624,39 euro,

Dal 1° gennaio 2013, infatti, erano già state assegnate d’ufficio visite mediche di controllo per una spesa pali a 18.109.375,61 euro.

 

In conseguenza dell'esiguità di risorse finanziarie disponibili, l’istituto ha sospeso, per un brevissimo periodo, la procedura per il conferimento ai medici "di lista"

degli incarichi per le visite d’ufficio lasciando invariata, invece, la procedura per le visite su richiesta dei datori di lavoro.

 

Successivamente, con messaggio n. 9939 del 19 giugno 2013, l’Inps ha ripristinato la procedura introducendo, tuttavia, una proporzionale riduzione delle visite d’ufficio.

In conseguenza di tale riduzione, i medici iscritti nelle liste dell’istituto hanno registrato una consistente diminuzione del numero di visite loro assegnate.

Si è passati, infatti, da circa 78.700 visite mediche d’ufficio effettuate mensilmente nel 2012 a circa 10.000 visite mensili disposte peri mesi di luglio e agosto 2013,

ulteriormente ridotte a 5.000 visite per il mese di settembre.

 

L’istituto ha inoltre comunicato che i nuovi criteri di assegnazione delle visite mediche hanno formato oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali

dei medici di lista (Cisl Medici, Uil-Fpl Medici, Fimmgi, Sinmedico, Nidil Cgil) in occasione di un tavolo tecnico nazionale.

 

L’Inps ha evidenziato, inoltre, che la programmazione della spesa per le visite fiscali presenta un particolare elemento di complessità

a causa della natura variabile di una parte del compenso corrisposto ai medici che, com’è noto,

dipende anche dai rimborsi chilometrici. A tal proposito, l'istituto ha reso noto che, al 30 settembre 2013, la disponibilità di somme sul relativo capitolo di spesa

risultava sufficiente a consentire il pagamento del solo compenso forfettario e dei rimborsi per formazione di cui all'art. 3, comma 5, del decreto ministeriale 8 maggio 2008.

Pertanto, con messaggio n. 15644 del 1° ottobre, l’istituto ha sospeso le visite fiscali dandone tempestiva comunicazione alle citate organizzazioni sindacali di categoria.

 

L’Inps ha fatto sapere, inoltre, che le visite di controllo disposte dai datori di lavoro non hanno subito alcuna modifica e che tale tipologia di visite concorre, comunque,

a determinare i carichi di lavoro dei singoli medici, alimentandone il reddito con una media mensile di circa 25.667 visite.

 

L’istituto ha altresì rappresentato che la decisione di contingentare le visite mediche disposte d’ufficio, assunta il 19 giugno 2013 con il messaggio citato,

è stata, in alcuni casi, oggetto di contenzioso giudiziario.

In particolare, il Tribunale di Brescia e quello di Messina hanno adottato ordinanze favorevoli alle ragioni dell’istituto,

statuendo tra l’altro che: “non esiste alcun obbligo in capo all'Ente previdenziale di garantire ai medici un numero minimo di visite giornaliere

e/o settimanali e, dunque, un minimo reddito o compenso mensile”.

 

Per quanto concerne, invece, la ridefinizione dell’attuale tipologia di rapporto di lavoro intercorrente tra l’Inps e i medici fiscali,

secondo una prospettiva di stabilizzazione di questi ultimi,

l’istituto ha precisato che, con i decreti ministeriali del 15 luglio 1986 e del 18 aprile 1996, emanati in attuazione del decreto-legge n. 463 del 1983,

 viene confermata "la natura di attività libero professionale del rapporto di collaborazione fiduciaria che si instaura con l'Istituto

e la piena autonomia professionale al di fuori di qualsiasi vincolo gerarchico".

 

Pertanto, una ridefinizione della collaborazione improntata ai canoni di stabilità e certezza

non può prescindere da un’analisi dei vincoli imposti dalla vigente normativa in materia di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione e,

più in generale, dal dettato dell’art. 97 della Costituzione che impone la regola del concorso pubblico.

 

Da ultimo si rappresenta che, al fine di trovare una possibile soluzione alla riduzione dei carichi di lavoro per i professionisti,

l’Inps sta valutando, congiuntamente al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza dei Consiglio dei ministri,

l’adozione di una disposizione tendente alla costituzione di un polo unico per l’effettuazione delle visite di accertamento medico-legale

nei confronti di tutti i lavoratori pubblici e privati.

Tale polo, da istituire presso l’Inps, dovrebbe portare al superamento degli attuali problemi di budget.

 

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Giovannini

 

 

 

Cood. Sinmevico.