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Roma, 22 giugno 2013. Comunicato n°:  123

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico.

Oggetto: Sospensione visite fiscali d’ufficio, riceviamo e pubblichiamo.

 

 

 

 

ORDINE PROVINCIALE DI ROMA DEI MEDICI-CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI

Ente di Diritto Pubblico (D.L.C.P.S. 13/9/1946 n. 233)

 

Relazioni con la Stampa

Flavio Massimo Amadio

Comunicato Stampa

 

Lala scrive a Bianco e auspica l'intervento della Federazione Nazionale

L'ORDINE DEI MEDICI DI ROMA CONTRO I TAGLI ALLE VISITE FISCALI:

ILLOGICI, NESSUN VANTAGGIO ECONOMICO, ALTRI DISOCCUPATI

"Occorre tutelare i circa 1.000 incaricati, messi a rischio dalla decisione dell'lNPS"

 

Il presidente dei camici bianchi capitolini, Roberto Lala, ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (FNOMCEO), Amedeo Bianco,

per chiedere un intervento presso l'INPS e in tutte le sedi opportune affinché sia rivista la decisione di ridurre drasticamente le visite fiscali nel corso del 2013,

portandole da 900 mila a soltanto 100 mila.

 

Per conoscenza, la stessa lettera è stata inviata a tutti i presidenti degli altri ordini provinciali che fanno parte della Federazione.

 

"Mi unisco - scrive Lala - a quanti ritengono non convincente la motivazione addotta dall'INPS, basata sulla spending review.

Le visite fiscali sono da sempre uno strumento di controllo sul ricorso improprio dell'istituto della malattia e, pertanto, un argine al consistente danno erariale e imprenditoriale che esso provoca.

E' evidente che una riduzione così importante di queste visite depotenzia quasi completamente tale strumento; di conseguenza, gli obiettivi economici prefissati vengono disattesi,

con un danno anziché un vantaggio per imprese e Stato",

evidenzia il presidente dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri, il più numeroso in Italia con i suoi oltre 41mila iscritti.

 

Per Lala, inoltre, la normativa che ha imposto ai medici fiscali un rapporto esclusivo con l'INPS, attraverso una serie d'incompatibilità, ha precluso a questi altre possibilità occupazionali e formative.

"Pertanto, il taglio delle visite determinerà, inevitabilmente, una perdita del lavoro per circa 1.000 medici: ciò non è accettabile, soprattutto in questa fase di crisi occupazionale già acuta".

 

L'Ordine romano avanza poi una domanda: a cosa è servito informatizzare il servizio delle visite mediche di controllo?

Sono stati spesi soldi pubblici, a ogni medico sono stati assegnati degli strumenti informatici e si sono approntati programmi adeguati ma ora, improvvisamente, l'INPS torna sulle sue decisioni.

Tutto ciò è ritenuto illogico e controproducente.

 

Da ultimo, Lala solleva il problema del tipo di rapporto di lavoro dei medici incaricati delle visite fiscali. "Trovo ingiusto che, finora, questi nostri colleghi abbiano dovuto vivere un vero

e proprio precariato, spacciato come unica forma di stabilità, nonostante ben tre decreti succedutisi nel tempo.

Ribadisco, quindi, l'assoluta necessità di intervenire come Federazione a tutti i livelli e in tutte le sedi per tutelare questa particolare categoria della nostra professione,

una volta di più sotto attacco e vista come "agnello sacrificale" per le disfunzioni del sistema statale nel suo complesso e di quello sanitario in particolare".

 

 

Roma, 21 giugno 2013