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Roma, 23 maggio 2013. Comunicato n°:  109

 

 

A tutti i medici di controllo INPS, iscritti e non iscritti al Sinmevico.

Oggetto: Sospensione visite fiscali d’ufficio, manifestazione all' INPS.  la "risposta" dell' INPS

 

 

 

0027___/Ufficio Stampa
Ufficio: Direzione
Messaggio N. 008298 del 21/05/2013 14.53.08

inviato a
AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
AI DIRETTORI DELLE AGENZIE
AI RESPONSABILI DELLA COMUNICAZIONE
AI COORDINATORI GENERALI, CENTRALI E
PERIFERICI DEI RAMI PROFESSIONALI
AI PRIMARI COORDINATORI GENERALI E
PRIMARI MEDICO LEGALI
E, P.C: AL PRESIDENTE
AL PRESIDENTE E AI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI INDIRIZZO E VIGILANZA
AI PRESIDENTI DEI COMITATI AMMINISTRATORI DI FONDI, GESTIONI E CASSE
AI PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
AI PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI


testo:


Si trasmette il comunicato stampa diramato in data odierna dall’Ufficio Stampa dell’Istituto

alle agenzie di stampa e ai quotidiani a diffusione nazionale.
Si interessano i responsabili della comunicazione per la più ampia diffusione sugli organi di informazione locali.

Il responsabile dell’Ufficio Stampa
Marco Barbieri


INPS: TROPPE VISITE FISCALI
SENZA ESITO CONTRO L’ASSENTEISMO SARANNO RIDOTTE MA PIU’ MIRATE
“L’Inps
non ha mai sospeso le visite mediche di controllo, ha solo annunciato di doverle ridurre, in quantità, in conseguenza del taglio delle risorse cui è stato sottoposto dalle ultime leggi di spesa”.
Il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, chiarisce la posizione dell’Istituto, dopo le polemiche suscitate dalle proteste di alcune associazioni sindacali dei medici.

Nel corso del 2012 su poco più di 1,2 milioni di visite mediche di controllo, 900mila sono state disposte d’ufficio dall’Inps, per una spesa complessiva di circa 50 milioni di euro:

le visite mediche di controllo, eseguite d’ufficio sono a carico dell’Istituto; quelle richieste dalle aziende vengono pagate dalle aziende: in questo caso nel 2012 ne sono state richieste meno di 300mila.

L’esito delle 900mila visite disposte d’ufficio dall’Inps ha portato a una riduzione della prognosi solo in 83mila casi (il 9% del totale delle visite eseguite:

un risultato comunque quasi doppio di quello delle visite richieste dalle aziende, su 295mila visite effettuate su richiesta dell’azienda solo 16mila volte si è giunti a una riduzione di prognosi,

cioè nel 5,5% dei casi).
“Proprio in relazione a questi risultati, oltre che alla drastica riduzione delle spese di gestione cui è stato sottoposto l’Istituto – aggiunge Nori –
per quest’anno è stata decisa una riduzione delle visite:

l’Inps non ha mai parlato di sospensione. Una riduzione a circa 100mila visite per il 2013, forti dell’esperienza costruita con un sempre più sofisticato sistema di datamining,

ci porterà a far crescere la percentuale dei risultati di riduzione di prognosi, pur in presenza di una sensibile diminuzione del numero di visite eseguite.

Quindi con meno risorse economiche e con maggiore selettività dei controlli, riusciremo a produrre comunque un sempre più efficace contrasto al fenomeno dell’assenteismo”.

 

 

 

osservazioni Sinmevico:

 

questa "riposta" dell' Istituto non deve meravigliare.

non e' pensabile che le azioni programmate possano essere trasformate cosi' facilmente, specie in un clima, come quello da sempre voluto dall' Istituto,

di non collaborazione (vedi anche info 106).

 

tralasciando per ora di commentare quel "senza esito", il fatto che INPS abbia di fatto gia' sospeso, e non annunciato di sospendere, i controlli d' ufficio,

il fatto che una riduzione del 90% e' molto simile ad una sospensione e che il sistema datamining e' ancora tutto da verificare,

che si tiene conto solo delle riduzioni di prognosi e non del contenimento dell'uso della copertura per malattia,

che se ci fosse un eccesso di variazione di prognosi questo indicherebbe una anomalia grave nell' operato dei medici di famiglia,

e che la disoccupazione produce recessione e quindi perdita economica,

 

e' curioso che l' INPS si affretti a precisare che l' osservazione fatta dalle OOSS circa gli effetti negativi di una riduzione dei controlli non esista.

proprio il fatto che l' INPS si affretti a fare questa precisazione ha il significato esattamente contrario,

cioe' che si tratta di un elemento serio su cui l' azione  INPS in oggetto puo' essere criticabile.

quanto la riduzione dei controlli d' ufficio sia senza effetti negativi, sia in termini di assenteismo che di costi, come detto prima, e' ancora totalmente da valutare.

 

restiamo comunque sempre costantemente sorpresi del modo in cui la Direzione dell' Istituto si relaziona con i suoi collaboratori

e di come non dimostri mai la minima cura circa un congruo e ben finalizzato inserimento di questi,

che dovrebbe essere, invece, sempre, il primo obiettivo di qualsiasi operazione economica o sociale,

l' unico elemento a cui ogni operazione economica deve essere finalizzata.

 

 

 

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