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Forum Sinmevico.   

  

 

 

130622

mi chiamo Giuseppe Di Gristina, ho 58 anni, da 26 faccio il medico fiscale a Palermo.

Come credo quasi tutta la categoria, sto vivendo i momenti più brutti della mia vita.

Non riesco più ad avere momenti sereni, la notte mi ritrovo accanto al lettino del mio unico figlio di 16 anni

e mi chiedo se avrò più la possibilità di dargli le opportunità che  meriterebbe.

Noi, ci si accusa, che abbiamo rubato il loro futuro!, Noi che abbiamo sperperato ogni risorsa del ns belpaese !

Noi che abbiamo lasciato scorrere la feccia della politica nelle loro ruberie.

Eppoi ci recitano che siamo tutti uguali di fronte alla legge. Ma di che legge parliamo! Non ci hanno trattato forse come schiavi ( altro che subordinati ) massacrandoci con le più nefande umiliazioni durante il ns lavoro (si faccia avanti chi può dire di non essere mai stato toccato dalle angherie dei colleghi strutturati interni e persino dagli amministrativi !).

Nel corso di questi anni siamo stati per loro gli extracomunitari da bistrattare!

La politica di noi non sa che farsene, vedi l'assoluta incapacità d'azione in tal senso. (Vi ricordo che noi esistiamo non già per gentile concessione dell'INPS, bensì in forza di leggi dello Stato che, a quanto pare, il primo che si alza al mattino, (Dr Nori) può pestarsi sotto i piedi, col silenzio colpevole dei politici!)

UN SUSSULTO DI DIGNITA' PER DIO!

 

A LORO ( VERTICI INPS ) CHE FACCIANO BENE O MALE IL LORO LAVORO NESSUNO DICE NULLA! (Leggasi pesanti giudizi della Corte dei conti su INPS),

a noi dall'oggi al domani in mezzo ad una strada, con tutte le nostre famiglie.

 

E' POSSIBILE SOPPORTARE TUTTO CIO' PASSIVAMENTE ?  NOOOOOOOOO!!!!

Abbiamo il dovere di combattere (UNITI !!!) con tutte le ns forze per i nostri figli per il loro futuro per il loro diritto a vivere !!!!

Pensate, ancora oggi la politica ( buona e marcia ) costa 1,5 miliardi di euro all'anno  ( altro che tagli ! )

Le nomine politicizzate altre centinaia di milioni!!! POSSIBILE CHE CHE QUESTO MARASMA DI MAGNA MAGNA NON SI TROVINO ALCUNE DECINE DI MILIONI

( NON 50 PERCHE' E' FALSO !) PER RIDARE SPERANZE A 1400 FAMIGLIE DI UNO STATO CHE PROCLAMA NELLA SUA COSTITUZIONE DI ESSERE FONDATO

SUL LAVORO!

POTRA' SEMBRARE UNO SFOGO IL MIO, MA DI CERTO OGNI GIORNO CHE PASSA QUESTO PAESE ANNULA , PER SVILIMENTO,

LE VOLONTA' DI CHI VUOLE OPPORSI!

 

 

130622

Carissimi colleghi,

l'INPS PER L'ENNESIMA VOLTA CI HA PRESI IN GIRO.

mentre noi ci stiamo ancora cincischiando sulle prese di posizione da assumere,

su ciò che sia più o meno conveniente fare, su quale decisione sia meno gravosa per noi da prendere,

dando spazio a chi evoca eventuali ritorsioni su chi fa sentire la propria voce,

alimentando un' aria da scolaresca liceale alla mercè del prof. aguzzino e rancoroso di turno,

l'INPS parte con il tanto decantato  DATAMINING il 20 giugno c. a.

 

E questo non sarebbe nulla, perchè già preannunciato.

 

Molti colleghi, disposti all'elemosina del GENEROSO CROUPIER, rispondono con un certo plauso ...... forse non sapendo che si tratta

di 8,9 VMC AL MESE PRO CAPITE A LIVELLO NAZIONALE SINO A DICEMBRE 2013.

 

Poi non si sa.


Il budget del 2014 sarà da esaminare, oppure si "SPERA" nel polo unico per il controllo sui lavoratori in malattia,

oppure si "SPERA" sulla RIMODULAZIONE DEL DECRETO.

 

Tutti argomenti da verificare sui quali non si sa nulla di certo, (l' lNPS ci ha solo detto ne riparleremo tra breve ),

e decantati solo da chi attualmente non apprezza prese di posizione che potrebbero urtare la SENSIBILITA' DELL'INPS che poi ......

forse ce la potrebbe far pagare cara..... (?????? che vuol dire??????).

 

Questo comunque non sarebbe nulla, tanto ormai " la nostra adattabilità " agli eventi più vari è notoria.

 

Tornando ai fatti: IL 20 GIUGNO SCORSO,

nel giro di pochi minuti, circa 30 o forse meno, da quando ci avevano contattati per affidarci le "agognate, sospese " vmc d'ufficio,

ci viene comunicato che dobbiamo immediatamente sospenderle perchè non ci sono le disponibilità economiche per sostenerle !!!!!!!!!!!!???????????

 

Tralascio i commenti più immediati e che certo farebbero scadere lo stile della mia comunicazione, ma mi domando:
che cosa stiamo aspettando?
che altro abbiamo da temere?
che altro ci dobbiamo far dire?
che altro ci impedisce di intraprendere un'azione che ci potrebbe restituire quella dignità che ci hanno tolto

e che ci siamo fatti togliere pur lavorando sodo e con serietà per 27 anni?


Non credo di convincere chi ha pareri discordanti con i miei, ma forse un'altra riflessione su questo irriguardoso e squalificante trattamento

nei nostri confronti va fatta, tralasciando le penose ritorsioni economiche di tutta la vicenda,

non vi sembra che sia il momento di dimostrare che esistiamo e che abbiamo diritti pari ai doveri che abbiamo sempre ottemperato?


Un ricorso al TAR, DI TUTTI NOI, pensate proprio che non dia un messaggio di serietà e di dignità umana e professionale?


Non voglio poi immaginare la risonanza e il significato che assumerebbe in caso di esito positivo,

proprio nei confronti di un ente che dovrebbe occuparsi di tutelare i diritti di tutti i lavoratori ("ASSISTENZA E PREVIDENZA")


Spero di sentirvi presto, per confrontarci e per poter decidere di dimostrare che siamo una categoria alla pari di tutti gli altri professionisti.
dott Maria Grazia Transi
VMC Roma Montesacro

 

ps

se volete informazioni sul ricorso collegatevi sul sito del SINMEVICO
oppure sentite i colleghi che già si sono mossi in tal senso. in ogni caso diffondete le novità recenti a tutti i colleghi con cui siete in contatto.
Certo è che un ricorso nazionale di centinaia di colleghi avrebbe un significato di proporzioni inaspettate a tutti i livelli

 

 

130606

vorrei ringraziare quanti stanno impegnandosi nella incredibile vicenda che vede coinvolti noi medici di controllo Inps:

immagino quanto tempo, fatica, pazienza e tenacia ci vogliano nel cercare di discutere con un interlocutore che non da ascolto.

Abbiamo sentito le dichiarazioni di quel signore che si crogiolava nella sua bravura nel fare discorsi "confusi ad arte",

sfoggiando la peggior inconcludente eloquenza tutta italiana, 

propria di quella dirigenza che la peggior politica di questi anni ha "piazzato"evidentemente per meriti tutt'altro che professionali :-

(ma la "spendig review" non è stata approvata dal governo Monti verso il 23 Dicembre 2012 ? 

e se ne sono accorti dopo 4 mesi, tra la Festa della Liberazione, una domenica e la Festa del Lavoro che erano stati tagliati un bel pò di milioni di euro?)

- si è beatamente beffato dei colleghi intervenuti, ha detto in parte per disinformare, in parte per mera banalità alcune cose che apparivano ovvie a tutti,

mescolandole a fumosi progetti di paventate ristrutturazioni;

forse l'unica cosa degna è stata la parziale ammissione del fatto che "i numeri" poco hanno a che veder con questa storia, 

che in realtà noi medici di controllo siamo "fiches", ostaggi sul piatto di una partita politica che ha ben altri scopi che se non il risparmio.

Naturalmente, avranno pensato, "due piccioni con una fava: già che ci siamo vediamo di toglierci una spina dal fianco che prima o poi comincerà a dolere",

cioè la nostra situazione "contrattuale" ... .

Leggo della manifestazione per giugno, e mi faccio una domanda: quanti potranno permettersi la spesa di una trasferta?

Personalmente con una decina di VMC in tutto Maggio, un mutuo ed una famiglia a carico risparmio anche sull'aria che respiro

(già ora salto i pasti, e non è un modo di dire), ed i circa duecento euro necessari per partecipare,

ora come ora dovrei rubarli da qualche parte.

Se la mia perplessità fosse diffusa, ci si troverebbe a manifestare con pochi partecipanti, dando il destro a considerazioni tutt'altro che costruttive.

Vorrei quindi rilanciare un'idea che ho già esposto: diffondete un numero di fax della Direzione Centrale dell'INPS, a cui inviare tutti noi 

(e magari anche coloro che solidarizzano) un fax ogni 5-6 giorni, recante la dicitura, per esempio:

 "Aderisco alle iniziative ed alle richieste dei Sindacati dei Medici di Controllo INPS per la ripresa dell'attività delle Visite Mediche di Controllo Domiciliari

designate d'ufficio, ed ad un dignitoso inquadramento contrattuale"

Firma e Data. 

Così anche chi non potesse partecipare di persona alle manifestazioni potrà  far sentire la propria voce, e vincere quel terribile senso di inutilità 

che personalmente sto provando; 

inoltre probabilmente i numeri su cui far leva sarebbero decisamente più significativi.

Grazie ancora.

Gugliemo Sergi

VMC Belluno

 

 

080812

RICHIESTA INDICAZIONE DEL SOLO NUMERO IDENTIFICATIVO 

DEL MEDICO DI CONTROLLO SUI REFERTI MEDICO LEGALI.
Gentili Colleghi,
succede frequentemente che alcuni lavoratori assenti a visita medica

di controllo domiciliare,  trovato il nominativo del Medico sull'elenco telefonico

lo contattino direttamente tempestandolo di richieste e spiacevoli rimostranze. 

In qualità di Rappresentante dei Medici di controllo della Provincia di Pesaro-Urbino,

ho inoltrato formale richiesta alla Direzione INPS affinché non sia più indicato per esteso

cognome e nome del Medico di Controllo cui è stata assegnata la visita

ma solamente il numero individuale identificativo del Professionista.
Tale numero di matricola  identifica già oggi inequivocabilmente il Medico Fiscale: 

quando l'assicurato è in casa il Medico incaricato, nel bussare alla porta,

si identifica sempre con nome e qualifica perfezionando l'identificazione
con l'esposizione del tesserino dell'Ordine dei Medici; 

qualora invece l'Assicurato non sia in casa, il Medico lascia copia del verbale

firmato con invito a successiva visita ambulatoriale ed in quella sede il lavoratore

potrà produrre giustificazioni ed esprimere eventuali osservazioni. 

Non ritengo possa esservi alcuna valida motivazione di tipo amministrativo e/o legale
per continuare a permettere a qualche animoso lavoratore assente a V.M.C.
di assalire il Medico che ha espletato il suo mandato.
Non avendo ancora ricevuto risposta in merito dalla Direzione INPS di Pesaro
chiedo a  Sin.Me.Vi.Co. di far propria la richiesta di soluzione di questo disagio,  

facilmente eliminabile con una piccola modifica del programma di gestione centrale delle V.M.C.

da parte dell'INPS.
Luciano Di Luca  (Pesaro)
 

 

060829

AI COLLEGHI MEDICI FISCALI INPS 

OGGETTO: ricavi dei Medici Fiscali INPS inferiori ai minimi previsti 

dagli Studi di Settore del Ministero delle Finanze.

Lesione della dignità professionale del Medico.

Cari Colleghi,

l'attuale D.M. prevede che i Medici Fiscali INPS eseguano, in media, 21 visite settimanali,

corrispondenti a 1.095 visite annuali.

Tali visite sono retribuite nei giorni feriali con € 19,37 in caso di assenza 

e con € 25,82 in caso di presenza del lavoratore e, quindi, di visita medica 

(a causa della loro esiguità ai fini del ricavo annuale non sono considerate 

né le retribuzioni delle visite eseguite nei giorni festivi né i rimborsi delle spese di trasporto

(inferiori alle spese reali) né le tariffe per le piccole isole).

Sulla scorta di quanto sopra i ricavi annuali dei Medici Fiscali dovrebbero oscillare 

fra  €  21.210 (tutti assenti = 19,37 x 1.095) e  €  28.273 (tutti presenti = 25,82 x 1.095) 

con una media di ricavo annuale di  €  24.742.

Gli Studi di Settore del Ministero delle Finanze prevedono per i Medici Fiscali un ricavo 

minimo di  €  39.833 ed un ricavo puntuale di  €  41.003.

Poiché esiste una differenza abissale fra i ricavi previsti dal Ministero delle Finanze 

e quelli realmente percepiti dai Medici Fiscali, ritengo che ciò comporti automaticamente 

una lesione della dignità professionale del Medico che si vede costretto a giustificare al Fisco 

i suoi scarsi ricavi non perché non ha potuto lavorare per un certo periodo, 

ma bensì perché non viene retribuito adeguatamente dall'INPS.

Ritengo, pertanto, che sarebbe opportuno sensibilizzare la FNOMCeO su tale aspetto 

al fine di portare i ricavi dei Medici Fiscali al livello dei minimi previsti dagli Studi di Settore.

Modena, 29.08.2006

Dott. Matteo Murano

 

 

060308

Gentili colleghi, nell'attesa che l'INPS si accorga di noi, e dubito fortemente che lo farà 

a breve termine, perchè non cercare di ottenere da subito un adeguamento delle tariffe 

per le visite da noi effettuate he sono ferme da circa cinque anni. 

Il costo della vita nel frattempo è aumentato del 50% anche per noi. 

Riuscire ad avere un aggiornamento su base ISTAT immediato sarebbe il minimo 

ma almeno un qualcosa.

Giovanni Perrino.

 

 

060303

Sono assolutamente in pieno accordo con quanto scrive il collega Matteo Murano. 

Aggiungerei che la proposta di compenso orario svantaggerebbe chi, per amore o per forza,

deve sobbarcarsi un altro lavoro ( e non sono pochi i colleghi che per mantenere una famiglia

in certi periodi devono farne anche tre di lavori, ad esempio: sostituto in guardia medica, 

magari a 100 Km di distanza, VMC INPS e sostituzioni in altre ULSS, libera professione 

o altre forme di lavoro precario semiocculto).

A mio parere si deve raggiungere per prima cosa la garanzia delle 21 visite settimanali, 

già previsto, CON trattamento previdenziale, assicurativo, malattia e ferie. 

Poi l’adeguamento del compenso chilometrico e quello remunerativo.

Rimango comunque dell’idea che sarebbe bene organizzare una manifestazione unitaria,

renderci visibili, perché i nostri problemi, attualmente, li conosciamo solo noi; 

l’INPS e gli Ordini dei Medici conoscono solo le realtà che più li riguarda.

Guglielmo Sergi.

 

 

060227

STRUTTURA DEL COMPENSO. PROPOSTA UNITARIA UNMEDICO - NIDIL CGIL

CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA?

ALLA FINE LA MONTAGNA PARTORI' IL TOPOLINO?

Ho letto la proposta unitaria di UNMEDICO - NIDIL CGIL sulla struttura del compenso 

ed è inutile negare che tale proposta favorisce chi esegue meno di 21 visite settimanali 

(perchè così, in pratica, tali visite gli vengono pagate ugualmente) ma sfavorisce chi, invece, 

le 21 visite settimanali le esegue già (perchè così, invece di essere impegnato per 2 ore 

al giorno (il tempo per eseguire 3 visite) deve essere impegnato per 4 ore al giorno 

per lo stesso compenso o quasi). 

Il problema basilare non è se la retribuzione debba essere "a prestazione" o "ad orario" 

ma bensì come fare per costringere l'INPS ad attenersi alle norme, infatti se ogni medico

effettuasse 21 visite settimanali il problema non si porrebbe nemmeno.

Il fatto che non pochi medici effettuino un numero di visite inferiore dipende, da un lato,

dall'arroganza dell'INPS e, dall'altro, dalla inettitudine di molti Ordini dei Medici 

in quanto se entrambi gli Enti avessero fatto il proprio dovere le 21 visite sarebbero garantite 

a tutti.

La scusa solitamente addotta dall'INPS che non ci sono sufficienti certificati di malattia

non è accettabile nel momento in cui i medici fiscali non possono controllare direttamente 

se quanto affermato corrisponde al vero (e, solitamente, non è vero perchè il numero 

dei medici è stato stabilito proprio sul principio che ogni medico dovesse effettuare 21 visite

settimanali su un totale di visite corrispondente al 15%-20% dei certificati di malattia 

pervenuti (cioè di tutti i certificati di malattia, nessuno escluso)).

La verità è che non pochi dipendenti dell'INPS considerano la visite fiscali come "un fastidio"

da eseguire solo se non hanno niente di meglio da fare e, pertanto, assegnano 

un numero di visite inferiore al dovuto ed è questa la situazione da cambiare.

Tornando alla proposta di compenso di cui sopra ritengo che tale proposta 

possa essere condivisa da tutti i medici a condizione che l'INPS accetti  anche 

tutti gli Istituti previsti dall'accordo della Medicina dei Servizi (che ha anche una 

retribuzione oraria superiore) 

e cioé: permesso annuale retribuito, congedo matrimoniale retribuito, malattia retribuita,

gravidanza retribuita, assenze non retribuite, premio di collaborazione, premio di operosità,

assicurazione contro gli infortuni derivanti dall'incarico.

In assenza di tali Istituti il compenso proposto è inaccettabile per i medici che già effettuano,

come di norma, 21 visite settimanali in quanto il miglioramento economico sarebbe dovuto

in massima parte alle spese di trasporto, al premio annuo di operosità ed ai 20 euro per visite

eseguite ad una certa distanza, che sono tutti punti che possono essere inseriti in un contratto

che preveda la retribuzione a prestazione.

Ritengo, pertanto, che, in tal caso, sarebbe meglio che ogni medico fiscale 

fosse posto nella condizione di poter scegliere quale tipo di compenso preferisce 

( "a prestazione" o "ad orario") a seconda della realtà in cui opera.

Matteo Murano

 

 

060219

Caro collega, ti comunico che la nostra categoria si può avvalere della forza di una 

associazione dei medici fiscali per far valere le nostre rivendicazioni ed il diritto ad essere 

trattati civilmente e come normali professionisti.

... ... ... 

Ti saluto

Dr Roberto Topazio 

 

 

060202

Ho saputo che l'ordine dei medici di Cosenza ha trasmesso un comunicato 

sui medici fiscali inps, di sensibilizzazione sulla nostra precaria situazione lavorativa, 

a tutti gli ordini dei medici d'Italia.

L'ordine di Pordenone farà altrettanto dopo averne discusso nella seduta del consiglio 

di febbraio e quello di Mestre-Venezia in marzo.

Spero che la cosa sia "a cascata"...e che possa sbloccare la situazione all'Inps.

ciao Fiorella V.

 

 

060127

Finalmente un po’ di movimento!

Credo che la strada del decreto sia effettivamente la migliore, 

in attesa di tempi migliori ( la speranza… ). Vediamo di riprenderla.

Magari il farci vedere tutti a Roma potrebbe aiutare, 

anche a convincere i cosiddetti attendisti degli eventi. Sviluppiamo l’idea

L’interessamento degli Ordini lo trovo un tantino pericoloso: 

non sono poi quelle confraternite di misericordia che vogliono apparire; 

a buon intenditor…

Per quanto concerne la Proposta di Legge mi sembra che sia impantanata 

nella palude delle commisioni, in attesa di morte certa: forse è meglio.

Grazie ancora per la disponibilità al collega Di Luzio ( scusa l’errore 

nel precedente messaggio ).

G. Sergi.

 

 

060126

Caro Brancati, e, con l'occasione, cari colleghi,

intanto debbo dire che mi fa piacere vedere che il forum si vivacizzi un poco,

anche se per un altro verso preferirei non lo facesse piu' di tanto,

dovendo poi lavorarci come webmaster nei ritagli residui di tempo serale.

Comunque, vengo a rispondere al collega Brancati.

Intanto c'e' da dire che io ho scritto sul forum e non nella sezione delle informazioni

del nostro sindacato.

Dunque ho parlato nel ruolo di qualsiasi medico di controllo che volesse esprimere 

la sua opinione personale. 

So per contro, come e' ovvio, che il nostro sindacato si muove secondo le linee guida

espresse dalla maggioranza dei colleghi 

e seguendo, ovviamente, tutte le opportunita' che si presentassero, decreti o 

convenzioni che fossero.

Oltre questo ci sono evidentemente interessi ed opinioni differenti tra i colleghi,

riguardo una teorica convenzione o un potenziamento del decreto.

La mia nota voleva solo aprire una discussione sulle possibilita' e mi pare che, seppure 

criticando alcuni aspetti di una possibile convenzione, ne evidenziavo altri come positivi.

In particolare una convenzione ci svincolerebbe dalla tariffa professionale, che dovrebbe

e potrebbe essere maggiormente rispettata, farebbe perdere molta flessibilita', 

e aumenterebbe l'orario lavorativo di fatto, a parita' di compensi.

Per contro una convenzione darebbe maggiore garanzia di stabilita', punto per altro 

curabile anche attraverso il decreto e potrebbe comportare minore variabilita' sul carico 

di lavoro in molte aree.

E' anche evidente che il decreto, come mezzo di regolamentazione, non e' il piu' idoneo,

specie se applicato per lunghi periodi di tempo.

E' anche probabile che la strada della convenzione possa aprire poi (anche se non so quando)

a nuovi utilizzi delle risorse.

Da ultimo c'e' da dire che al momento nulla sembra succedere e non sarebbe male

procedere alla definizione del nuovo decreto, in attesa della possibile convenzione.

I vantaggi che si potrebbero ottenere da questo, sia pure limitati, rispetto al passato,

date le non belle situazioni congiunturali, sarebbero utili nella strategia per il

miglioramento delle nostre condizioni.

Circa l'atteggiamento dell'INPS, non si puo' certo pensare che stiano aspettando 

le nostre richieste. E' evidente una difficolta' nella trattativa. In qualsiasi trattativa.

Questo non significa che non stessimo avendo dei risultati, sia pur, certamente, 

non della entita' della precedente contrattazione. 

Ad ogni modo, non mi sembra, francamente cosi' grave il mio intervento,

che era anche una risposta nel forum e soprattutto voleva essere uno stimolo

alla elaborazione di una questione importante che manifesta opinioni varie,

al fine di fare emergere possibili elementi utili.

Ciao, e comunque grazie dell'intervento, C. Di Luzio.

 

 

060124

Caro collega Di Luzio, ti scrive un iscritto al Sinmevico dal 1996 e che da allora 

ha seguito tutti gli eventi e le lotte condotte dal nostro segretario Ignazio,

e che è rimasto a dir poco costernato dal tuo messaggio del 3 gennaio c.m.

Perchè? Perchè lo stesso ha un contenuto ed un tono esattamente opposto all'informativa 

del segretario dell'ottobre 2005. 

Quest'ultima dava ampio risalto alle trattative per una simil-convenzione, 

con tutti i vantaggi previdenziali, infortunistici, e di tutela per le malattie 

che si possono verificare nello svolgimento del nostro lavoro, 

oltre che di una stabilità dello stesso. 

Tu fai riferimento all'intervento di altre organizzazioni, che avrebbero bloccato 

la nascita di un nuovo decreto, che a tuo dire, conteneva aspetti interessanti di miglioramento

della gestione del nostro lavoro, mentre il segretario al contrario rimarcava l'assoluto

osteggiamento di qualsiasi miglioramento delle problematiche prospettate da parte dell'Inps. 

E mentre lo stesso segretario fa riferimento ad un incontro informale nel quale veniva ribadita

l'intenzione di riconoscere le esigenze dei medici di controllo, tu parli di "convenzione fregatura", 

addirittura prospettando un sondaggio sull'eventuale prosecuzione della discussione

sul decreto. Temo che così facendo, senza un necessario chiarimento, perderete molti iscritti,

me compreso. In attesa di una tua spiegazione, ti saluto.

Tommaso Brancati 

 

 

060124

Mi appello al diritto di replica.

Ringrazio il collega di Luzio (Di Luzio, ndr) per la risposta al mio “sfogo”, 

dettato dalla delusione e dall’amarezza nel vederci ancora una volta bellamente 

presi per il naso da tutti gli interlocutori istituzionali.  

Lo ringrazio anche per aver posto l’accento sulla voluta ingenuità del paragone da me portato 

tra la nostra situazione e quella dei Medici FIMMG.

Siamo esattamente in situazioni opposte: il gigante FIMMG (lobby  come è stato definita

testualmente da Falconi in un video di auguri del Natale scorso), che sappiamo fare

vergognosamente il bello e cattivo tempo con metodi e mezzi innominabili (per pudore), 

e la nostra ectoplasmatica esistenza, che al pari di un’anima dannata porta pazienza 

aspettando che un evento miracoloso la faccia andare in paradiso o precipitare all’inferno, 

o molto più probabilmente in un altro limbo (che esiste, checchè ne dicano i catechisti 

moderni, visto che noi ci siamo da sempre).

L’enormità del paragone serve  solo a far vedere quanta la nostra miseria, 

non tanta la loro boria.

Detto questo vorrei puntualizzare che NON intendevo assolutamente accusare di immobilismo

quanti hanno operato in tutti questi mesi (anni, credo) per migliorare il contratto, 

anzi li ringrazio apertamente, con convinzione, rendendomi conto che ci sono persone che

impegnano tempo e denaro per una causa comune.

GRAZIE dunque per tutti i tentativi fatti. Non gettate la spugna, ricominciate a trattare. 

Io, e spero anche altri (ma dove sono? Qui sembra di essere solo in due!) appoggio su tutta 

la linea la attuale politica del Sinmevico.

Però, mi ripeto, facciamoci sentire per bacco!

A cominciare da qui: COLLEGHI, SE CI SIETE, BATTETE UN COLPO!  (su questo forum)

Per il resto, continua a suonarmi come un de profundis.

Grazie, e buon lavoro!

G. Sergi  

 

 

060116

Ho fatto una ricerca su internet per vedere chi si era occupato di noi in passato,

e mi è venuto fuori anche questo comunicato.

Ho saputo dalla collega Valeria De Stefani di Mestre della lettera che il gruppo medici fiscali 

di Cosenza hanno inviato a tutti gli ordini dei medici d'italia.

Noi di Pn abbiamo contattato il nostro, affinchè ne discutano in una delle prossime sedute. L'ordine deve tutelare tutti i suoi iscritti quindi anche noi medici fiscali ... senza tutele.

Spero che anche gli altri gruppi di medici fiscali delle altre province d'Italia facciano altrettanto.

Ciao Fiorella

 

13. I medici fiscali INPS
Circa 7.000 medici, alcuni non più giovani, sono iscritti alle liste speciali dell'INPS, 

in virtù di un decreto interministeriale del 1996, e vengono chiamati a svolgere le visite fiscali 

per i lavoratori dipendenti, con un regime di sostanziale incompatibilità con altre prestazioni professionali.
Occorre configurare al più presto per questi Colleghi un vero rapporto di lavoro, 

con un vero contratto negoziato tra le Parti e le relative tutele previdenziali e assistenziali.
Documento approvato all'unanimità in Roma il 30/4/1998

da: ANPO; CISL-Medici; COSIME; CIMO-ASMD; CUMI; FNAM; Nuova ASCOTI; SIMET; SIVEMP; 

SNAMI Ospedalieri; UIL-Medici; UMSPED-AAROI; UMSPED-AIPAC; UMUS.

 

 

060111

Colleghi, ci si rende conto che sono ormai più di 17anni che ci troviamo in una condizione 

di vergognoso precariato senza riuscire  ad opporsi a tale situazione?

e sarà sempre così se non saremo uniti in modo da rappresentare un'unica forza.

Ritengo si debba, in maniera univoca, interessare tutti gli ordini dei medici delle varie regioni,

e quindi coinvolgere il presidente nazionale che "forse" sconosce anche la nostra

esistenza.

Dovremmo andare TUTTI a Roma presso i vari Ministeri,

come alcuni di noi compreso il sottoscritto fecero 12 anni fà,

dovremmo in parole povere cominciare a fare Rumore. 

Si potrebbe prendere anche in considerazione la possibilità di farci assistere TUTTI da 

un Buon legale amministrativo, perchè ne sono certo ci sono tutte le basi per un riconoscimento

giuridico al nostro operato che è fra i più anomali.

Hanno sistemato quasi tutti (118-GM-Medicina dei servizi) e noi ? Noi cari colleghi 

Non esistiamo. Un plauso voglio fare al caro Casciana in quanto in effetti è stato l'unico 

a lottare per la nostra causa istituendo il sindacato che ci è stato di grande aiuto 

nei momenti più difficili, ma adesso ritengo sia giunto il momento di fare di più. 

D'amico G., Messina

 

 

060103

E' sempre apprezzabile l'interessamento e l'attivazione, come nel caso del 

collega Sergi.

Pero' mi sento di aggiungere alcune considerazioni.

Per prima cosa, il paragone con la FMMG e' a dir poco ingenuo.

La FMMG, e' una associazione che dimostra un potere ed una organizzazione

che non saprei come definire, per pudore.

Per chi ne e' a conoscenza, ad esempio, basti ricordare la strategia dei "piccoli passi", 

del tipo "faina tonta", un po' come fanno i politici, 

attuata dalla FMMG, per ottenere l'inserimento dei loro protetti (leggi figli e parenti dei 

medici titolari).

All'inizio si fecero dare la possibilita' di "associare" un medico nello studio convenzionato,

poi si fecero concedere un numero di convenzionati limitato (500, mi pare) per 

questi "associati", che alla fine diventano dei massimalisti.

Fregando sfacciatamente tutte le graduatorie esistenti.

E cosi', ancora come in politica, la convenzione diventa "ereditaria",

perfettamente in linea con i privilegi dell'oscurantismo medioevale.

Poi la cosa continuo' con la gestione in prima persona da parte della FMMG 

dei corsi per accedere alla convenzione.

Ed e' evidente che il punteggio di detto corso, da loro gestito, sia superiore

a qualsiasi altro punteggio.

E cosi' via.

Oltre questo c'e' da dire naturalmente che il medico di medicina generale 

convenzionato col SSN ha indubbiamente una posizione cardine nel sistema sanitario 

nazionale, che non si puo' non considerare.

Dunque ritengo ingenuo paragonarci a cotanta organizzazione di potere.

Il secondo punto che vorrei sottolineare e' che eravamo in fase finale col rinnovo

del Decreto.

Ma a seguito della iniziativa di altri gruppi, sia pure con l'apprezzabile intento

di accedere a qualcosa di buono (sulla quale cosa io resto personalmente molto dubbioso),

si e' di fatto bloccato l'iter del rinnovo, che comprendeva aspetti interessanti, 

anche se non eclatanti, al livello di compensi, di riordine nelle turnazioni, di differenziazione 

tra l'urbano e l'extra urbano, di stabilita' del rapporto, di garanzie in caso di cambiamenti 

dovuti a questa, a mio avviso senza alcun senso e controproducente, "devolution" 

(termine incomprensibilmente espresso in inglese). 

Anche i funzionari con cui si erano avuti i contatti a questo fine, non saranno piu'

gli stessi gia' nell'immediato futuro.

A questo avviso tra le altre cose, sarei dell'idea di avviare un sondaggio

circa il proseguimento dell'iter di rinnovo del Decreto, che comprende il non secondario 

punto del rispetto della tariffa minima professionale, a differenza di qualsiasi convenzione,

fatto ottenuto da noi e molto importante,

in attesa della definizione di questa possibile "convenzione fregatura"

(stessi compensi, maggiore fissita' degli stessi, maggiore orario lavorativo, 

minore flessibilita' lavorativa. col solo vantaggio di una maggiore stabilita', che, 

come gia' detto, sarebbe raggiungibile sufficientemente anche attraverso il Decreto).

Cari saluti, C. Di Luzio.

 

 

051130

Cari Colleghi,

Credo di poter affermare che l’ultimo comunicato del Dr. Casciana suona molto come 

un de profundis sulle nostre speranze di vedere qualche miglioramento significativo 

a breve termine circa la nostra situazione contrattuale: vengono molto chiaramente evidenziate

le chiusure dell’Istituto nei nostri confronti, viene rimarcato il silenzio delle Istituzioni, 

che come al solito NON rispondono (peggio di una risposta negativa), si ottengono mezze parole

in “ un incontro NON DEL TUTTO INFORMALE!!!”  per una ipotetica e improbabile “creatura” 

che NON è un contratto libero professionale, NON è una situazione di dipendenza, 

NON è una convenzione ( una “simil-convenzione”), che nel sogno appare molto bella, 

con assicurazione infortuni, Enpam, gravidanza (anche per i maschietti? – paternita' responsabile?), 

malattia e ferie, ma che alla fine si sa cosa NON è, e che attualmente non esiste. 

Non parliamo poi dei quando.

Per carità, onore agli sforzi sino ad ora effettuati, con sentiti e calorosi ringraziamenti, 

ma più che a fiumi di parole ribollenti di condizionali e predicati al futuro remoto 

mi sarebbe piaciuto leggere un rigagnolo con verbi al presente e qualche sassolino di realtà,

palpabile, di cui andarne fiero con gli “attendisti degli eventi”. 

La realtà purtroppo è che i fiumi di parole scorrono in alvei asciutti, le tempeste di condizionali

si scatenano nei deserti.

E’ vero che l’iter prevede anche questi passaggi, ma prendiamo esempio dai colleghi MMG:

propongono quello che vogliono, lo condiscono con uno o due scioperi più nel nome che nei 

fatti ed in quattro e quattr’otto ottengono la nuova convenzione! Possibile che noi dobbiamo solo

supplicare ed attendere “ con pazienza e fiducia”.

Mettiamo in atto una qualche forma di protesta, rendiamoci visibili. Discutiamone. 

Magari sul forum, o in un newsgroup, ma smettiamola di attendere la manna dal cielo.

Scusate lo sfogo.

Buon lavoro a tutti, Guglielmo Sergi

 

 

051015

Spettabile Sin.Me.Vi.Co., in vista della possibile simil-convenzione 

ritengo che sarebbe una utile base di partenza la convenzione dei medici della medicina 

dei servizi delle AA.UU.SS.LL. pubblicata sulla G.U., parte prima, del 02.10.2000, n. 165/L, 

recante il D.P.R.n. 270 del 28.07.2000,

(accordo per la medicina generale in cui sono inseriti i medici della medicina dei servizi 

da pag.130 a pag. 138). Sono a conoscenza del fatto che è stata stipulata una nuova 

convenzione ma non la conosco.

La convenzione di cui sopra dovrà, comunque, garantire una retribuzione lorda annua 

non inferiore ai 40.000 euro se dovesse prevedere un orario di lavoro di 6 ore al giorno 

(allo stato attuale si dovrebbero guadagnare 28.000 euro all'anno lavorando, di fatto, 

2 ore al giorno, 25,82 euro a visita x 1095 visite all'anno).

Le eventuali incompatibilità dovranno essere indicate in modo chiaro ed enequivocabile 

per evitare le "interpretazioni" dell'INPS  e dovrà essere concesso un periodo di almeno 

60 giorni di tempo da quando il medico di controllo ne verrà a conoscenza per poter 

interrompere gli eventuali rapporti divenuti incompatibili (non come nel D.M. del 1996 in 

cui l'INPS ha deciso di applicare le incompatibilità dal primo giorno di pubblicazione 

del D.M. sulla G.U.!).

 

Sperando di aver apportato un qualche contributo Vi porgo cordiali saluti.

Modena, 15.11.2005

Matteo Murano

 

 

051111

Gentili Colleghi, segnalo che in data 26/09/05 è stata presentata dal Deputato
Cusumano la proposta di legge n° 6098 riguardante le disposizioni 

per il riconoscimento ai Medici fiscali dell'Inps del trattamento normativo ed economico
previsto per i medici del S.S.N. convenzionati con le Aziende Sanitarie Locali.
La proposta è consultabile sul sito 
www.camera.it  nella scheda dedicata 

al deputato Cusumano.
Grazie per l'attenzione
Dr.ssa Roberta Momi da Reggio Emilia

 


050614

Egregi Colleghi

Vorrei mettere in evidenza con la presente il trattamento da noi subìto presso l'Inps Rm Tiburtino.

Improvvisamente e senza nessun preavviso siamo venuti a conoscenza che alcuni accessi 

non ci venivano retribuiti. Ad una nostra richiesta ci è stato risposto che gli accessi non pagati erano "dubbi",cioè erano assicurati già trovati in precedenza da altri colleghi.

A volte, sappiamo benissimo, si è fortunati a trovare un assicurato, basta chiedere in giro, 

ma il collega sfortunato che non incontra nessuno, che non trova la targhetta sul citofono 

perchè caduta, o non trova il numero civico perchè non incontra il postino .. non verrà retribuito.

Trovo punitivo questo abuso da noi subìto

Liozzi Paolo 2101

 

 

050419

Sono sostanzialmente d’accordo con il collega Murano, 

ma temo che in pratica sia impossibile poter prevedere un recupero delle VMC perse 

nei dodici mesi successivi (intende forse anno solare?) anche perché non è prevedibile 

il numero di certificati futuri, e se le stesse VMC venissero assegnate ad altri medici, 

questi automaticamente “sforerebbero” il massimale di 21 VMC settimanali attualmente previsto;

andrebbe quindi inserita una clausola che permetta un “conguaglio” di questo tipo.

Penso che sarebbe utile, e più realistico, proporre il recupero degli accessi effettuati 

(che, almeno dove opero io vengono contati come visite ai fini delle fatidiche 21, 

ammesso che qualche fortunato le raggiunga ) con un ulteriori visite.

 

Al Collega di Messina vorrei suggerire di meditare bene sull’aspetto che espongo:

invece di elemosinare un permesso per emigrare in altre zone, 

magari distanti dalla propria abitazione, con tutti gli svantaggi del caso, 

credo che sarebbe più  opportuno sensibilizzare chi di dovere 

affinché ai titolari di incarico in una determinata sede venga garantito un numero di visite

MINIMO settimanale di consistenza dignitosa. 

Cosa peraltro già discussa negli ultimi convegni e mi sembra largamente accettata.

G.Sergi

 

 

050129

Ho letto la Vostra proposta di modifica del D.M. e la considero una buona proposta, 

l'unico punto, a mio parere da modificare è il comma 3 dell'art. 12 

nella parte in cui prevede che le visite da eseguire nella fascia antimeridiana 

debbano essere assegnate nella giornata precedente 

costringendo il Medico ad effettuare due uscite per eseguire le visite, 

cosa che sarebbe evitata se tali visite fossero assegnate entro le ore 09,00 della stessa mattina.

 

Per quanto riguarda il carico di lavoro, partendo dal presupposto che 

il rapporto di collaborazione fiduciaria comporta per i Medici 

tutti gli svantaggi del rapporto di lavoro libero-professionale 

e tutti gli svantaggi del rapporto di lavoro dipendente, 

in cui le assenze sono solitamente retribuite, 

senza i corrispettivi vantaggi, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione la proposta che segue.

 

Il Medico ha diritto ad effettuare un numero di visite totali annuali pari al 

numero di visite settimanali moltiplicato per le 52,14 settimane dell'anno, 

indipendentemente da eventuali assenze o disfunzioni dell'INPS, 

recuperando le visite perse nell'arco dei 12 mesi successivi, 

qualora tale recupero non sia oggettivamente possibile 

oppure il Medico rinunci a tale diritto 

è dovere dell'INPS assegnare tali visite ai Medici rimanenti in quanto, 

se l'INPS ha deciso di effettuare un numero di visite fiscali pari al 15%-20%

dei certificati di malattia pervenuti 

per ottemperare al proprio dovere istituzionale di contrastare il fenomeno dell'assenteismo 

nei luoghi di lavoro, nel momento in cui non effettua il numero totale di visite previsto 

viene meno a tale preciso dovere istituzionale.

Cordiali saluti,

Matteo Murano, Modena.

 

 

050126

rappresento un gruppo di medici della provincia di Messina, 

ho visto con piacere le varie proposte di modifica inerenti il rinnovo del decreto ministeriale 

e ciò ci trova in perfetta sintonia, riteniamo però che possa essere utile inserire in tale proposta

la possibilità di eventuali trasferimenti di medici già titolari di incarico, in comparti anche

limitrofi, qualora il numero dei certificati di quel determinato comparto, di cui è titolare, 

sia cronicamente ridotto, da non garantire pertanto un idoneo carico di lavoro.

Tale trasferimento potra' essere temporaneo o definitivo. 

Infatti In alcune zone della nostra Provincia, per una non corretta ripartizione delle liste,

difficilmente si riesce a raggiungere il carico di lavoro delle 4 visite per fascia, come da voi richiesto, 

anzi ciò è veramente impossibile.

D'amico Giovanni (fiduciaro nei rapporti fra I.N.P.S e Ordine dei Medici della Prov. di Messina)

 

 

041202

In prossimità del rinnovo contrattuale nazionale i Medici scriventi (INPS di Pordenone) 

ritengono far giungere alcune riflessioni:

In considerazione del fatto che ognuno di noi sottoscrive un contratto che impone 

una disponibilità al servizio di 365 gg/anno, una esclusività di rapporto (fatto salva la pura 

libera professione, rara nella nostra realtà ) e che il flusso di visite non ha un minimo garantito, 

la richiesta di defiscalizzare i rimborsi spese (costo della benzina e quant’altro) e/o l’istituzione di

un regime fiscale che consenta (almeno a coloro che svolgono solo questo servizio) di evitare 

la Partita IVA (tipo ex Co.Co.Co. prelievo fiscale irpef alla fonte) sarebbe congrua ed opportuna.

Inoltre sembra  fondamentale che il Sindacato promuova la copertura  ASSICURATIVA 

sia ai fini infortunistici (una convenzione INPS-INAIL: non dovrebbe spostare di molto il bilancio INPS: 

si tratta di coprire 4/5 ore quotidiane!) sia professionale (il rischio assicurativo per una Compagnia

risulta assai ridotto, non espletando noi alcun tipo di terapia!), in quest’ultimo caso, consentirebbe un 

giudizio medico legale più sereno e soprattutto svincolato dalle, sempre in agguato, minacce del lavoratore 

(“la responsabilità è sua se mi succede qualcosa andando a lavorare!!!” è un  ritornello non infrequente!) .

Inoltre vista la recente sentenza del Tar del Lazio che ha escluso l’obbligatorietà degli Ecm 

per i dentisti, lo stesso potrebbe avvenire per i medici di controllo Inps almeno fino a che 

essi sono dei liberi professionisti e non dipendenti Inps o in regime di convenzione con l’Istituto.

Loreta Amadio, Sandra Irovich, Gianni Magentini, Doriella Mussin, Fiorella Vazzoler

 

 

041016

l'osservazione proposta dal collega Sergi propone una questione importante

che spesso coinvolge noi tutti.

Penso pero' che si potrebbe facilmente ovviare al problema NON consegnando il foglio

ricevuta in caso di accesso (che non mi sembra essere dovuto, dato che costituisce la ricevuta 

della eventuale visita che pero', nel caso dell'accesso, non e' stata effettuata)

e limitandosi quindi a consegnare il solo foglio con l'invito a visita,

nel quale e' riportata solo una firma (generalmente non leggibile), magari con tra parentesi 

il numero di codice del medico.

C. Di Luzio. 

1016

 

041013

Egregi colleghi,
mi è successo recentemente di essere contattato telefonicamente presso la mia abitazione 

da pazienti / lavoratori da me non trovati a casa (accesso), i quali, molto poco cordialmente, protestavano 

o (di rado) si scusavano per l'assenza, pretendendo una nuova visita 

o l'annullamento dell'accesso.
La cosa è molto spiacevole, specie quando al telefono rispondono mia moglie o, peggio, 

mia figlia di 5 anni, e si sentono assalire e non di rado insultare, da queste persone, 

che ovviamente non hanno quasi mai validi motivi per giustificare la loro assenza.
Ne ho parlato, inutilmente, con le impiegate della sede INPS che gestiscono a tutto campo 

( anche molto arbitrariamente, ma questo è un altro discorso) le VMC, con la sola risposta che 

se non voglio essere rintracciato mi conviene far cancellare il mio nominativo dall'elenco telefonico.
La mia proposta sarebbe stata quella di non far comparire il nostro nome e cognome 

sul modulo, bensì un numero di matricola o di riconoscimento che permetta di risalire 

al medico solo attraverso i canali appropriati: del resto credo che anche la nostra privacy 

abbia qualche diritto!!
Leggo dalla lettera del collega pubblicata nel forum che dispone di un tesserino INPS: 

da noi, nonostante sia stato più volte richiesto, non viene dato: è o non è previsto?
La mia e-mail: guglielmo.sergi@libero.it
Salutando, auguro Buon Lavoro a tutti
Guglielmo Sergi

 

 

040630

Gentili colleghi, sono stato "beccato" nel corso della mattinata, mentre effettuavo

il consueto giro di visite, senza le cinture di sicurezza allacciate.

Il solerte Vigile è stato irremovibile e a nulla è valsa la mia qualifica di operatore

come pubblico ufficiale, il tesserino di identificazione INPS, il far capire le tante difficoltà

che ci possono essere nell'individuare i domicili dei lavoratori,

l'esibire i referti delle visite da effettuare o altro.

Esito finale 68,25 EURO di multa e cosa molto più seccante 5 punti di detrazione dalla patente.

(E NOI siamo quelli che dovremmo arginare il fenomeno dell'assenteismo sul posto di lavoro

o contrastare altre pratiche truffaldine !!!!?? E veniamo trattati come irresponsabili

pirati della strada).

Ora non mi resta che sperare nel buon senso del Comandante dei Vigili Urbani

o del Prefetto. Ma non dovremmo attivarci anche NOI nel chiarimento di un punto

che per il nostro lavoro è importante. Sia ben chiaro non è la richiesta di IMPUNITA'

ma solo l'applicazione di un minimo di razionalità.

Certo che il problema possa interessare qualcuno, attendo fiducioso un parere in merito.

Giovanni P., Brindisi.