|
Sin.Me.Vi.Co Sindacato Medici Visiste di Controllo |
|
torna all' indice del sito |
|
1° Forum
nazionale Sin. Me.Vi.Co. quali strategie per il futuro" a cui fa riferimento l'art. 5 della legge n° 300 del 20 maggio 1970, può essere attuata soltanto attraverso i servizi ispettivi degli Istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierli a richiesta del datore di lavoro e degli enti assicuratori.
accertando la sussistenza della condizione di malattia certificata dal medico curante, tenuto conto dell'onere degli Istituti previdenziali di corrispondere il trattamento economico di malattia.
incontrollabile, per effetto del quale Enti pubblici, privati e aziende subivano, oltre alla contrazione della forza lavoro e della produttività, una consistente emorragia economica, il Parlamento stabiliva con il d.l. 30/4/1981, convertito nella Legge 331 del 27 giugno 1981, che l'effettuazione dei controlli ai lavoratori assenti per infermità fosse affidata all'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e alle ASL, con la finalità di creare un servizio di controllo efficiente e svolto in tempo reale.
si possono attivare due canali che si sono rivelati "concorrenziali": l'uno costituito dalle ASL, alle quali la visita può essere richiesta dal datore di lavoro, l'altro costituito dall'INPS, che può disporre la visita d'ufficio o su richiesta degli altri enti e dei datori di lavoro. Eccezione di rilievo è rappresentata dalla visita di controllo nei confronti dei pubblici dipendenti, competenza esclusiva delle ASL, come da parere del Consiglio di Stato del 1984.
il Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro della Sanità, sentita la FNMOCeO e il Consiglio di amministrazione dell'INPS, ha emanato il primo decreto interministeriale il 15 luglio 1986. Con tale decreto l'INPS veniva autorizzata ad utilizzare per l'effettuazione delle visite di controllo medici a rapporto di impiego con pubbliche amministrazioni e medici libero - professionisti inseriti in apposite Liste speciali.
come fulcro del sistema di controllo, perchè esso rappresenta l'Istituto più grande fra gli Enti pubblici in Italia, le cui dimensioni di bilancio sono seconde soltanto a quelle dello Stato italiano e perché esercita una funzione di elevato servizio sociale e svolge attività di notevole interesse per 1.200.000 imprese sia del settore pubblico che di quello privato. un rapporto di lavoro definito " libero-professionale e di collaborazione fiduciaria, in piena autonomia gestionale, al di fuori di qualunque vincolo gerarchico".
.................................................................
ad una attenta disamina dell'articolato e della sua attuazione, sono emerse evidenti contraddizioni tra un rapporto cosiddetto libero-professionale e le numerose limitazioni e obblighi imposti.
e dispersiva, una disomogeneità di applicazioni normative nelle varie sede provinciali e una distribuzione dei carichi di lavoro su un numero di medici talmente ampio da rendere la retribuzione degli stessi irrisoria e indegna per la categoria. Tutto ciò ha portato ad un crescente malumore da parte dei medici coinvolti.
e i numerosi contatti con la FNOM e con l'INPS hanno ottenuto solo tiepide promesse, peraltro non seguite da un concreto miglioramento del rapporto.
creare una organizzazione rappresentativa che svolgesse a pieno titolo la funzione di tutela della dignità professionale della categoria, il 25\3\1994 hanno costituito a Roma con atto notarile il Sin.Me.Vi.Co., Sindacato Medici Visite di Controllo.
ha assunto personalità giuridica e può, a norma dell'Art. 39 della Costituzione italiana, stipulare contratti di lavoro collettivi nazionali e di categoria, con efficacia obbligatoria per i contraenti e per gli iscritti ad esso confluenti. Esso è, per statuto, una associazione libera, democratica, apartitica, senza scopo di lucro, gestita autonomamente ed esclusivamente da medici ad esso
aderenti e persegue le seguenti finalità: iscritti che effettuano le visite di controllo ai lavoratori assenti per malattia ai sensi del D.M. 15 Luglio 1986 G.U. n.170 del 24 Luglio 1986. Può svolgere qualunque attività volta al raggiungimento degli scopi suddetti; con funzione medico legale; e sulla legislazione attinente; Medici INPS, costituendo una Federazione, senza fini di lucro, denominata FEMEPA - Federazione Medici di Enti e Pubbliche Amministrazioni. sia per realizzare le proprie finalità statutarie che per contribuire e collaborare alle modifiche da apportare al D.M.
ha prodotto e illustrato sia alla FNOM che all'INPS proposte di modifica e richieste di doverose forme di tutela di cui si era voluta ignorare la necessità e quindi la concessione.
una graduatoria, al fine di definire la consistenza numerica dei medici nelle rispettive sedi di lavoro; in una forma piuttosto ambigua, per i quali, malgrado i chiarimenti della Direzione generale, tendenzialmente favorevole ai medici, in alcune sedi vi sono stati aspri scontri con il personale amministrativo, abituato all'applicazione dei regolamenti concernenti i lavoratori dipendenti; anche per le integrazioni e modifiche apportate al DM del 1986 con il DM del 12 Ottobre 2000; tra queste ricordiamo: norme
di legge o contratti di lavoro; di controllo iscritti nelle liste speciali della provincia di appartenenza. su esplicita proposta e richiesta del Sin.Me.Vi.Co., con DM 28 Maggio 2001 è stata ottenuta la reintroduzione del rappresentante dell'Ordine dei Medici della Provincia.
.................................................................
chiarezza, della concretezza e della ragionevole determinatezza dei contenuti.
e continuità, ideare linee programmatiche di sviluppo inquadrate nella realtà sociale, in una società che evolve e si modifica rapidamente per effetto di complessi processi di trasformazione strutturale nel mondo del lavoro e non solo in esso; è quindi necessario partecipare e inserirsi in tali processi con affidabile progettualità.
e regolamentato sistemi e strutture saldamente cementate nel tempo. la società italiana, constatiamo eventi che segnano profondamente il sistema fino ad oggi conosciuto. tale da indurre a qualificare l'impegno professionale dei medici delle liste. danno consistenza la compattezza e la partecipazione. autolesionismo, essere indifeso e indifendibile, assoggettato ad una supina remissività in un rapporto
di indefinibile connotazione. alle future trattative con le istituzioni per rinnovo del DM del 2004. e la normativa e la sua applicazione sono state sensibilmente migliorate. Restano tuttavia ancora molti nodi da sciogliere e molti punti da ridefinire e perfezionare. e modificare nelle prossime trattative, sia per regolarizzare il nostro rapporto con l'INPS, sia per ottimizzare il controllo dell'assenteismo.
e si riflette negativamente sull'economia dell'Ente e sull'opera dei medici di controllo è la certificazione di malattia.
solo una minima parte viene destinata al controllo domiciliare. solo 776.191 controlli, pari al 6,85% su tutto il territorio nazionale. si raggiunge un totale di 1.210.204 visite, di cui il 70,1% (849.432), ha avuto conferma della prognosi. Le riduzioni di prognosi sono state pari al 12,9%, per un totale di 156.374 visite; gli accessi per assenza del lavoratore 194.389, pari al 16%. Ricordiamo che le assenze del lavoratore, se non debitamente giustificate, comportano la trattenuta dell'indennità di malattia e, in sostanza, equivalgono a una riduzione della prognosi. una così modesta percentuale di visite di controllo richieste da parte dell'INPS. del titolo di malattia, ma alla riduzione delle risorse umane e alle difficoltà strutturali e gestionali nell'effettuazione dei controlli.
propone una prestazione facoltativa di collaborazione da parte dei medici delle liste sia al coordinamento del servizio che alla visione dei certificati da destinare al controllo domiciliare, con modalità da determinare.
nelle competenze specifiche quotidiane, proponiamo che la visita di controllo ambulatoriale al lavoratore non trovato al domicilio venga eseguita il giorno successivo da un medico di controllo, nella fascia oraria indicata nell'invito a visita; le modalità dell'esecuzione e il rapporto potranno essere definiti in sede di rinnovo della disciplina; queste altre proposte: che offre la propria disponibilità in entrambe le fasce; tre visite al giorno al medico che si rende disponibile per una sola fascia. per contrastare le certificazioni inevase del fine settimana. del tariffario minimo nazionale; da verificare ogni due anni; in considerazione della dilatazione dei centri abitati e conferma dell'importo per percorsi extraurbani. o lontani (per es. superiori a 20km); i richiami della Direzione generale dell'INPS ai Direttori regionali di area e di agenzia, sia i solleciti dei medici nelle singole sedi per la corresponsione dei compensi nei tempi previsti. Pertanto si richiede che eventuali ritardi nella corresponsione degli onorari, considerati come prestazione resa e non retribuita, siano gravati da interesse di mora pari al tasso di interesse legale. annuale di prestato servizio, da far valere quale titolo preferenziale o requisito nei concorsi
per ruolo sanitario in Enti pubblici e privati (in particolare per l'INPS). di medico fiscale presso l'INPS, ai fini dell'assegnazione di un punteggio, utile per l'inserimento nella graduatoria di Medicina generale. l'INPS si deve attivare per istituire appositi corsi su temi di medicina legale e previdenziale,
con rilascio di crediti formativi. * Per quanto riguarda il rapporto di lavoro, il Sin.Me.Vi.Co. vuole richiamare l'attenzione sulla dichiarazione del Ministro del Lavoro dell'epoca, nella relazione al Parlamento del 7 luglio del 1999, nella parte in cui esprime perplessità sulla tipologia di tale rapporto e sulla mancanza delle coperture previdenziali e dei rischi di infortunio ed altro.
così si esprimeva: " ...Per quanto concerne la natura dei rapporti di collaborazione fiduciaria libero-professionale, instauratisi tra l'INPS e i medici nel quadro dei peculiari compiti affidati ai medici stessi, in relazione ai delicati e responsabili aspetti medico-legali connessi all'erogazione delle prestazioni economiche in favore dei lavoratori assenti per malattia, essa deriva dalla consensuale scelta dei soggetti (INPS/FNOM) che hanno stipulato una prima bozza di accordo, condivisa dai rappresentanti sindacali all'epoca consultati , su cui in seguito è stato formulato il testo ministeriale. la mancata concessione di alcune forme di tutela, da quella previdenziale a quella contro i rischi, gli infortuni e le infermità, presupposti, questi, oggettivamente doverosi per il committente (INPS) ma, prosegue il Ministro, allora ritenuti inaccettabili dal Collegio dei sindaci dell'Istituto, dal Ministero del Tesoro e della Sanità e recepiti da questa amministrazione (Ministero del Lavoro); ciò perché, spiega ancora il Ministro, non era possibile accollare all'Istituto medesimo oneri "impropri" facendo
lievitare la spesa per detto servizio di controllo. di lavoro esplicitamente previsto dalle parti (INPS/FNOM) quale libero professionale" . con una lettera indirizzata al Presidente dell'INPS, al Ministro della Sanità, al Dirigente Generale della Div. X del Ministero del Lavoro e al Ministero del Tesoro, faceva rilevare che nel protocollo di intesa del 1992, quale documento per il rinnovo della disciplina del 1996, si era ipotizzato - all'Art.11- che detti oneri sarebbero stati posti a carico dei datori di lavoro, degli Enti Previdenziali e non a totale carico dell'INPS. Anche di questo rilievo non si è tenuto conto nei successivi DM
del 1996 e del 2000. alle visite di controllo e l'INPS è stato ed è tuttora oggetto di ampio dibattito tra i nostri iscritti e in generale i punti di vista dei medici, dell'INPS, dei ministeri interessati e delle forze sindacali in campo sono contrastanti. libero-professionale un rapporto di lavoro che prevede norme, restrizioni, minacce di interruzione del rapporto, obbligo di disponibilità e reperibilità, che dura ormai dal lontano 1986, cioè da 17 anni. Non è certamente questa la caratteristica di un lavoro occasionale. Il tutto senza che sia prevista la benché minima tutela del professionista.
con l'INPS, un Istituto che per sua stessa natura ha come compito la tutela della forza lavoro in tutte le sue manifestazioni e che, in altri settori, persegue giustamente l'eliminazione di ogni forma di lavoro "nero", che di fatto non consente, mediante il mancato assolvimento dei contributi, quello scambio di risorse economiche tra forza lavoro operativa e lavoratori in malattia o pensionati, che è alle basi della sua natura. di dipendenza con l'INPS, ma ciò che ritiene in questo momento prioritario è certamente l'introduzione di norme che prevedano la tutela in termini previdenziali, infortunistici, legali.
di dipendenza in senso stretto e dall'altra medici che preferirebbero un rapporto libero-professionale "privilegiato", comunque lo si voglia chiamare, ma con una normativa che tuteli maggiormente la categoria.
Noi riteniamo realizzabile anche una proposta che preveda un rapporto di dipendenza limitato solo a una percentuale dei medici attualmente nelle liste e il mantenimento di una collaborazione che richieda la disponibilità di una singola o doppia fascia oraria, per chi è interessato a un rapporto meno vincolante.
una copertura finanziaria non autorizza il mantenimento in essere di un rapporto di lavoro fondato sulla irregolarità.
in questi anni ha comportato un consistente risparmio economico per l'INPS; e a chi si lamenta della supposta e recente flessione nella riduzione delle prognosi è giusto far presente che questo è il risultato anche di una maggiore veridicità delle attuali certificazioni di malattia.
della nostra attività, oggi è meno frequente incontrare certificazioni di comodo, o un po' troppo generose nella prognosi. Basterebbe allentare l'attenzione e nel giro di poco tempo l'Istituto si troverebbe a dover riiniziare una battaglia che ha già dato e continua a ottenere dei risultati consistenti.
e alcune soluzioni non sarebbero neanche troppo onerose.
Per le indennità previdenziali e\o infortunistiche si può ritoccare l'importo a carico del datore di lavoro; il mancato utilizzo delle ASL per i controlli ambulatoriali da noi proposto costituirebbe una minore uscita per l'INPS; la migliore efficienza del servizio, la certezza da parte del medico di essere maggiormente tutelato anche a livello legale e giuridico, una collaborazione più stretta con le varie sedi porterebbero certamente a una maggiore tranquillità e a una motivazione professionale che sfocerebbero anche in una maggiore efficienza delle visite e in una conseguente riduzione di costi per l'INPS.
che non sono previste dal DM vigente, ma che, migliorando la gestione della certificazione e dei controlli, sono comunque finalizzate a perseguire gli scopi che l'Istituto deve raggiungere e a ottimizzare i risultati del nostro lavoro.
di comodo, deve essere raggiunto in tempi brevi è un accordo che, riconoscendo l'utilità e la serietà del nostro lavoro, sia articolato anche nel rispetto della nostra attività professionale e della nostra dignità.
del rapporto, non dovranno solo presentare proposte, spesso inascoltate, per poi prendere atto di decisioni
non discutibili. e interessato, con cui confrontarsi e con cui interagire nel raggiungimento degli obiettivi, che sono da un lato la riduzione e il controllo dell'assenteismo, dall'altro la definizione di un rapporto che offra ai medici la certezza di un lavoro dignitoso, tutelato e continuativo, con un ragionevole compromesso che rispetti le reciproche esigenze.
|