|
Sin.Me.Vi.Co Sindacato Medici Visite di Controllo |
|
torna all' indice del sito |
|
Forum Sinmevico.
4
080812 RICHIESTA INDICAZIONE DEL SOLO NUMERO IDENTIFICATIVO
DEL
MEDICO DI CONTROLLO SUI REFERTI MEDICO LEGALI. di controllo domiciliare, trovato il nominativo del Medico sull'elenco telefonico lo contattino direttamente tempestandolo di richieste e spiacevoli rimostranze. In qualità di Rappresentante dei Medici di controllo della Provincia di Pesaro-Urbino, ho inoltrato formale richiesta alla Direzione INPS affinché non sia più indicato per esteso cognome e nome del Medico di Controllo cui è stata assegnata la visita
ma solamente il numero
individuale identificativo del Professionista. quando l'assicurato è in casa il Medico incaricato, nel bussare alla porta,
si identifica sempre
con nome e qualifica perfezionando l'identificazione qualora invece l'Assicurato non sia in casa, il Medico lascia copia del verbale firmato con invito a successiva visita ambulatoriale ed in quella sede il lavoratore potrà produrre giustificazioni ed esprimere eventuali osservazioni.
Non ritengo possa
esservi alcuna valida motivazione di tipo amministrativo e/o legale
facilmente eliminabile con una piccola modifica del programma di gestione centrale delle V.M.C.
da parte dell'INPS.
060829 AI COLLEGHI MEDICI FISCALI INPS OGGETTO: ricavi dei Medici Fiscali INPS inferiori ai minimi previsti dagli Studi di Settore del Ministero delle Finanze. Lesione della dignità professionale del Medico. Cari Colleghi, l'attuale D.M. prevede che i Medici Fiscali INPS eseguano, in media, 21 visite settimanali, corrispondenti a 1.095 visite annuali. Tali visite sono retribuite nei giorni feriali con € 19,37 in caso di assenza e con € 25,82 in caso di presenza del lavoratore e, quindi, di visita medica (a causa della loro esiguità ai fini del ricavo annuale non sono considerate né le retribuzioni delle visite eseguite nei giorni festivi né i rimborsi delle spese di trasporto (inferiori alle spese reali) né le tariffe per le piccole isole). Sulla scorta di quanto sopra i ricavi annuali dei Medici Fiscali dovrebbero oscillare fra € 21.210 (tutti assenti = 19,37 x 1.095) e € 28.273 (tutti presenti = 25,82 x 1.095) con una media di ricavo annuale di € 24.742. Gli Studi di Settore del Ministero delle Finanze prevedono per i Medici Fiscali un ricavo minimo di € 39.833 ed un ricavo puntuale di € 41.003. Poiché esiste una differenza abissale fra i ricavi previsti dal Ministero delle Finanze e quelli realmente percepiti dai Medici Fiscali, ritengo che ciò comporti automaticamente una lesione della dignità professionale del Medico che si vede costretto a giustificare al Fisco i suoi scarsi ricavi non perché non ha potuto lavorare per un certo periodo, ma bensì perché non viene retribuito adeguatamente dall'INPS. Ritengo, pertanto, che sarebbe opportuno sensibilizzare la FNOMCeO su tale aspetto al fine di portare i ricavi dei Medici Fiscali al livello dei minimi previsti dagli Studi di Settore. Modena, 29.08.2006 Dott. Matteo Murano
060308 Gentili colleghi, nell'attesa che l'INPS si accorga di noi, e dubito fortemente che lo farà a breve termine, perchè non cercare di ottenere da subito un adeguamento delle tariffe per le visite da noi effettuate he sono ferme da circa cinque anni. Il costo della vita nel frattempo è aumentato del 50% anche per noi. Riuscire ad avere un aggiornamento su base ISTAT immediato sarebbe il minimo ma almeno un qualcosa. Giovanni Perrino.
060303 Sono assolutamente in pieno accordo con quanto scrive il collega Matteo Murano. Aggiungerei che la proposta di compenso orario svantaggerebbe chi, per amore o per forza, deve sobbarcarsi un altro lavoro ( e non sono pochi i colleghi che per mantenere una famiglia in certi periodi devono farne anche tre di lavori, ad esempio: sostituto in guardia medica, magari a 100 Km di distanza, VMC INPS e sostituzioni in altre ULSS, libera professione o altre forme di lavoro precario semiocculto). A mio parere si deve raggiungere per prima cosa la garanzia delle 21 visite settimanali, già previsto, CON trattamento previdenziale, assicurativo, malattia e ferie. Poi l’adeguamento del compenso chilometrico e quello remunerativo. Rimango comunque dell’idea che sarebbe bene organizzare una manifestazione unitaria, renderci visibili, perché i nostri problemi, attualmente, li conosciamo solo noi; l’INPS e gli Ordini dei Medici conoscono solo le realtà che più li riguarda. Guglielmo Sergi.
060227 STRUTTURA DEL COMPENSO. PROPOSTA UNITARIA UNMEDICO - NIDIL CGIL CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA? ALLA FINE LA MONTAGNA PARTORI' IL TOPOLINO? Ho letto la proposta unitaria di UNMEDICO - NIDIL CGIL sulla struttura del compenso ed è inutile negare che tale proposta favorisce chi esegue meno di 21 visite settimanali (perchè così, in pratica, tali visite gli vengono pagate ugualmente) ma sfavorisce chi, invece, le 21 visite settimanali le esegue già (perchè così, invece di essere impegnato per 2 ore al giorno (il tempo per eseguire 3 visite) deve essere impegnato per 4 ore al giorno per lo stesso compenso o quasi). Il problema basilare non è se la retribuzione debba essere "a prestazione" o "ad orario" ma bensì come fare per costringere l'INPS ad attenersi alle norme, infatti se ogni medico effettuasse 21 visite settimanali il problema non si porrebbe nemmeno. Il fatto che non pochi medici effettuino un numero di visite inferiore dipende, da un lato, dall'arroganza dell'INPS e, dall'altro, dalla inettitudine di molti Ordini dei Medici in quanto se entrambi gli Enti avessero fatto il proprio dovere le 21 visite sarebbero garantite a tutti. La scusa solitamente addotta dall'INPS che non ci sono sufficienti certificati di malattia non è accettabile nel momento in cui i medici fiscali non possono controllare direttamente se quanto affermato corrisponde al vero (e, solitamente, non è vero perchè il numero dei medici è stato stabilito proprio sul principio che ogni medico dovesse effettuare 21 visite settimanali su un totale di visite corrispondente al 15%-20% dei certificati di malattia pervenuti (cioè di tutti i certificati di malattia, nessuno escluso)). La verità è che non pochi dipendenti dell'INPS considerano la visite fiscali come "un fastidio" da eseguire solo se non hanno niente di meglio da fare e, pertanto, assegnano un numero di visite inferiore al dovuto ed è questa la situazione da cambiare. Tornando alla proposta di compenso di cui sopra ritengo che tale proposta possa essere condivisa da tutti i medici a condizione che l'INPS accetti anche tutti gli Istituti previsti dall'accordo della Medicina dei Servizi (che ha anche una retribuzione oraria superiore) e cioé: permesso annuale retribuito, congedo matrimoniale retribuito, malattia retribuita, gravidanza retribuita, assenze non retribuite, premio di collaborazione, premio di operosità, assicurazione contro gli infortuni derivanti dall'incarico. In assenza di tali Istituti il compenso proposto è inaccettabile per i medici che già effettuano, come di norma, 21 visite settimanali in quanto il miglioramento economico sarebbe dovuto in massima parte alle spese di trasporto, al premio annuo di operosità ed ai 20 euro per visite eseguite ad una certa distanza, che sono tutti punti che possono essere inseriti in un contratto che preveda la retribuzione a prestazione. Ritengo, pertanto, che, in tal caso, sarebbe meglio che ogni medico fiscale fosse posto nella condizione di poter scegliere quale tipo di compenso preferisce ( "a prestazione" o "ad orario") a seconda della realtà in cui opera. Matteo Murano
060219 Caro collega, ti comunico che la nostra categoria si può avvalere della forza di una associazione dei medici fiscali per far valere le nostre rivendicazioni ed il diritto ad essere trattati civilmente e come normali professionisti. ... ... ... Ti saluto Dr Roberto Topazio
060202 Ho saputo che l'ordine dei medici di Cosenza ha trasmesso un comunicato sui medici fiscali inps, di sensibilizzazione sulla nostra precaria situazione lavorativa, a tutti gli ordini dei medici d'Italia. L'ordine di Pordenone farà altrettanto dopo averne discusso nella seduta del consiglio di febbraio e quello di Mestre-Venezia in marzo. Spero che la cosa sia "a cascata"...e che possa sbloccare la situazione all'Inps. ciao Fiorella V.
060127 Finalmente un po’ di movimento! Credo che la strada del decreto sia effettivamente la migliore, in attesa di tempi migliori ( la speranza… ). Vediamo di riprenderla. Magari il farci vedere tutti a Roma potrebbe aiutare, anche a convincere i cosiddetti attendisti degli eventi. Sviluppiamo l’idea L’interessamento degli Ordini lo trovo un tantino pericoloso: non sono poi quelle confraternite di misericordia che vogliono apparire; a buon intenditor… Per quanto concerne la Proposta di Legge mi sembra che sia impantanata nella palude delle commisioni, in attesa di morte certa: forse è meglio. Grazie ancora per la disponibilità al collega Di Luzio ( scusa l’errore nel precedente messaggio ). G. Sergi.
060126 Caro Brancati, e, con l'occasione, cari colleghi, intanto debbo dire che mi fa piacere vedere che il forum si vivacizzi un poco, anche se per un altro verso preferirei non lo facesse piu' di tanto, dovendo poi lavorarci come webmaster nei ritagli residui di tempo serale. Comunque, vengo a rispondere al collega Brancati. Intanto c'e' da dire che io ho scritto sul forum e non nella sezione delle informazioni del nostro sindacato. Dunque ho parlato nel ruolo di qualsiasi medico di controllo che volesse esprimere la sua opinione personale. So per contro, come e' ovvio, che il nostro sindacato si muove secondo le linee guida espresse dalla maggioranza dei colleghi e seguendo, ovviamente, tutte le opportunita' che si presentassero, decreti o convenzioni che fossero. Oltre questo ci sono evidentemente interessi ed opinioni differenti tra i colleghi, riguardo una teorica convenzione o un potenziamento del decreto. La mia nota voleva solo aprire una discussione sulle possibilita' e mi pare che, seppure criticando alcuni aspetti di una possibile convenzione, ne evidenziavo altri come positivi. In particolare una convenzione ci svincolerebbe dalla tariffa professionale, che dovrebbe e potrebbe essere maggiormente rispettata, farebbe perdere molta flessibilita', e aumenterebbe l'orario lavorativo di fatto, a parita' di compensi. Per contro una convenzione darebbe maggiore garanzia di stabilita', punto per altro curabile anche attraverso il decreto e potrebbe comportare minore variabilita' sul carico di lavoro in molte aree. E' anche evidente che il decreto, come mezzo di regolamentazione, non e' il piu' idoneo, specie se applicato per lunghi periodi di tempo. E' anche probabile che la strada della convenzione possa aprire poi (anche se non so quando) a nuovi utilizzi delle risorse. Da ultimo c'e' da dire che al momento nulla sembra succedere e non sarebbe male procedere alla definizione del nuovo decreto, in attesa della possibile convenzione. I vantaggi che si potrebbero ottenere da questo, sia pure limitati, rispetto al passato, date le non belle situazioni congiunturali, sarebbero utili nella strategia per il miglioramento delle nostre condizioni. Circa l'atteggiamento dell'INPS, non si puo' certo pensare che stiano aspettando le nostre richieste. E' evidente una difficolta' nella trattativa. In qualsiasi trattativa. Questo non significa che non stessimo avendo dei risultati, sia pur, certamente, non della entita' della precedente contrattazione. Ad ogni modo, non mi sembra, francamente cosi' grave il mio intervento, che era anche una risposta nel forum e soprattutto voleva essere uno stimolo alla elaborazione di una questione importante che manifesta opinioni varie, al fine di fare emergere possibili elementi utili. Ciao, e comunque grazie dell'intervento, C. Di Luzio.
060124 Caro collega Di Luzio, ti scrive un iscritto al Sinmevico dal 1996 e che da allora ha seguito tutti gli eventi e le lotte condotte dal nostro segretario Ignazio, e che è rimasto a dir poco costernato dal tuo messaggio del 3 gennaio c.m. Perchè? Perchè lo stesso ha un contenuto ed un tono esattamente opposto all'informativa del segretario dell'ottobre 2005. Quest'ultima dava ampio risalto alle trattative per una simil-convenzione, con tutti i vantaggi previdenziali, infortunistici, e di tutela per le malattie che si possono verificare nello svolgimento del nostro lavoro, oltre che di una stabilità dello stesso. Tu fai riferimento all'intervento di altre organizzazioni, che avrebbero bloccato la nascita di un nuovo decreto, che a tuo dire, conteneva aspetti interessanti di miglioramento della gestione del nostro lavoro, mentre il segretario al contrario rimarcava l'assoluto osteggiamento di qualsiasi miglioramento delle problematiche prospettate da parte dell'Inps. E mentre lo stesso segretario fa riferimento ad un incontro informale nel quale veniva ribadita l'intenzione di riconoscere le esigenze dei medici di controllo, tu parli di "convenzione fregatura", addirittura prospettando un sondaggio sull'eventuale prosecuzione della discussione sul decreto. Temo che così facendo, senza un necessario chiarimento, perderete molti iscritti, me compreso. In attesa di una tua spiegazione, ti saluto. Tommaso Brancati
060124 Mi appello al diritto di replica. Ringrazio il collega di Luzio (Di Luzio, ndr) per la risposta al mio “sfogo”, dettato dalla delusione e dall’amarezza nel vederci ancora una volta bellamente presi per il naso da tutti gli interlocutori istituzionali. Lo ringrazio anche per aver posto l’accento sulla voluta ingenuità del paragone da me portato tra la nostra situazione e quella dei Medici FIMMG. Siamo esattamente in situazioni opposte: il gigante FIMMG (lobby come è stato definita testualmente da Falconi in un video di auguri del Natale scorso), che sappiamo fare vergognosamente il bello e cattivo tempo con metodi e mezzi innominabili (per pudore), e la nostra ectoplasmatica esistenza, che al pari di un’anima dannata porta pazienza aspettando che un evento miracoloso la faccia andare in paradiso o precipitare all’inferno, o molto più probabilmente in un altro limbo (che esiste, checchè ne dicano i catechisti moderni, visto che noi ci siamo da sempre). L’enormità del paragone serve solo a far vedere quanta la nostra miseria, non tanta la loro boria. Detto questo vorrei puntualizzare che NON intendevo assolutamente accusare di immobilismo quanti hanno operato in tutti questi mesi (anni, credo) per migliorare il contratto, anzi li ringrazio apertamente, con convinzione, rendendomi conto che ci sono persone che impegnano tempo e denaro per una causa comune. GRAZIE dunque per tutti i tentativi fatti. Non gettate la spugna, ricominciate a trattare. Io, e spero anche altri (ma dove sono? Qui sembra di essere solo in due!) appoggio su tutta la linea la attuale politica del Sinmevico. Però, mi ripeto, facciamoci sentire per bacco! A cominciare da qui: COLLEGHI, SE CI SIETE, BATTETE UN COLPO! (su questo forum) Per il resto, continua a suonarmi come un de profundis. Grazie, e buon lavoro! G. Sergi
060116 Ho fatto una ricerca su internet per vedere chi si era occupato di noi in passato, e mi è venuto fuori anche questo comunicato. Ho saputo dalla collega Valeria De Stefani di Mestre della lettera che il gruppo medici fiscali di Cosenza hanno inviato a tutti gli ordini dei medici d'italia. Noi di Pn abbiamo contattato il nostro, affinchè ne discutano in una delle prossime sedute. L'ordine deve tutelare tutti i suoi iscritti quindi anche noi medici fiscali ... senza tutele. Spero che anche gli altri gruppi di medici fiscali delle altre province d'Italia facciano altrettanto. Ciao Fiorella
13.
I medici fiscali INPS in virtù di un decreto interministeriale del 1996, e vengono chiamati a svolgere le visite fiscali per
i lavoratori dipendenti, con un regime di sostanziale incompatibilità
con altre prestazioni professionali. con
un vero contratto negoziato tra le Parti e
le relative tutele previdenziali e assistenziali. da: ANPO; CISL-Medici; COSIME; CIMO-ASMD; CUMI; FNAM; Nuova ASCOTI; SIMET; SIVEMP; SNAMI Ospedalieri; UIL-Medici;
UMSPED-AAROI; UMSPED-AIPAC; UMUS.
060111 Colleghi, ci si rende conto che sono ormai più di 17anni che ci troviamo in una condizione di vergognoso precariato senza riuscire ad opporsi a tale situazione? e sarà sempre così se non saremo uniti in modo da rappresentare un'unica forza. Ritengo si debba, in maniera univoca, interessare tutti gli ordini dei medici delle varie regioni, e quindi coinvolgere il presidente nazionale che "forse" sconosce anche la nostra esistenza. Dovremmo andare TUTTI a Roma presso i vari Ministeri, come alcuni di noi compreso il sottoscritto fecero 12 anni fà, dovremmo in parole povere cominciare a fare Rumore. Si potrebbe prendere anche in considerazione la possibilità di farci assistere TUTTI da un Buon legale amministrativo, perchè ne sono certo ci sono tutte le basi per un riconoscimento giuridico al nostro operato che è fra i più anomali. Hanno sistemato quasi tutti (118-GM-Medicina dei servizi) e noi ? Noi cari colleghi Non esistiamo. Un plauso voglio fare al caro Casciana in quanto in effetti è stato l'unico a lottare per la nostra causa istituendo il sindacato che ci è stato di grande aiuto nei momenti più difficili, ma adesso ritengo sia giunto il momento di fare di più. D'amico G., Messina
060103 E' sempre apprezzabile l'interessamento e l'attivazione, come nel caso del collega Sergi. Pero' mi sento di aggiungere alcune considerazioni. Per prima cosa, il paragone con la FMMG e' a dir poco ingenuo. La FMMG, e' una associazione che dimostra un potere ed una organizzazione che non saprei come definire, per pudore. Per chi ne e' a conoscenza, ad esempio, basti ricordare la strategia dei "piccoli passi", del tipo "faina tonta", un po' come fanno i politici, attuata dalla FMMG, per ottenere l'inserimento dei loro protetti (leggi figli e parenti dei medici titolari). All'inizio si fecero dare la possibilita' di "associare" un medico nello studio convenzionato, poi si fecero concedere un numero di convenzionati limitato (500, mi pare) per questi "associati", che alla fine diventano dei massimalisti. Fregando sfacciatamente tutte le graduatorie esistenti. E cosi', ancora come in politica, la convenzione diventa "ereditaria", perfettamente in linea con i privilegi dell'oscurantismo medioevale. Poi la cosa continuo' con la gestione in prima persona da parte della FMMG dei corsi per accedere alla convenzione. Ed e' evidente che il punteggio di detto corso, da loro gestito, sia superiore a qualsiasi altro punteggio. E cosi' via. Oltre questo c'e' da dire naturalmente che il medico di medicina generale convenzionato col SSN ha indubbiamente una posizione cardine nel sistema sanitario nazionale, che non si puo' non considerare. Dunque ritengo ingenuo paragonarci a cotanta organizzazione di potere. Il secondo punto che vorrei sottolineare e' che eravamo in fase finale col rinnovo del Decreto. Ma a seguito della iniziativa di altri gruppi, sia pure con l'apprezzabile intento di accedere a qualcosa di buono (sulla quale cosa io resto personalmente molto dubbioso), si e' di fatto bloccato l'iter del rinnovo, che comprendeva aspetti interessanti, anche se non eclatanti, al livello di compensi, di riordine nelle turnazioni, di differenziazione tra l'urbano e l'extra urbano, di stabilita' del rapporto, di garanzie in caso di cambiamenti dovuti a questa, a mio avviso senza alcun senso e controproducente, "devolution" (termine incomprensibilmente espresso in inglese). Anche i funzionari con cui si erano avuti i contatti a questo fine, non saranno piu' gli stessi gia' nell'immediato futuro. A questo avviso tra le altre cose, sarei dell'idea di avviare un sondaggio circa il proseguimento dell'iter di rinnovo del Decreto, che comprende il non secondario punto del rispetto della tariffa minima professionale, a differenza di qualsiasi convenzione, fatto ottenuto da noi e molto importante, in attesa della definizione di questa possibile "convenzione fregatura" (stessi compensi, maggiore fissita' degli stessi, maggiore orario lavorativo, minore flessibilita' lavorativa. col solo vantaggio di una maggiore stabilita', che, come gia' detto, sarebbe raggiungibile sufficientemente anche attraverso il Decreto). Cari saluti, C. Di Luzio.
051130 Cari Colleghi, Credo di poter affermare che l’ultimo comunicato del Dr. Casciana suona molto come un de profundis sulle nostre speranze di vedere qualche miglioramento significativo a breve termine circa la nostra situazione contrattuale: vengono molto chiaramente evidenziate le chiusure dell’Istituto nei nostri confronti, viene rimarcato il silenzio delle Istituzioni, che come al solito NON rispondono (peggio di una risposta negativa), si ottengono mezze parole in “ un incontro NON DEL TUTTO INFORMALE!!!” per una ipotetica e improbabile “creatura” che NON è un contratto libero professionale, NON è una situazione di dipendenza, NON è una convenzione ( una “simil-convenzione”), che nel sogno appare molto bella, con assicurazione infortuni, Enpam, gravidanza (anche per i maschietti? – paternita' responsabile?), malattia e ferie, ma che alla fine si sa cosa NON è, e che attualmente non esiste. Non parliamo poi dei quando. Per carità, onore agli sforzi sino ad ora effettuati, con sentiti e calorosi ringraziamenti, ma più che a fiumi di parole ribollenti di condizionali e predicati al futuro remoto mi sarebbe piaciuto leggere un rigagnolo con verbi al presente e qualche sassolino di realtà, palpabile, di cui andarne fiero con gli “attendisti degli eventi”. La realtà purtroppo è che i fiumi di parole scorrono in alvei asciutti, le tempeste di condizionali si scatenano nei deserti. E’ vero che l’iter prevede anche questi passaggi, ma prendiamo esempio dai colleghi MMG: propongono quello che vogliono, lo condiscono con uno o due scioperi più nel nome che nei fatti ed in quattro e quattr’otto ottengono la nuova convenzione! Possibile che noi dobbiamo solo supplicare ed attendere “ con pazienza e fiducia”. Mettiamo in atto una qualche forma di protesta, rendiamoci visibili. Discutiamone. Magari sul forum, o in un newsgroup, ma smettiamola di attendere la manna dal cielo. Scusate lo sfogo. Buon lavoro a tutti, Guglielmo Sergi
051015 Spettabile Sin.Me.Vi.Co., in vista della possibile simil-convenzione ritengo che sarebbe una utile base di partenza la convenzione dei medici della medicina dei servizi delle AA.UU.SS.LL. pubblicata sulla G.U., parte prima, del 02.10.2000, n. 165/L, recante il D.P.R.n. 270 del 28.07.2000, (accordo per la medicina generale in cui sono inseriti i medici della medicina dei servizi da pag.130 a pag. 138). Sono a conoscenza del fatto che è stata stipulata una nuova convenzione ma non la conosco. La convenzione di cui sopra dovrà, comunque, garantire una retribuzione lorda annua non inferiore ai 40.000 euro se dovesse prevedere un orario di lavoro di 6 ore al giorno (allo stato attuale si dovrebbero guadagnare 28.000 euro all'anno lavorando, di fatto, 2 ore al giorno, 25,82 euro a visita x 1095 visite all'anno). Le eventuali incompatibilità dovranno essere indicate in modo chiaro ed enequivocabile per evitare le "interpretazioni" dell'INPS e dovrà essere concesso un periodo di almeno 60 giorni di tempo da quando il medico di controllo ne verrà a conoscenza per poter interrompere gli eventuali rapporti divenuti incompatibili (non come nel D.M. del 1996 in cui l'INPS ha deciso di applicare le incompatibilità dal primo giorno di pubblicazione del D.M. sulla G.U.!).
Sperando di aver apportato un qualche contributo Vi porgo cordiali saluti.
Modena, 15.11.2005 Matteo Murano
051111 Gentili
Colleghi, segnalo che in data 26/09/05 è stata presentata dal Deputato per
il riconoscimento ai Medici fiscali dell'Inps del trattamento
normativo ed economico al
deputato Cusumano.
Egregi Colleghi Vorrei mettere in evidenza con la presente il trattamento da noi subìto presso l'Inps Rm Tiburtino. Improvvisamente e senza nessun preavviso siamo venuti a conoscenza che alcuni accessi non ci venivano retribuiti. Ad una nostra richiesta ci è stato risposto che gli accessi non pagati erano "dubbi",cioè erano assicurati già trovati in precedenza da altri colleghi. A volte, sappiamo benissimo, si è fortunati a trovare un assicurato, basta chiedere in giro, ma il collega sfortunato che non incontra nessuno, che non trova la targhetta sul citofono perchè caduta, o non trova il numero civico perchè non incontra il postino .. non verrà retribuito. Trovo punitivo questo abuso da noi subìto Liozzi Paolo 2101
050419 Sono sostanzialmente d’accordo con il collega Murano, ma temo che in pratica sia impossibile poter prevedere un recupero delle VMC perse nei dodici mesi successivi (intende forse anno solare?) anche perché non è prevedibile il numero di certificati futuri, e se le stesse VMC venissero assegnate ad altri medici, questi automaticamente “sforerebbero” il massimale di 21 VMC settimanali attualmente previsto; andrebbe quindi inserita una clausola che permetta un “conguaglio” di questo tipo. Penso che sarebbe utile, e più realistico, proporre il recupero degli accessi effettuati (che, almeno dove opero io vengono contati come visite ai fini delle fatidiche 21, ammesso che qualche fortunato le raggiunga ) con un ulteriori visite.
Al Collega di Messina vorrei suggerire di meditare bene sull’aspetto che espongo: invece di elemosinare un permesso per emigrare in altre zone, magari distanti dalla propria abitazione, con tutti gli svantaggi del caso, credo che sarebbe più opportuno sensibilizzare chi di dovere affinché ai titolari di incarico in una determinata sede venga garantito un numero di visite MINIMO settimanale di consistenza dignitosa. Cosa peraltro già discussa negli ultimi convegni e mi sembra largamente accettata. G.Sergi
050129 Ho letto la Vostra proposta di modifica del D.M. e la considero una buona proposta, l'unico punto, a mio parere da modificare è il comma 3 dell'art. 12 nella parte in cui prevede che le visite da eseguire nella fascia antimeridiana debbano essere assegnate nella giornata precedente costringendo il Medico ad effettuare due uscite per eseguire le visite, cosa che sarebbe evitata se tali visite fossero assegnate entro le ore 09,00 della stessa mattina.
Per quanto riguarda il carico di lavoro, partendo dal presupposto che il rapporto di collaborazione fiduciaria comporta per i Medici tutti gli svantaggi del rapporto di lavoro libero-professionale e tutti gli svantaggi del rapporto di lavoro dipendente, in cui le assenze sono solitamente retribuite, senza i corrispettivi vantaggi, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione la proposta che segue.
Il Medico ha diritto ad effettuare un numero di visite totali annuali pari al numero di visite settimanali moltiplicato per le 52,14 settimane dell'anno, indipendentemente da eventuali assenze o disfunzioni dell'INPS, recuperando le visite perse nell'arco dei 12 mesi successivi, qualora tale recupero non sia oggettivamente possibile oppure il Medico rinunci a tale diritto è dovere dell'INPS assegnare tali visite ai Medici rimanenti in quanto, se l'INPS ha deciso di effettuare un numero di visite fiscali pari al 15%-20% dei certificati di malattia pervenuti per ottemperare al proprio dovere istituzionale di contrastare il fenomeno dell'assenteismo nei luoghi di lavoro, nel momento in cui non effettua il numero totale di visite previsto viene meno a tale preciso dovere istituzionale. Cordiali saluti, Matteo Murano, Modena.
050126 rappresento un gruppo di medici della provincia di Messina, ho visto con piacere le varie proposte di modifica inerenti il rinnovo del decreto ministeriale e ciò ci trova in perfetta sintonia, riteniamo però che possa essere utile inserire in tale proposta la possibilità di eventuali trasferimenti di medici già titolari di incarico, in comparti anche limitrofi, qualora il numero dei certificati di quel determinato comparto, di cui è titolare, sia cronicamente ridotto, da non garantire pertanto un idoneo carico di lavoro. Tale trasferimento potra' essere temporaneo o definitivo. Infatti In alcune zone della nostra Provincia, per una non corretta ripartizione delle liste, difficilmente si riesce a raggiungere il carico di lavoro delle 4 visite per fascia, come da voi richiesto, anzi ciò è veramente impossibile. D'amico Giovanni (fiduciaro nei rapporti fra I.N.P.S e Ordine dei Medici della Prov. di Messina)
041202 In prossimità del rinnovo contrattuale nazionale i Medici scriventi (INPS di Pordenone) ritengono
far giungere alcune riflessioni: In considerazione del fatto che ognuno di noi sottoscrive un contratto che impone una disponibilità al servizio di 365 gg/anno, una esclusività di rapporto (fatto salva la pura libera professione, rara nella nostra realtà ) e che il flusso di visite non ha un minimo garantito, la richiesta di defiscalizzare i rimborsi spese (costo della benzina e quant’altro) e/o l’istituzione di un regime fiscale che consenta (almeno a coloro che svolgono solo questo servizio) di evitare la
Partita IVA (tipo ex Co.Co.Co. prelievo fiscale irpef alla fonte)
sarebbe congrua ed opportuna. Inoltre sembra fondamentale che il Sindacato promuova la copertura ASSICURATIVA sia ai fini infortunistici (una convenzione INPS-INAIL: non dovrebbe spostare di molto il bilancio INPS: si tratta di coprire 4/5 ore quotidiane!) sia professionale (il rischio assicurativo per una Compagnia risulta assai ridotto, non espletando noi alcun tipo di terapia!), in quest’ultimo caso, consentirebbe un giudizio medico legale più sereno e soprattutto svincolato dalle, sempre in agguato, minacce del lavoratore
(“la responsabilità è
sua se mi succede qualcosa andando a lavorare!!!” è un
ritornello non infrequente!) . Inoltre vista la recente sentenza del Tar del Lazio che ha escluso l’obbligatorietà degli Ecm per i dentisti, lo stesso potrebbe avvenire per i medici di controllo Inps almeno fino a che essi
sono dei liberi professionisti e non dipendenti Inps o in regime di
convenzione con l’Istituto. Loreta
Amadio
041016 l'osservazione proposta dal collega Sergi propone una questione importante che spesso coinvolge noi tutti. Penso pero' che si potrebbe facilmente ovviare al problema NON consegnando il foglio ricevuta in caso di accesso (che non mi sembra essere dovuto, dato che costituisce la ricevuta della eventuale visita che pero', nel caso dell'accesso, non e' stata effettuata) e limitandosi quindi a consegnare il solo foglio con l'invito a visita, nel quale e' riportata solo una firma (generalmente non leggibile), magari con tra parentesi il numero di codice del medico. C. Di Luzio. 1016
041013 Egregi colleghi, da pazienti / lavoratori da me non trovati a casa (accesso), i quali, molto poco cordialmente, protestavano o (di rado) si scusavano per l'assenza, pretendendo una nuova visita o l'annullamento dell'accesso. mia figlia di 5 anni, e si sentono assalire e non di rado insultare, da queste persone, che ovviamente non hanno quasi mai validi motivi per giustificare la loro assenza. ( anche molto arbitrariamente, ma questo è un altro discorso) le VMC, con la sola risposta che se non voglio essere rintracciato mi conviene far cancellare il mio nominativo dall'elenco telefonico. sul modulo, bensì un numero di matricola o di riconoscimento che permetta di risalire al medico solo attraverso i canali appropriati: del resto credo che anche la nostra privacy abbia qualche diritto!! da noi, nonostante sia stato più volte richiesto, non viene dato: è o non è previsto?
040630 Gentili colleghi, sono stato "beccato" nel corso della mattinata, mentre effettuavo il consueto giro di visite, senza le cinture di sicurezza allacciate. Il solerte Vigile è stato irremovibile e a nulla è valsa la mia qualifica di operatore come pubblico ufficiale, il tesserino di identificazione INPS, il far capire le tante difficoltà che ci possono essere nell'individuare i domicili dei lavoratori, l'esibire i referti delle visite da effettuare o altro. Esito finale 68,25 EURO di multa e cosa molto più seccante 5 punti di detrazione dalla patente. (E NOI siamo quelli che dovremmo arginare il fenomeno dell'assenteismo sul posto di lavoro o contrastare altre pratiche truffaldine !!!!?? E veniamo trattati come irresponsabili pirati della strada). Ora non mi resta che sperare nel buon senso del Comandante dei Vigili Urbani o del Prefetto. Ma non dovremmo attivarci anche NOI nel chiarimento di un punto che per il nostro lavoro è importante. Sia ben chiaro non è la richiesta di IMPUNITA' ma solo l'applicazione di un minimo di razionalità. Certo
che il problema possa interessare qualcuno, attendo fiducioso un
parere in merito. Giovanni P., Brindisi. |